Articoli di Lucius F. Schlingerdegli anni ‘90 contro la superstizione.

Quelli precedenti sono su carta stampata

C.I.C.A.P.(Comitato Italiano di Controllo delle Affermazioni sul Paranormale)

 

 

IL CICAP ANCORA IN CRESCITA

 

di Lucius F. Schlinger febbraio 1998

 

 

Nel numero 14 del 1997 (anno V) di Scienza & Paranormale, la nota Rivista ufficiale del C.I.C.A.P.(Comitato Italiano di Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), leggiamo tra l'altro, come elemento indicativo della vitalità dell'Associazione, che si sta realisticamente puntando al raddoppio degli abbonati alla rivista stessa.  Lo ricorda il Caporedattore Massimo Polidoro che ci informa anche sullo sviluppo di alcune sedi locali, tra le ultime quella costituitasi in Lombardia  (che è già presente su un sito internet ed ha organizzato iniziative di grande successo) e quella di Cagliari, anch'essa dotata di un sito su internet ed in procinto di pubblicare un bollettino periodico, mentre "ha avviato una collaborazione con Giovanni Pannunzio del Telefono Antiplagio".

Se volessimo citare e commentare anche in  poche  righe ognuno degli interventi importanti presenti su questo numero che conteneva anche dettagliate informazioni in previsione del Congresso - al quale, ahinoi! non abbiamo potuto partecipare - occuperemmo uno spazio davvero enorme.  Ci limitiamo quindi a sottolineare alcuni temi, più che ad illustrarli, data la grande chiarezza con la quale sono presenti nella Rivista.

 

Tra l'altro ci pare molto interessante la risposta data dalla Redazione al Giornale dei misteri il quale, benché schierato da tutt'altra parte, ha almeno sentito il dovere di dedicare ampio spazio e addirittura la copertina al CICAP con un'intestazione ed un dossier dal titolo "Questa volta parliamo con lui: lo scettico".

Naturalmente le distanze rimangono abissali ed anzi questo inizio di confronto tra tendenze antitetiche serve a renderle persino più chiare, se possibile, in ogni senso.

Essenzialmente si ricorda che il CICAP non è costituito da negatori ad oltranza e neppure da gente che ignora la ricerca parapsicologica. "Il CICAP non nega a priori proprio niente (...) Però un conto è ammettere, in via teorica, la possibilità  che un fenomeno esista, un altro dimostrare in maniera convincente la reale esistenza di tale fenomeno".

Viene anche presentata una casistica davvero impressionante di fatti che hanno smentito in maniera inequivocabile le previsioni dei vari veggenti, come accadde nel caso del rapimento  Moro in cui, con buona pace dell'onorevole Cossiga, all'epoca Presidente del Consiglio che prendeva certe informazioni paranormali sul serio, non si approdò a nulla.

Ma particolarmente severa e vigorosa è la critica ai mezzi di informazione (RAI compresa e giustamente, purtroppo!) che, come ricordano autorevolissimi scienziati e uomini di cultura, fanno spesso opera di disinformazione. Si veda in proposito la serie televisiva di Misteri che ha presentato il peggior ciarpame pseudoscientifico, spesso limitando al minimo le possibilità di critica degli scienziati presenti e rilanciando le più trite sciocchezze del tipo della pretesa costruzione delle piramidi d'Egitto da parte di extraterrestri, ovviamente senza neppure una pallida ombra non diciamo di prova, ma di decenza.

E' naturalmente presente la denuncia dei titoli pseudoaccademici di tanti ciarlatani e delle truffe sicuramente smascherate. Si pensi, come ci ricorda Enrico Scalas,  al fatto che Luigi Garlaschelli, in Miracolo offresi propone il miracolo di San Gennaro riproducibile in cucina, e già nel 1991 aveva pubblicato, con Franco Ramaccini e Sergio della Sala, un articolo su Nature in cui si spiegava come si possa riprodurlo in laboratorio. Certe madonnine-idolo presentate come autrici di simili performances avrebbero davvero di che piangere, se potessero! Ed è davvero triste che certe persone abbiano bisogno di tali sciocchezze da baraccone.

 

Ma ci fermeremo un po', fra i tanti  che varrebbe la pena di trattare, in particolare sul tema della totale apertura della scienza a qualunque possibilità di ricerca, un tema presente, con argomenti singolarmente penetranti, nei discorsi di diversi studiosi. Tra essi la  famosa astronoma Margherita Hack la quale ci ricorda che "gli scienziati sanno bene che la scienza non è solo certezza" ma  "avanza faticosamente, costruendo modelli della realtà, pronta ad abbandonarli quando si rivelano incapaci di spiegare anche un unico fatto".

RobertoVanzetto, fisico dell'Università di Padova denuncia a sua volta, in un articolo assai acuto e chiarissimo, quello che definisce "il principale luogo comune in difesa del paranormale, quello cioè secondo il quale la scienza non accetterebbe  l'esistenza dei fenomeni che non riesce a spiegare. "La verità  - dice - è però completamente diversa: La scienza non riesce a trovare alcun vero fenomeno paranormale da spiegare" e ricorda che "nella scienza non vale il principio di autorità" Infatti "Il moderno pensiero scientifico, nato con il metodo di Galileo Galilei che gli permise di fare le sue fondamentali scoperte, dovette scontrarsi con il principio di autorità invocato dagli aristotelici". Come poteva Galileo criticare Aristotele che sapeva tutto e non aveva mai nominato i satelliti di Giove?  Ma oggi qualunque astròfilo con un piccolo strumento li può osservare agevolmente.

Parimenti assurdi - ricorda Vanzetto - altri pregiudizi:

"Se tanta gente ci crede, ci dev' essere qualcosa di vero". Ma così " si  è aperta la caccia alle streghe e si sono giustificate le leggi razziali"; Ed a chi dice "La verità sta nel mezzo" Vanzetto ricorda il bel controesempio di Piero Angela, secondo il quale, di questo passo, tra l'idea della Terra piatta e quella della Terra tonda, qualcuno avrebbe il diritto di ritenerla "un po' piatta e un po' tonda, come un melone tagliato a metà". Allo stesso modo pretendere che una percentuale "minima" di fenomeni paranormali sia vera, senza fare controlli, si rivela solo un banale luogo comune.

 

Non pretendiamo di aver dato un quadro completo di questo importante numero della Rivista, ma intendevamo mettere in rilievo soprattutto alcune riflessioni che ci sembrano fondamentali, come altre di cui ci siamo occupati in altre occasioni su queste pagine, e mostrare come il CICAP si muova con grande coerenza e, cosa che non guasta affatto, con stile impeccabile.