Anno 2001

 

Diritti dei più eguali degli altri

e comoda ignoranza

 

Le vicende storiche del secolo scorso si legano ovviamente ancora in modo strettissimo alle prospettive politiche e culturali di questo XXI secolo iniziato (ormai pare proprio che lo abbiano capito tutti) il primo giorno del gennaio 2001. Rimangono irrisolti grandi problemi di interesse vitale per l’Umanità e tra essi molti riguardano proprio l’informazione, oltre alle tante questioni politiche, spesso ad essa strettamente collegate. In queste settimane di grandi pericoli per la pace mondiale una riflessione si impone drammaticamente. Ci siamo già resi conto del fatto che  la nota affermazione secondo la quale la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi potrà essere cinica quanto si vuole ma rappresenta nelle attuali situazioni internazionali una realtà che  coloro che credono nel diritto di tutti i popoli ad esistere ed a svilupparsi nelle pace e nella giustizia vogliono cambiare, ma con essa debbono pur sempre fare i conti.

Veramente avrei voluto su certi temi il parere  di qualche esperto di diritto internazionale, ma l’urgenza di presentare  in tempi ragionevoli il mio contributo alla rivista ha avuto la meglio sulla necessità di trovare i rapidi contatti necessarî, mentre qui sono comunque presenti, anche se non in un’intervista  diretta,  valutazioni di persone  con competenze sicure  sugli argomenti in esame. Presento dunque alcuni brevi cenni di analisi su fatti verificabili e quindi in tal senso obiettivi, senza pretendere di essere io stesso obiettivo in quanto al di sopra o al di là delle parti. La mia testimonianza è invece dichiaratamente di parte. Io penso che sia dalla parte della giustizia e del diritto dei popoli, come lo sono gli inviti alla ragione e gli appassionati appelli alla pace di Giovanni Paolo II e di tanti uomini di diverse fedi religiose che anche un non credente come me può certo apprezzare perché parlano comunque un linguaggio di uomini civili. Ma non tutti gli uomini sono davvero civili, nonostante le “magnifiche sorti e progressive” che vengono ostentate e nonostante le arie di paladini della libertà di tanti che non si accorgono di vivere  in un sistema in cui sono in sostanza liberi quasi solo di obbedire  come servi ai padroni dell’econo-mia, degli armamenti  e dei mezzi di comunicazione di massa, spesso, per quanto loro compete, altrettanto micidiali.

 

In tema  di diritto internazionale i governanti degli  Stati Uniti d’America hanno oggi idee ancora più chiare, se possibile, che in passato. Si poteva credere infatti che tutte le scappatoie legali per riaffermare il proprio strapotere fossero ormai  note ed esaurite, ma il l’intelligenza dell’attuale  capo della Casa Bianca ci apre continuamente nuove vie per chiarire, anche a livelli decisamente divulgativi, la grande verità: Il  capo del governo del Paese più potente del mondo vuol fare tutto il proprio comodo ovunque. Oggi  in Iraq come ieri  in Afghanistan o in Jugoslavia facendo la guerra senza neppure avere la buona creanza di dichiarare la guerra. Infatti per il capo e per i suoi  devoti, tutte le stragi vecchie e nuove non sono state fatte in guerra, (che diamine!) ma  in operazioni di polizia internazionale contro  organizzazioni di criminali, di terroristi o di individui e gruppi in procinto di divenire tali e quindi passibili di punizioni prima ancora di aver commesso  effettivamente alcun crimine o a causa dei pretesi crimini del passato. I paesi sovrani sono tali finché il capo non decide che sono “paesi-canaglie”. L’opinione pubblica interna ed internazionale? Un gruppo di complici dei terroristi o di apprendisti del terrorismo. Tanti giovani, donne e uomini adulti di tutto il mondo in lotta per la pace? Gente che non ha capito che la guerra di difesa contro il terrorismo si fa prevenendo le azioni terroristiche, cioè uccidendo i presunti terroristi anche all’interno di paesi pienamente riconosciuti dalle Nazioni Unite, e con essi qualche migliaio o qualche decina di migliaia  di bambini. Non stiamo a fare i pignoli sui numeri e teniamo conto del fatto che le colpe dei padri contano ed anche che i pargoli sarebbero comunque educati al terrorismo senza gli interventi chirurgici di USA & compari. Per l’attuale capo del governo americano - cui purtroppo ancora il Popolo Americano non ha deciso di togliere lo strapotere che ne fa in pratica un tiranno legalizzato sia pure temporaneo - le Nazioni Unite sono “smidollate” come per questa “gran” Bretagna che rinnega  se stessa con i suoi governanti fedelissimi vassalli, sempre devotamente chini davanti al capo, pronti a pulirgli i piedi  e quant’altro occorra. La guerra contro chiunque non si pieghi è sempre pronta sul piano economico-commerciale, propagandistico, diplomatico ed infine strettamente militare.

Vediamo alcuni dati della fine del 2001 - mai smentiti a tutt’oggi - tratti da Independent media center (http://italy.indymedia.org: 8081) e trasmessi da Il manifesto(Calamandrao@ tiscalinet.it): Le sanzioni contro l’Iraq hanno già ucciso molte centinaia di migliaia di persone come risulta anche dalla testimonianza di Hans Von Sponeck e Denis Halliday, il primo coordinatore dell’intervento umanitario delle Nazioni Unite dal 1998 al 2000, il secondo con lo stesso incarico dal 1997 al 1998. Entrambi si sono dimessi per non essere “complici del genocidio da embargo della popolazione civile irachena” . Non è certo da sottovalutare il fatto che l’embargo significa controllo che spesso diviene di fatto blocco di invii di medicinali, alimenti e somme di denaro per la popolazione civile e che proprio i governanti americani e britannici hanno determimato l’invio di aiuti con il contagocce ed hanno cercato di impedire agli ispettori di riferire sulla situazione degli aiuti al Consiglio di sicurezza della stessa ONU, mentre da parte americana in particolare si esprimeva soddisfazione per la riuscita del programma oil for food ed invece i proventi del petrolio iracheno erano usati dai vincitori della Guerra del Golfo, seguita alll’invasione del Kuwait da parte irachena, in modo tale che tante vite umane che potevano essere salvate furono invece perdute. In sintesi potremmo dire che  i vincitori hanno fatto in modo che si prendesse molto petrolio ma per dare ben poco cibo, mentre “la distribuzione da parte del governo iracheno di forniture umanitarie è pienamente soddisfacente”.

Ora la strategia della guerra preventiva della “dottrina” Bush (vecchia decrepita e riverniciata copia di tante antecedenti) è infatti in realtà quella della guerra continua (anche in senso strettamente militare) di cui parlava tra gli altri Ingrao verso i primi di ottobre (mentre il ministro Martino mandava gli alpini  in Afghanistan) chiedendosi  che fine avesse fatto l’articolo 11 della nostra Costituzione:  L’Italia ripudia la guerra come offesa alla libertà degli altri popoli … Infatti si trovano sempre e comunque, se si vuole, degli stati  cui applicare l’etichetta di “paese canaglia” variando la lista ed aggiornandola a seconda dell’interesse supremo dell’oligarchia chiusa ed ottusa  che del mondo intero dice in sostanza: È cosa nostra.

L’Europa  è dunque chiamata a contribuire alla guerra “preventiva” di Bush, a divenire complice di chi racconta di voler combattere il terrorismo con una nuova guerra ad un Paese sovrano per sottrargli il petrolio, come ormai sanno anche i bambini non particolarmente dotati. Del resto, è stato lo stesso Kissinger (si veda ancora la testimonianza di Von Sponeck e Halliday)  a dichiararlo con estremo candore: “Il petrolio è una merce troppo importante per essere lasciata nelle mani degli arabi”. E così le donne del Kuwait “liberato”, sono di nuovo sotto il dominio degli sceicchi cari a Bush, & Blair, e vivono quindi un’esistenza finalmente attiva e moderna  potendo di nuovo coprirsi il volto (chissà con quale entusiasmo!) per mezzo di quel velo dal quale il governo dell’Iraq (con tutti i suoi torti) le aveva liberate permettendo loro alla fine del XX  secolo dell’Era volgare di dare così scandaloso spettacolo di se stesse.

Intanto Bush è occupato a dare i suoi ultimatum all’ONU, mentre qualcuno si ostina ancora ad indicare l’alternativa della pace che non è forse molto gradita neppure ad un certo cavoliere italiano, visto che  egli si permette di fare gesti di fastidio anche verso  uno sconosciuto qualunque come l’ex Presidente della Repubblica Scalfaro quando non gli dà ragione.

Ora non servono le mezze misure dei mezzi amici della pace di un certo centrosinistra che appare ormai sulla via del centrode(ni)stra e che ha comunque - lo diciamo da uomini di parte, appunto - Il torto di aver iniziato certe avventure militari e che ora si affanna a cercare di darsi alla meno peggio un’aria decente e si divide dando modo a chi è ancora peggiore di imperare. A nostro avviso occorre  una posizione ferma contro le urla di guerra e le menzogne di chi gestisce la globalizzazione imperialistica che affama i due terzi dell’Umanità e ricatta  con l’incessante minaccia di guerra chi non si sottomette. Ed è indispensabile dare spazio alle tante voci  di pace, quali quelle che provengono dalla Germania che ha dato un voto fondamentale contro la guerra, ma anche da ambienti tradizionalmente conservatori che comunque si schierano per la pace, come la Francia di Chirac e sostengono il ruolo delle Nazioni Unite, oltre a quelle altrettanto importanti che abbiamo  ricordato all’inizio.

