MISERIA ED INFAMIA DI ASTROLOGIA & C

Da Urbino Lucius F. Schlinger per Punto d’incontro

 

IL PROGETTO DI LEGGE DELL’U.A.I.

Chi vuole sostenere i ciarlatani? Le festività tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006 hanno puntualmente riproposto, come un anno prima, in una lunghissima serie di trasmissioni radiotelevisive ed in tanti giornali, l’orgia di idiozie di astrologi, maghi, cartomanti, indovini varî che vengo denunciando ormai da decenni in varie sedi con i mezzi disponibili. L’ultimo mio intervento in tal senso su Punto d’incontro riguardava i diversi servizi di televideo che diffondono la superstizione, compresi quelli pubblici, ciò che per tutti i cittadini democratici che hanno il diritto di esigere un’informazione corretta rappresenta una cialtroneria intollerabile. Il messaggio dell’UAI (Unione Astròfili Italiani) che mi è giunto il 29 Dicembre 2005 pone ancora l’accento su un successo: Il TAR del Lazio ha stabilito il divieto di televendite di astrologia, cartomanzia e pronostici dalle ore 7 alle 23, ma tale disposizione - si legge nello stesso comunicato - risulta completamente disattesa. Intanto continuano ad imperversare i ciarlatani. Ho sempre detto, in assoluto accordo con L’UAI ed il CICAP, che è necessario stabilire per legge l’obbligo di dichiarare che le prestazioni di astrologi, maghi, cartomanti, indovini e simili non hanno alcun valore scientifico. O qualcuno si può assumere la responsabilità di sostenere il contrario? Un’inizativa in tal senso è comunque quella dei parlamentari che hanno presentato il progetto di legge qui accluso. In prospettiva si vuol giungere a considerare a tutti gli effetti la diffusione delle predizioni astrologiche nell’ambito dell’ abuso della credulità popolare. Sarebbe proprio ora. Quando si è trattato del fumo, l’indicazione obbligatoria sui pacchetti di sigarette che esso nuoce gravemente alla salute o anche che uccide è stata resa possibile dal fatto che in pratica tutta la comunità scientifica, in questo caso con i medici in prima fila, si è schierata senza riserve per questa scelta. Allo stesso modo, in tema di superstizione e pseudoscienza con particolare attenzione all’astrologia, dovrà essere la comunità scientifica tutta, in questo caso astronomi in primis, con il fondamentale supporto delle associazioni di astròfili, a dare le indicazioni essenziali. Non ha neppure importanza che certe superstizioni rimangano come credenze tradizionali. Io non direi semplicisticamente credenze popolari, visto che non intendo mancare di rispetto ai popoli. Le leggende, i miti, le fiabe affascinano sempre tanti e non imbrogliano nessuno. Certe trasmissioni televisive o certi articoli di stampa invece, sì, eccome! Dobbiamo comunque esigere che sia chiaro e si dichiari espressamente ed obbligatoriamente per legge che esse non hanno alcun valore di conoscenza. È allo stesso tempo indispensabile un invito a tutte le reti radiotelevisive, le riviste ed i giornali a presentare, invece delle oscenità di ben pagati figuri, le posizioni degli astri in cielo e semplici nozioni di Astronomia e di scienza in genere. Molti lettori ne sarebbero senza dubbio contenti e l’informazione in Italia ed altrove acquisterebbe un carattere più dignitoso. Naturalmente sarebbe anche molto più varia e divertente di come non sia oggi. Chi dice che la scienza e la cultura in genere siano noiose? Chi non capisce nulla di nulla. Accanto a temi specifici ed all’illustrazione di metodi di lavoro anche estremamente impegnativi, la scienza presenta spesso curiosità, apparenti paradossi, giochi, enigmi tali da suscitare un interesse davvero irresistibile. In molti casi troviamo la scienza in felice connubio con l’arte, la letteratura, il cinema ed il teatro, la filosofia. Si pensi, tanto par fare solo pochi esempi, al fascino dei rapporti tra i volumi in architettura ed in scultura, all’interesse che può suscitare una esposizione essenziale delle teorie sull’uso della prospettiva, sulla natura stessa dei colori oppure ai giochi di parole legati a problemi di logica, di fisica , di matematica. La musica in particolare, - arte per eccellenza, dato che al di fuori dell’ambito artistico non ha quasi altra realtà - è interamente fondata su basi matematiche. Queste e tante altre considerazioni che si potrebbero fare mostrano un quadro estremamente vario e vivace di possibilità. Rappresenta davvero un ben misero alibi il dire in molti casi che si vuol andare incontro a pretese esigenze di lettori e spettatori per poterli mantenere nell’ignoranza e trattarli sempre da sciocchi difendendo di fatto, spesso con notevolissima dose di malafede, gli interessi delle organizzazioni truffaldine. Vale la pena di impegnarsi in una campagna di lunga durata in tal senso. È per me evidente che la diffusione di nozioni semplici ma rigorose di Astronomia è già in grado di suscitare grande interesse in tanti ambienti. Ed è bene cominciare presto, come ho avuto modo di vedere per tanti anni nella scuola media. Occorre un’alleanza con la stampa, l’editoria, i mezzi democratici di comunicazione di massa con patti assolutamente chiari. Nel sito dell’UAI Unione astrofili italiani troviamo una serie ricchissima di informazioni sulle arroganti e miserabili pretese delle pseudoscienze ed anche la documentazione rigorosa della concordia di tutti gli scienziati dei più diversi indirizzi nei confronti dell’astrologia che si accaparra ancora spazi offerti per vili interessi dall’informazione privata e pubblica. Insieme a ciò si fa giustizia delle menzogne di chi attribuisce anche ad uomini di cultura che superstiziosi non erano affatto, la fede negli oroscopi e simili mercerie, anche se sappiamo come alcuni fino al sei-settecento manifestassero una qualche fiducia in certe credenze. E naturalmente sbagliavano. Ma una casistica estremamente ampia che va dall’Età antica (pensiamo a certi astronomi greci) fino ad oggi, attraverso Cicerone, Pico della Mirandola, Voltaire, Leopardi, questi ultimi particolarmente sprezzanti nei confronti degli imbroglioni, mostra che quando l’intellettuale affronta di petto questi argomenti, l’astrologia non ha scampo. Nell’ambito di conversazioni tendenti a dare informazioni corrette si può parlare anche di astrologia, ricordandone la storia e la degenerazione. Se era infatti da tanto tempo una pseudoscienza che disgustava gli osservatori scientifici del cielo, tanto da indurli già nell’Antichità classica a coniare per se stessi il termine astrònomi (òcontrapposto ad astròlogi (ò nell’Età contemporanea essa è morta senza speranza e gli argomenti che dimostrano in modo assolutamente schiacciante questa miserabile fine sono alla portata di tutti. Si pensi (per dare solo alcuni esempi tra i moltissimi possibili di tale realtà) al fatto che le costellazioni sono costruzioni virtuali fatte con stelle che si trovano a distanze diversissime, che sono state chiamate con tanti nomi diversi dai diversi popoli che le hanno osservate nella storia; che tali stelle hanno distanze e luminosità reali tra loro estremamente varie e sono diverse ancora per tipo, colore et cetera; che le stelle più comunemente nominate sono solo una parte di quelle visibili ad occhio nudo (a loro volta solo poche migliaia su circa 100-200 miliardi nella nostra sola Galassia) mentre già con un piccolo binocolo se ne vedono moltissime altre. E nell’Universo il numero di galassie è verosimilmente dell’ordine delle centinaia di miliardi. Se è ridicolo pensare a particolari influenze delle stelle in genere sui destini umani, è grottesca l’dea di specialissime influenze di quelle della fascia dello Zodiaco, la via lungo la quale vediamo i pianeti cui sono state attribuite nel corso della storia da diversissimi popoli le più diverse “influenze” e che sono stati chiamati, come il Sole stesso e la Luna, con diversissimi nomi. Per qualcuno forse è il nome di un corpo celeste a dare “influenza”, dopo che gli astronomi l’hanno scoperto, misurato e battezzato, mentre astrologi & complici in quanto tali non hanno scoperto neppure una particella di polvere. È ora che queste idiozie imposte con arrogante prepotenza siano rimosse dai mezzi di informazione, o almeno che ne venga dichiarata la completa mancanza di basi scientifiche. Ma lasciamo la parola all’UAI stessa con una proposta di legge molto chiara e sintetica che il Parlamento ha il dovere di approvare nella sostanza, per eliminare una situazione che rappresenta una vergogna per un paese civile e sarebbe ridicola se non divenisse a volte drammatica o perfino tragica quando vittime di certi sapientoni sono persone deboli per disinformazione, per età e condizioni personali in genere o in particolare per aver subito gravi sventure e sono quindi particolarmente vulnerabili alla droga psicologica dell’astrologia, avanguardista di tutte le altre forme di ciarlataneria. Infatti,  dice l'UAI, in zona Cesarini rispetto alla conclusione della XIV Legislatura, l'On. Valerio Calzolaio è riuscito a presentare la proposta di legge n. 6304 dal titolo:

