Qualche domanda a Marta Mancini ed Alberto Barbadoro.

 

Lei direttrice della Biblioteca del Conservatorio Rossini di Pesaro, lui insegnante di Lettura della partitura nello stessi Istituto e direttore della Società degli Amici della musica di Ancona, accomunati tra l’altro dal fatto di avere  ambedue studiato pianoforte oltre  che  di essere felicemente sposati da  varî anni. Lui ha svolto una eccellente attività concertistica e sono in molti a chiedergli di porre fine all’attuale pausa mentre lei ha presentato diversi studî sulla situazione di certe istituzioni e di ricerca su musicisti più o meno direttamente legati a Pesaro ed alle Marche.

A Marta Mancini ho chiesto di indicare per i nostri lettori:

1.     I piu recenti arricchimenti della Biblioteca  proprio in termini di volumi pervenuti e di lavori in corso di acquisizione.

2.     Le difficoltà nel funzionamento dell’Istituzione, anche alla luce delle attuali situazioni generali dell’Istruzione  pubblica tra riforme controriforme e pseudo-riforme e quali strategie si possano immaginare per ridurre i guasti di scelte poco felici o sbagliate da parte dei responsabili  in alto loco dell’attuale situazione.

3.     Un cenno su quelli che lei ritiene i suoi lavori più interessanti del passato, in particolare  sui molti già pubblicati. Tanto per non far nomi si potrebbe pensare a Giuseppe Radiciotti di Jesi, notissimo critico e storico autore delle Lettere di celebri musicisti, di una Vita di Giovanni Battista Pergolesi il divinissimo suo concittadino e di altri lavori  su Spontini e Rossini, fondamentali per chi voglia acquisire una conoscenza approfondita dell’ambiente musicale marchigiano nel corso di varî secoli  di storia. Le chiederei inoltre di darci un’indicazione  dei futuri programmi suoi come ricercatrice, sempre pensando non solo ai grandissimi  delle Marche, Rossini a Pergolesi, Spontini & C, ma anche ad altre figure sulle quali abbia in animo di intraprendere  un prossimo studio.


Ad Alberto Barbadoro chiediamo:

1.     Come funziona in termini essenziali la Società degli Amici della Musica; Come è nata la Società e quali tappe essenziali ne hanno segnato gli sviluppi fino ad oggi. In verità molte notizie sono contenute nel grande e bellissimo volume di oltre 350 pagine I novant’anni della Società  Amici della Musica  Guido Michelli di Ancona (Edizioni Tecnostampa, Loreto) di cui Alberto è autore insieme ad Erika Fuà Rosenthal e Giorgio Giachi, ma forse lui potrebbe dare un’ esposizione generale dei temi principali per i nostri lettori, mentre ricordiamo che nell’opera vengono presentati i programmi di ben 833 concerti fino al 2003.

2.     Quali difficoltà si incontrano nell’attuale situazione in questa Società non legata direttamente all’amministrazione dello Stato e quali sono i programmi del futuro, anche in termini di organizzazione del lavoro.

3.     Se ci si debba aspettare  da parte sua una prossima ripresa dell’attività di concertista o se si debba pensare che, come talvolta diceva con un’immagine sottilmente paradossale tolta dai modi di dire di certi artigiani, lui voglia davvero appendere il pianoforte al  chiodo. In tal senso, dopo una pausa di una certa durata, la  ripresa potrebbe presentare difficoltà particolari?  Ma, anche  dato e non concesso che così sia, le difficolta non nascono proprio per essere superate?

Naturalmente gli intervistati  sono liberi di rispondere alle domande separatamente o di dare una risposta unica sulla base delle domande .In pratica l’articolo, come è già successo per altre interviste, me lo faranno gli intervistati stessi.  

Ed ecco le risposte di Marta Mancini:

1.     Prima di parlare delle recenti acquisizioni desidero fare qualche accenno di carattere generale alla Biblioteca del Conservatorio di Pesaro.
È una biblioteca specialistica nel settore Musica, l'unica che esiste nelle Marche ed una delle più rilevanti a livello nazionale, la quale possiede circa 45.000 volumi fra cui partiture, spartiti, dizionari, enciclopedie, e riviste musicali antiche e moderne, italiane ed estere, una sezione di biografie di musicisti e di libri di storia musicale. Esiste inoltre una raccolta di 2000 unità di dischi in vinile, una buona collezione di CD e materiale iconografico (foto, attestati, onorificenze) di musicisti che hanno avuto a che fare con Pesaro e con il suo Conservatorio.  Possiede un fondo storico di manoscritti e stampe a partire dal 1500 di rara reperibilità: particolarmente preziose sono alcune intavolature per strumenti a corde, le opere per teatro manoscritte del '600, '700 ed '800, fonti indispensabili per indagini filologiche e per le ristampe in recenti edizioni. Fra le opere a stampa particolarmente interessante è un fondo omogeneo di musica cameristica di compositori del periodo beethoveniano (fine '700 inizi '800), con alcune prime edizioni di Mozart e Beethoven. Sono conservati inoltre il trattato del Baini su Palestrina e la storia della musica di Padre Martini. Il materiale bibliografico che la biblioteca possiede è di fondamentale utilità non solo per gli allievi ed i docenti del locale Conservatorio, ma anche per studenti universitari che seguono corsi ad indirizzo musicale e per chiunque si occupi di produzione e ricerca musicale ad ogni livello. L'opera acquistata di recente più importare è The New Grove, Dictionary of Music and Musicians nella versione in ventitré volumi ristampata di recente: è l'enciclopedia musicale più autorevole che esista al mondo. Inoltre la biblioteca è dotata anche del Dizionario Enciclopedico Universale di Musica e dei Musicisti edito da UTET, l'enciclopedia migliore in Italia, ed inoltre del Die Musik in Geschichte und Gegenwart prodotto dalla casa editrice Breitkopf und Härtel.oltre che delle storiche opere francesi e tedesche di Fétis ed Eitner. Si possiedono inoltre le edizioni critiche antiche e moderne dell'opera completa di Mozart, di Bach e di musicisti quali ad esempio Palestrina, Monteverdi,Vivaldi, Rossini, Verdi, queste ultime in corso di pubblicazione, ed altro. Sono consultabili annate intere della Nuova Rivista Musicale Italiana, della Rivista Italiana di Musicologia, di Amadeus, di Music and Letters e The Musical Quarterly della Oxford Univ. Press e Die Musikforschung edito a Kassel. La biblioteca è un solido sostegno didattico per il locale Conservatorio ed un valido sussidio per operatori musicali, esecutori e per chiunque si occupi di ricerca musicologica.  

2.     I problemi presenti nella Biblioteca del Conservatorio di Pesaro non sono diversi da quelli di tutte le altre biblioteche, e non solo musicali. Sarebbe necessario un maggiore impiego di personale, meglio ancora se "qualificato", cioè con una preparazione musicale unita alla conoscenza delle norme e dei software per la catalogazione - e per catalogazione intendo l'unificazione dei dati bibliografici nel Sistema Bibliotecario Nazionale -, esperto dei regolamenti del prestito, della duplicazione dei materiali, della legge sul diritto d'autore ed altro. Altro aspetto fondamentale è che il personale da adibire a tali biblioteche sia assunto in modo definitivo: lavorando in una biblioteca, in particolare specialistica, si acquisisce una particolare professionalità che si perfeziona nel tempo con l'assiduità e l'esperienza, che alla fine diventa indispensabile per l'utenza.

3.     Attualmente le biblioteche musicali hanno in organico un solo bibliotecario, ed altro personale aggiunto può essere individuato in figure non propriamente "professionali" (collaboratori didattici dell'istituto di appartenenza, obiettori di coscienza, catalogatori scelti fra gli studenti), prive di incarichi definitivi.

4.     In tempi attuali le istituzioni musicali, insieme alle Accademie di Belle Arti, stanno attraversando un momento di profonda trasformazione, nel passaggio formale dal Ministero della Pubblica Istruzione a quello dell'Università e Ricerca Scientifica, con tutti i cambiamenti che, in positivo o in negativo,  si verificano alla luce dei nuovi regolamenti. Per le biblioteche non è ancora molto chiara la fisionomia che andranno ad assumere: il nuovo contratto di lavoro dei Conservatori prevede per loro figure professionali aggiunte: un coordinatore ed un collaboratore tecnico, ma tale provvedimento non è ancora approvato in maniera definitiva e tali ruoli sono ancora tutti da definire.

5.     Le ricerche di cui mi occupo riguardano principalmente la storia musicale locale oltre che, naturalmente, lo studio e la valorizzazione di documenti che possiede la Biblioteca in cui lavoro.  La vita musicale pesarese deriva da un grande gesto di generosità da parte di Gioachino Rossini, che ha legato alla sua città tutti i beni al fine di dotarla di una prestigiosa scuola musicale: per questo è sempre stata animata da musicisti di grandissimo spessore e la produzione musicale è sempre stata di alto livello. Sono stati direttori della scuola musicale Carlo Pedrotti, Pietro Mascagni, Amilcare Zanella,  Riccardo Zandonai ed ancora Franco Alfano, Carlo Zecchi, Lino Liviabella e altri illustri musicisti.     
Si sono esibiti a Pesaro musicisti di grandissimo valore, basti pensare ai pianisti Edwin Fischer, Rudolf Firkusny, Nikita Magaloff, Clara Haskil, Arturo Benedetti Michelangeli, Alfred Cortot, Emil Gilels, Arthur Rubinstein, Walter Gieseking, Dinu Lipatti , Sviatoslav Richter; i violinisti Bronislaw Hubermann, Gioconda De Vito (la quale si è formata alla scuola di Pesaro), Arthur Grumiaux; il violoncellista Enrico Mainardi e l'elenco potrebbe a lungo continuare. Per questo c'è molto da scrivere di storia musicale pesarese.
Nel corso delle mie ricerche mi sono occupata di documenti rossiniani conservati a Pesaro, di Giuseppe Radiciotti, musicologo di scuola positivista, il quale ha indagato approfonditamente sui musicisti marchigiani e soprattutto su Pergolesi e Rossini. La biografia rossiniana di Radiciotti in tre volumi, che risale agli anni trenta, è ancora oggi uno dei più autorevoli strumenti di ricerca per quanto riguarda la vita e l'opera del Pesarese. Mi sono inoltre occupata di Girolamo Crescentini, il sopranista di Urbania, prediletto alla corte di Napoleone, uno dei cantanti più apprezzati fra la fine del '700 e gli inizi dell'800.     
Per quanto riguarda la storia pesarese ho ripercorso la vita e la carriera artistica di Riccardo Zandonai il quale è stato studente alla scuola di Pietro Mascagni e, dal 1940 al 1944 (anno della morte) direttore dello stesso Conservatorio.
Credo di avere il merito di aver "riconsegnato alla storia" due importanti musicisti, Giulio Fara, docente di storia ed estetica musicale ed Arturo Melocchi, docente di canto. Essi hanno lasciato segni indelebili il primo nel campo della ricerca musicale e della etnomusicologia e il secondo, un innovatore della didattica del canto, nella formazione di grandissime voci quali Mario Del Monaco e Franco Corelli. Entrambi sono stati oggetto di gravissimi provvedimenti disciplinari, al punto da essere sospesi dall'attività didattica, perché convinti antifascisti.      
Fra le mie attività recenti desidero segnalare che sta per essere pubblicato un DVD per la Metauro Edizioni contenente tutte le annate della rivista "La Cronaca Musicale" scansionate pagina per pagina ed indicizzate. "La Cronaca Musicale" è una rivista pubblicata a Pesaro, dall'allora Liceo musicale Rossini negli anni dal 1896 al 1917, una delle prime riguardanti la musica, ed è stata fondata da Pietro Mascagni. Di vasta diffusione per i suoi contributi critici, di indagine estetica e di attualità, è divenuta in breve tempo una delle più importanti riviste musicali italiane.

E qui le risposte di Alberto Barbadoro:

 

1.     La Società degli Amici della Musica "Guido Michelli" di Ancona fu istituita nell'aprile del 1914 ad opera della contessa Maria Macola Scattola con l'intento di promuovere nella città la conoscenza della musica vocale e strumentale, sinfonica e cameristica. Sostenuta, come ben ricorda nel suo saggio la presidente Erika Fuà Rosenthal, da persone di qualità, per lo più professionisti musicofili come il conte Ferretti, l'avvocato Michelli, divenuto poi presidente, e soprattutto il M° Federico Marini, musicista allievo di Mascagni, figura centrale nei primi decenni, l'associazione operò, nel periodo che va dalla prima all'inizio della seconda guerra mondiale, con diverse tipologie di formazioni musicali e di programmi: dai concerti "misti" (con strumentisti e cantanti insieme riuniti in una sorta di "accademie musicali", come si chiamavano in passato questi intrattenimenti) ai recital dei grandi virtuosi italiani e stranieri, ai programmi più impegnativi di formazioni cameristiche come il quartetto d'archi, fino ai grandi concerti sinfonici di complessi prestigiosi come le orchestre di Praga, di Budapest e dell'Augusteo di Roma. Dopo le iniziali difficoltà del secondo dopoguerra, la Società "Michelli" ebbe un periodo di autentico splendore, invitando i più grandi virtuosi del panorama concertistico mondiale, grazie anche ai suoi direttori artistici, da Valeria Cardi Navach ad Enrico Mancini, imponendosi come una importante realtà musicale, non soltanto a livello regionale. Quest'ultimo decennio, con la mia direzione artistica, spero abbia confermato il rilievo che la Società "Michelli" ha conquistato, nel proseguire le direttrici che avevano caratterizzato i miei predecessori: l'eccellenza degli interpreti, tutte autentiche "stelle" come Juri Bashmet, Murray Perahia, Grigori Sokolov, Jean Yves Thibaudet, Uto Ughi, Salvatore Accardo e tanti altri, l'attenzione alla musica contemporanea, l'interesse per il repertorio antico, la cura nel voler ricordare anniversari di grandi compositori (ad esempio, in questi ultimi anni Verdi, Chopin e Berlioz), la decisione di affiancare ai concerti conferenze di storici, musicologi e critici sui più differenti argomenti. È da ricordare anche un'iniziativa nata nel 1999, ideata e condotta dalla consigliera Georgina Terni: il " Concorso Musicale per le Scuole" riservato dapprima agli studenti delle Scuole Medie e delle Scuole Medie ad indirizzo musicale, poi esteso ai "giovani solisti" ed apertosi infine anche ad altri Paesi fino a trasformarsi in un Concorso internazionale per giovani interpreti. Un ultimo impegno degli Amici della Musica, con il contributo della Provincia di Ancona, oltre che degli altri Enti sostenitori, reca il titolo "Leggere il Novecento: suoni di un secolo appena trascorso". Si è trattato di una rassegna di quattro concerti e di quattro conferenze dedicati ai protagonisti della musica novecentesca: lo scorso ottobre protagonisti sono stati soprattutto  Schönberg, Ravel, Stravinskij e Bartók. Questa rassegna continuerà anche negli anni successivi.

2.     Le difficoltà certamente sono molteplici. La prima è sicuramente il reperimento di fondi che integrino la sovvenzione del Ministero dello Spettacolo e dunque occorre sollecitare l'intervento di Enti locali come Comune, Provincia e Regione, nonché Banche e sponsor privati, in un momento che pare più propenso ad operare tagli piuttosto che a elargire contributi. Altra difficoltà è quella degli spazi entro i quali realizzare la nostra attività: sono spazi (in buona parte si tratta del Teatro Sperimentale e del Teatro delle Muse, assai più raramente del Teatro della Fiera della Pesca, dell'Aula Magna dell'Università, di Chiese ecc.) che vanno condivisi con altri Enti, altre Società ed altre iniziative come la stagione lirica curata dalla Fondazione del Teatro delle Muse, il cartellone della prosa presentato dal Teatro stabile delle Marche, i concerti degli "Amici della Lirica", i concerti di "Ancona Jazz", il Festival della musica kletzmer e altro ancora: si crea di conseguenza un problema di periodi e di date che spesso rende difficile per gli Amici della Musica "Michelli" programmare con il dovuto anticipo l'attività e questo è particolarmente grave quando si tratta di artisti di fama internazionale, soprattutto stranieri, che vengono in Italia per un periodo brevissimo e dunque non hanno alcuna possibilità di essere disponibili per giorni diversi da quelli previsti dalla tournée. I programmi per il futuro, oltre che continuare questa linea di qualità che ha fatto della stagione degli Amici della Musica, una delle migliori del centro Italia, prevedono di incrementare le collaborazioni con le realtà musicali locali come la Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, la Fondazione del Teatro delle Muse, la Societa Corale "Bellini", l'Istituto Musicale "Pergolesi", l'Accademia musicale, nonché altre istituzioni quali l'Università. La ricerca di un pubblico nuovo, soprattutto un pubblico di giovani, è un obiettivo primario e un particolare interesse è stato rivolto a questo importantissimo aspetto: ingressi gratuiti e biglietti ridotti sono soltanto un aspetto di un lavoro che si dovrà ancora potenziare ed incrementare (magari con incontri con le Scuole, lezioni-concerto, conferenze ecc.) nella certezza di un risultato apprezzabile.

3.     Tutto è possibile nella vita e particolarmente in questi tempi, persino partorire a sessant'anni! E dunque ricominciare a suonare il pianoforte a cinquantasette non è sicuramente proibitivo ed è altrettanto vero che le difficoltà, anche se non "nascono proprio per essere superate" ma nascono e basta (così come l'agnello non nasce per essere mangiato!), possono "anche essere superate". Ma quando ne vale la pena. E il confine tra il possibile ed il probabile, come tra l'impegno e il risultato, non è per nulla facile da stabilire.

LFS