Questo, per quanto l’Italia in particolare,- anche per evitare ciò che teme il quotidiano  la Repubblica: una guerra civile, sia pur virtuale, tra gli Italiani - mentre il 2-10-2002,  titolava “Ispettori, accordo Iraq-ONU, ma Bush dice no”.

Come ricordava Alessandro Curzi ai manifestanti per la pace del 28 settembre “l’Italia della Resistenza  e del Lavoro è con voi e ripudierà la guerra con la stessa  energia e la stessa determinazione che seppe trovare per battere il mostro nazista”.

 

E  su un tema collegato alla situazione di allarme generale, diremo che è fin troppo facile per chi sta fuori della Palestina   maledire i metodi violenti di lotta che talvolta vengono usati come estrema  disperata risorsa dai Palestinesi per opporsi ad  un’occupazione illegale dei propri territorî e alle  violenze contro la popolazione civile, più volte condannate  dall’ONU.  Anche i partigiani sparavano ai nazifascisti e con pieno diritto.

A tal proposito senza mezzi termini diciamo che il Fini, sbaglia a scusarsi per i   crimini nazifascisti “come italiano” e deve chiedere perdono solo per sé, per la sua militanza nel partito di Almirante, repubblichino fra i traditori del governo di Salò, riconosciuto dai tribunali della Repubblica Italiana torturatore e massacratore di Italiani, mentre il Popolo Italiano, socialisti e comunisti in testa, ed il Popolo Tedesco, con la Lega Spartacus dei comunisti tedeschi in prima fila,  sono state le prime vittime dei fascisti di Mussolini e dei loro allievi nazisti, traditori della grande storia politica e culturale della Germania.

Scrivo sapendo che Punto d’incontro è una rivista libera e certo ci sono state e ci saranno voci che non concordano con quello qui si afferma. Ben vengano. Non abbiamo infatti nessuna mafia e nessun KGB a controllarci.  Per questa rivista sono sempre  lieto di scrivere accanto al Direttore Mario Micozzi e ad altre validissime firme, sempre con il pensiero alla grande figura di Carlo Bo che ci ha lasciati .

Oggi dunque in Palestina, nonostante le messinscena, il governo USA appoggia, contro il diritto internazionale, l’occupazione e l’irrigidimento dei metodi di dominio di Israele, tanto spietati da farci credere che alcuni governanti di quel Popolo vogliano quasi imitare i metodi nazifascisti di cui furono vittime a danno di un altro Popolo con il quale potrebbero vivere in pace e collaborare per il bene di quelle terre oggi così duramente dilaniate dalla guerra. È anche vero, come ricordato in altra occasione, che al padrone statunitense - il quale ci ricorda sempre gli animali più eguali degli altri di cui parla Orwell -  lo stato di Israele dà un vergognoso compenso, votando - spesso solo oltre al padrone e  ultimamente di fronte a 167 stati favorevoli -  contro la mozione che chiede la fine del blocco  cui è sottoposta Cuba e impedisce ai cittadini degli Stati Uniti di recarsi, come molti vorrebbero, nell’isola oltre all’invio di aiuti in denaro, viveri, medicinali che molti invierebbero volentieri. Il resto, come per la Palestina, come per la guerra che qualcuno continua a volere, è menzogna e pregiudizio.

 