«Disposizioni in favore di una corretta informazione dell’opinione pubblica sulla ascientificità delle previsioni probabilistiche diffuse attraverso l’uso di oroscopi, carte, numeri o pratiche analoghe.»

 

Art 1

La presente legge ha per finalità la corretta informazione dell'opinione pubblica riguardo la fondatezza scientifica delle previsioni riportate dagli oroscopi che vengono pubblicati sulla stampa o diffusi da qualsiasi testata radiotelevisiva. Le seguenti disposizioni si applicano anche alle pubblicazioni che avvengono sotto forma informatica.

Art. 2

Dall'entrata in vigore della presente legge ogni comunicato riportante previsioni astrologiche, in base a quanto stabilito dall'articolo 1, dovrà essere preceduto e seguito da un avviso dal seguente tenore: "Le previsioni astrologiche sono basate su elementi e deduzioni che mancano di riscontro scientificamente fondato".Tale avviso dovrà essere comunicato: in voce nelle trasmissioni radiofoniche; con sottotitoli e in voce nelle trasmissioni televisive; in forma scritta nel caso di pubblicazione a mezzo stampa o di diffusione informatica.

Art. 3

Per la testata che omette di provvedere a quanto prescritto dall'art. 2 è prevista la sanzione amministrativa da Euro 2.000 Euro 4.000 se a diffusione regionale o sub-regionale e la sanzione amministrativa da Euro 4.000 a Euro 8.000 se a diffusione nazionale o interregionale.
Competente al controllo del rispetto della presente legge e all'irrogazione delle relative sanzioni l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni