Articoli di Lucius F. Schlingerdegli anni ‘90 contro la superstizione.

Quelli precedenti sono su carta stampata

C.I.C.A.P.(Comitato Italiano di Controllo delle Affermazioni sul Paranormale)

 

 

Sotto il segno dello Stupidario

ovvero

Affari male occultati dei signorini occultisti & C.

(settembre 1998 su Punto d’incontro)

 

 Tra le occasioni e gli spunti per questo intervento che metto a disposizione di "Scienza & Paranormale" e del CICAP al quale sono iscritto e con il quale, anche attraverso la rivista Punto d'incontro, ho avuto qualche interessante occasione di contatto è l'uscita presso la Casa editrice De Agostini di una pubblicazione piena di pretese sull'astrologia e simili mercerie, con tanto di prospettive per la prosecuzione di profondi "studî" in materia.

 Intanto è da considerare allarmante che una casa di notevole prestigio e certo non priva di meriti in campo scientifico si abbassi a tal punto di acquiescenza verso una pseudodisciplina  appannaggio dei peggiori ciarlatani e di speculatori sempre pronti ad approfittare delle incertezze e delle debolezze di ingenui creduloni che tentano di mettersi l'anima in pace con certe panzane cui si legano (si sposano, direbbe qualcuno) i poteri della divinazione, dei guaritori, dei viaggiatori nello spiritismo, nella cabala, nei  varî paesi della magia a buon mercato, della ricerca delle varie "energie " delle piramidi e via pasticciando. Ma ricordiamo almeno di passaggio l'ufologia, che ha avuto di recente, per un convegno ad Ancona, perfino il  patrocinio da parte di un Ente pubblico  che evidentemente non teme l'opinione concorde degli scienziati e le figuracce senza scampo di fronte ai cittadini. Naturalmente sarebbero secoli o millenni che gli extraterrestri sarebbero in contatto con noi. Tanto sostiene  in particolare la cosiddetta archeologia spaziale di cui ci siamo occupati in altre sedi come di una tra le più tronfie e misere  fabbriche di frottole nello spazio e nel tempo. Naturalmente  gli strabilianti poteri che entrerebbero comunque in ballo rimandano questa pseudoscienza a ritrovare tutti i collegamenti con la parapsicologia e le altre consorelle.

 

I lettori di Scienza & Paranormale sanno benissimo che non si tratta di negare tutto per principio, come a volte noi non superstiziosi siamo accusati di fare. Molte credenze oggi certamente superate hanno avuto o sarà meglio dire ebbero, in un passato remoto, appunto, qualche giustificazione  come tentativi di conoscere qualcosa sui temi della vita, del mondo fisico, sulla realtà dell'uomo, su  forze ancora sconosciute. Un caso tipico è proprio l'astrologia. Quando, già nell'antichità, i veri studiosi degli astri, videro che l'astrologia stava decadendo al rango di mera superstizione, vollero distinguersi, come ricordano varî storici, anche nel nome e chiamarono se stessi non più Astrològoi, ma Astronòmoi, non più astrologi, ma astronomi, appunto come ricercatori delle leggi degli astri. Del resto anche oggi credenze popolari, miti, fiabe fanno parte del patrimonio culturale ed esercitano su molti di noi moderni un fascino irresistibile. Ma sarebbe ovviamente penoso voler far passare per verità controllabili dalla comunità scientifica i miti babilonesi, egizi, greci, le storie di Merlino, le fiabe dei fratelli Grimm o di Calvino. Possono non solo affascinarci, ma anche darci qualche saggio suggerimento. E sono verissime, beninteso, nella fantasia. Non guastiamo tutto con petulanti chiacchiere su ciarlataneschi poteri paranormali. Nel momento in cui questi dovessero essere provati, chi sarebbe più lieto di noi scettici blu o di altro colore? Un viaggetto a mezzo levitazione, oltretutto assai ecologico, o la previsione per magia dell'arrivo di un ciclone o di un nostro cugino eccellente pianista, o la cura di ogni malanno con l'imposizione delle mani dovrebbero spaventarci? Certo no. Che interessi contrarî avremmo?

 

Il fatto è che tutte queste pretese realtà e tutti questi pretesi strapoteri non hanno alcuna realtà documentabile. E qui il discorso diviene necessariamente politico  in un senso strettamente definito poiché ci riguarda come cittadini.

