SI CONDANNI SEMPRE  IL PECCATO

E MAI IL PECCATORE

 

Certo, soprattutto per chi come me ed i miei compagni e fratelli non crede al peccato nel senso  tradizionale o addirittura religioso ed è certo che non esista sul piano scientifico e filosofico alcun sicuro principio d’imputazione mentre, come dice il sommo Leopardi,  preme il destino invitto e la ferrata/necessità gl’infermi/ schiavi di morte …  sarebbe una contraddizione in  termini condannare addirittura il peccatore. Ma il “peccato”, sì, lo giudichiamo e diciamo che chi si macchia di certi crimini va condannato.

Le truppe dello Stato di Israele occupano terroristicamente  da decenni, contro l’ONU - ormai cronicamente incapace di a far osservare un minimo di correttezza di rapporti fra gli stati -  i territori palestinesi della Striscia di Gaza e le zone del Libano sulle quali ora stanno intervenendo pesantemente, incuranti dei diritti dei Popoli come della vita dei loro stessi soldati e dei loro cittadini. Ciò è avvenuto all’indomani dell’apertura di prospettive serie di riconoscimento reciproco tra Israeliani e Palestinesi. In  realtà  Israele non vuole la pace e per questo ha sabotato ogni forma di possibile intesa, forte della protezione dei padroni USA che  ripaga, da devoto fedele, con l’appoggio  esclusivo a simili azioni terroristiche, a partire dal blocco contro Cuba che va contro l’interesse degli stessi USA i quali avrebbero molto da guadagnare eliminandolo. In questa situazione appare penosa la figura dell’ancora sedicente “laburista” Peres, legato mani, piedi e testa alla politica nazifascista del  suo governo. Anche l’Europa (lasciamo perdere anche qui i “laburisti” alla Blair) dovrebbe vergognarsi del suo lasciar correre la strage. Il governo israeliano ha già preventivato la possibile perdita di altri  500 suoi  soldati.

 

CHE COSA ASPETTANO GLI EUROPEI A RICHIAMARE I LORO AMBASCIATORI DA ISRAELE?

NO A TUTTI I TERRORISMI!

 

(editoriale  del direttore Lucius Fabius Schlinger)