Keine Malerei

 

(Pubblicato dalla rivista “Punto d’incontro” nel 2003)

 

   L’espressione è di Beethoven, in risposta ad una richiesta di chiarimento sul senso di una sua pagina musicale: Nessuna pittura, diceva appunto, anche se vedeva un collegamento  con la sfera dei sentimenti, ma senza meccaniche corrispondenze, senza descrizioni. È quella del Genio di Bonn la prima espressione che mi viene in mente quando  mi capita ogni tanto di risentire, più o meno ben riverniciate, vecchie e “dotte” disquisizioni sul significato della musica. Tanto per evitare equivoci dirò che non penso certo che la musica sia priva di significati. Ma si tratta di significati musicali, non di descrizioni o discorsi per i quali  pittura, scultura ed architettura da un lato, dall’altro letteratura o altri generi di attività del pensiero dispongono di mezzi specifici che la musica in genere non ha. Mi pare che invece di arrabattarsi tanto a trovare esemplari corrispondenze di comodo tra Raffaello e la musica del cinquecento o tra la pittura del sei-settecento e le opere strumentali dei  Bach o degli Scarlatti, certi diligenti “teorici” farebbero meglio a cercare di indagare sui rapporti tra musica, arti “figurative” e letteratura e con tutta la computer art e le  altre eccellenti diavolerie che il mondo di oggi offre. Di questo infatti a mio avviso si tratta: indagare sui rapporti che sono estremamente ricchi e complessi, mantenendo ogni forma di espressione la sua autonomia. È per questo che se si vuol comprendere la musica come arte autonoma è necessario riferirsi alla musica strumentale, mentre appare sempre affasci-nante eseguire o comporre opere in cui la poesia, la scena e tutto quello che può essere usato per l’espressione viene messo in campo. Così si vede come una certa musica appaia adatta, ad esempio, ad un testo drammatico o tragico oppure se possa risultare come impressione soggettiva suscitata da un quadro naturale o composto con qualsiasi mezzo ed in qualunque stile. Se  a nessuno viene in mente in genere di fare un Dies Irae a tempo di Walzer, non  si può escludere che a qualcuno possa piacere ora o poi di musicarne il testo con qualunque ritmo. L’importante è che si tratti di buona musica e nessuno potrà mai dimostrare (qui casca l’asino!) che la tal musica è il corrispon-dente della suggestiva sequenza di Tommaso da Celano. Basti pensare a quante diverse musiche sono state composte su  testi identici.

Ricorderò dunque ancora una volta come Mendelssohn, a chi gli chiedeva il significato delle sue Romanze senza parole (Lieder ohne Worte) rispondesse senza esitazioni  “Il canto così come sta”. E non si può fare a meno in proposito di ricordare come Schumann, in una pagina famosa che ora mi ritorna alla mente, parlasse di un tale che vedeva in una composizione questo e quel significato collegato alla storia sacra. Insomma, dice caustico il grande Robert, ci aveva visto tutto il Pentateuco.

Ma i vizi dei rètori dei significati extra-musicali in musica sono duri a morire e forse ce ne occuperemo ancora.

 

Nota conclusiva: Il semplice titolo in tedesco è stato usato non a caso mentre tutte le lingue sono oggi sommerse da un diluvio di espressioni inglesi talvolta non necessarie, da Breakfast a Pool Position, Campions Liga  & affini che in gran parte sono in  inglese neolatino quanto Italian Style  o hanno nelle diverse lingue nazionali corrispondenti che si usavano  fino a pochi anni fa, ma ora non sono più à la mode, giusto per usarne una non inglese. Si tratta di una moda da servi e non  mi piace come su un piano ben più serio non mi piacciono  i plausi alle stragi ordinate dagli attuali padroni del mondo - che non dureranno molto - e dai loro leccapiedi. o anche gli atteggiamenti di chi, come il Presidente Ciampi, pur non scendendo ai livelli più bassi, ha dimenticato di fatto l’articolo 11 della nostra Costituzione.