Credo dunque che sia giusto chiedersi a chi una tale situazione procuri vantaggi, in assenza di un controllo pubblico che non vuol essere censura (diavolo-ne-guardi!) lasciando sempre a tutti il diritto di credere ai loro dei, angeli, diavoli, spiriti, ectoplasmi et cetera. Contenti loro ...

Ma i lettori sanno bene anche che non si tratta di volontà di censura. Maghi, guaritori, astrologi & complici fanno affari colossali, molti dei quali (forse per le influenze delle varie lune di lunatici che avrebbero il compito di condurre, come si suol dire, la cosa pubblica?) sfuggono anche a un regime fiscale che temiamo spaventi al massimo qualche volta (nonostante certi apprezzabili tentativi di perfezionamento) quasi solo chi fa il proprio dovere.

E la cultura, la stampa, i quotidiani, i periodici, le radio e le TV pubbliche e "libere" per le quali ancora qualcuno finge di non capire che trattasi di emittenti private, ovvero sostenute dai soldi e curanti gli interessi dei loro proprietarî, o - come dicesi altresì - dei loro padroni?

E' giunto il momento in cui ognuno deve essere messo di fronte alle proprie responsabilità. In primis, come sempre, coloro che  fanno tutto il loro dovere, perché si impegnino di più. Ma poi anche quelli che pensano che, tutto sommato, un po' di acquiescenza in certi casi, su certi fenomeni di costume, non guasta. Anche se si tratta piuttosto di malcostume.

Anche un non credente come me può considerare con favore il recente intervento di Papa Giovanni Paolo II che ha preso le distanze in modo nettissimo dall'astrologia e da simili superstizioni, mentre lo stesso Frate indovino, che si potrebbe immaginare tutto dall'altra parte della barricata, ha mostrato di non prendere troppo sul serio le previsioni astrologiche.

 

Dobbiamo chiedere un impegno a tutte le fonti democratiche di  informazione ed ai responsabili dell'istruzione di nazioni civili quali vogliamo che quelle in cui viviamo possano qualificarsi sempre meglio: non presentare oroscopi, non fare servizî in favore della superstizione, non trattare in genere come realtà  elementi che non siano stati controllati dalla comunità scientifica, non perché essa sia infallibile, ma perché è la sola che può dare garanzie serie contro gli inganni. Men che mai certe  pseudoscienze possono avere cittadinanza nelle scuole di ogni ordine e grado, come a qualcuno sciaguratamente piacerebbe. Dovremo fare in modo  di presentare invece a tutti i livelli e con tutti i mezzi possibili e leciti la critica a tutte queste forme di inganno dell'opinione pubblica, con l'appoggio di tutte le autorità scientifiche intenzionate ad agire per quanto possibile in relazione ai loro impegni ed agli incarichi professionali, in una battaglia di informazione corretta ed aperta a tutti. Potremo darci da fare per  giungere a convincere con un'azione continua e determinata innanzi tutto i responsabili dei mezzi pubblici  d'informazione e poi quelli delle altre reti radiotelevisive, dei quotidiani, dei periodici a non sostenere in alcun modo le superstizioni. Non credo che, nonostante certi momenti reali di regresso  verso le pseudoscienze ciarlatane, stiamo precipitando nella melma senza scampo. Quanta gente che prima si rivolgeva ai guaritori, va ora preferibilmente dal dottore? E quanti si farebbero curare  anche solo l'appendice o le tonsille infiammate da un santone snobbando medici e chirurghi? E chi si fida degli astrologi più che della moderna meteorologia?...

Dunque coraggio e ancora poche righe per finire sugli strabilianti poteri dei numeri. Ad esempio il numero 17 a me piace, così secco com'è, ma ciò che più conta è naturalmente che, anche insieme al venerdì, non è presagio di alcunché. Inoltre, come mi è stato ricordato da Auretta Giovannini e come gli amici del CICAP avranno già sentito, la paura che incute ai superstiziosi deriva solo dal fatto che in certe  iscrizioni funerarie latine si immaginava che il defunto, parlando in prima persona, dicesse VIXI facendo seguire il numero degli anni che aveva effettivamente vissuto. Ma la scritta VIXI, presa  come somma di cifre darebbe proprio  il numero 17 con gran fifa di qualcuno.

Concludendo, ai redattori ed ai lettori  si dica in bocca al lupo e, naturalmente, viva il lupo.

 

 

In chiusura di questa rassegna dedicata a numeri degli anni novanta di SCIENZA E PARANORMALE pare utile dare gli indirizzi attuali (2004) del CICAP che sono i seguenti:

 

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