Dobbiamo trovare i modi concreti per opporci alla prepotenza di chi usa  i mezzi di informazione privati e purtroppo anche quelli pubblici  - che qualcuno sta comunque già tentando di smantellare - come armi volte ad imporre il “pensiero” unico  a tutti i cittadini. Ma è assurdo parlare di pensiero a proposito di gente del tipo del cavoliere e del senatur  per il quale la mia malignità si spinge fino ad immaginarlo  furibondo contro quei terùn tedeschi che hanno dato un voto per la pace. La volontà di  mantenere la gente disinformata o di somministrarle di proposito  informazioni distorte è per molti aspetti a mio avviso assimilabile alla tendenza dei manovratori delle superstizioni contro i quali, oltre che in qualche trasmissione per radio e televisioni locali, sono  più volte intervenuto anche dalle pagine della sezione Scienza e Civiltà di Punto d’Incontro. La disinformazione  sistematica consapevolmente coltivata e propinata al volgo sui temi sociopolitici, è infatti strettamente collegata a mio avviso alla grande organizzazione della comoda ignoranza in generale. Infatti chi crede alle fandonie del “paranormale” o addirittura si fa prendere per il naso da maghi e veggenti che non veggono alcunché oltre al loro tornaconto di individui e di gruppi di una particolare mafia, può essere pronto ad accettare acriticamente anche i dogmi dei padroni dei mezzi  di informazione sui temi politici  cui ci siamo riferiti. Un motivo in più, se ce ne fosse bisogno, per combattere ogni forma di superstizione, tanto più duramente in quelle situazioni in cui essa si presenti come abuso della credulità popolare e produca con l’inganno profitti illeciti a chi se ne serve.  Ma qui il discorso andrebbe per le lunghe e  per ora ci limitiamo a notare come certe credenze siano più diffuse di quanto ci si potrebbe attendere e non solo in ambienti conservatori o sprovveduti, ma anche in ambienti progressisti e  non privì di istruzione. Anche in modi palesi, sotto gli occhi di tutti, avvengono  in tale ambito fatti che debbono essere considerati illegali. Possiamo pensare a tante riviste o pubblicazioni occasionali o a combriccole  che reclamizzano questo o quel prodotto miracoloso senza un’ombra dello stile del Dottor Dulcamara di Felice Romani per la brillante musica di Gaetano Donizetti,  o indicano pratiche ciarlatane purtroppo senza essere in molti casi trattate con le indispensabili cure detentive come  è giustamente accaduto alla  signora Vanna Marchi, oppure parlano di sicuri avvistamenti di UFO, fantasmi & affini o promettono vincite più o meno ingenti alle diverse lotterie et similia. Già, le lotterie. Ci torneremo ed intanto ci limitiamo ad un esempio di fatto che ci pare particolarmente grave perche investe il televideo della Radiotelevisione pubblica, mentre le private non fanno di peggio perché è  praticamente impossibile.

A parte il fatto che se cerchiamo le posizioni dei pianeti facendo il numero di Cielo, troviamo un rimando all’astrologia, come se duemila anni abbondanti  di inviti ad andare a farsi friggere da parte degli astronomi fossero passati invano, quando  guardiamo i risultati del lotto ci viene tra l’altro presentato il numero 490 con Valeria Sorli che ci invita a giocare indicandoci  cose ovvie quali  il numero delle volte per cui viene moltiplicata la posta se vinciamo, per trattare, di poi, dei numeri che sono usciti più frequentemente e di quelli che ritardano, come se un numero non potesse uscire o mancare anche tante volte di seguito senza avere solo per questo  maggiori probabilità di uscire in un futuro più o meno prossimo e non c’è ovviamente nulla di scientifico nelle attese che in tal modo si tende a creare ma c’è già un discreto puzzo di imbroglio “lecito”.Chi può proibire di segnalare i numeri che escono più o meno frequentemente? Ma  “ Udite , udite o rustici”) ecco infine: “Hai sognato di volare? chiama per avere i numeri consigliati dalla Cabala tradizionale e la ruota su cui giocarli”. Ovvero “ È arrivato l’autunno. Valeria ha dei preziosi consigli. Chiama per avere i numeri dell’autunno” e, dulcis in fundo, “Sei del segno taldetali? La cabala ti assegna dei numeri. Chiama per avere anche la ruota su cui giocarli” .Il costo, per cominciare, non è di uno scudo come in L’Elisir d’amore ma di cinque €  : Un bel condensato di squallido ciarpame, certo, ma ciò che soprattutto interessa in questa sede, trattando di informazione è che questa (… i Francesi hanno un termine esattissimo ed elegante per definire merce  del genere, ma ora non mi viene in mente) è il fatto che tale merce viene spiattellata agli Italiani dalla loro TV pubblica. Contro questo mercato ci muoveremo, attraverso il CICAP, l’Unione Astrofili Italiani e la Magistratura e ne daremo notizia

LFS   

 
Inviato agli Urbinati assieme al Cantico dei Rivomodazionari (Opus 27,1) in occasione del 25 aprile e 1° maggio 2006 con queste righe di accompagnamento:
 

QUALCUNO NON PARTECIPA ALLE MANIFESTAZIONI  PER L’ANNIVERSARIO    DELLA LIBERAZIONE  O PER IL PRIMO MAGGIO, FESTA DEI LAVORATORI ?

                   

 È LOGICO:

  

I DEMOCRATICI CON  I DEMOCRATICI,

I FASCISTI CON I FASCISTI.