Beatrice, la guida verso la meta più alta

 

Da questo punto la guida è Beatrice, poiché Virglio non può andare più in alto.

Ancora un fugace riferimento in Purg XXVIII vv 32-33 ... sotto l'ombra perpetua che mai / raggiar non lascia sole ivi né luna. (Ancora Venere ma solo come dea ai vv 64-65). In Purg XXIX, al v 6 qual di veder, qual di fuggir lo sole, poi dal v 52 Di sopra fiammeggiava il bello arnese / più chiaro assai che luna per sereno /di mezza notte nel suo mezzo mese. Cioè, come spiega la Dantesca della Treccani che cita il Sapegno, il candelabro che rappresenta l'Ordine dei Candelieri, risplendeva più della Luna nel sereno a mezza notte a metà del suo mese, cioè in fase piena.

Nel XXX all'inizio, Quando il settentrion del primo cielo / che né occaso mai seppe né orto ... cioè non sorse e non tramontò mai. I commentatori qui rimandano ai sette candelabri del canto precedente, ma anche all'Orsa Maggiore del primo cielo. L'Empireo, che viene pensata dal poeta simile ma diversa rispetto a quella che comunemente vediamo.

Nel canto XXXI verso la fine vediamo che Come in lo specchio il sol non altrimenti / la doppia fiera dentro vi raggiava, ... La doppia fiera è il grifone che rappresenta le due nature di Cristo, dio e uomo.

Nel XXXII, v 19 e segg ... vidi 'n sul braccio destro esser rivolto / lo glorioso essercito, e tornarsi / col sole e con le sette fiamme al volto. Ancora si ricordano i sette candelabri già citati. Poi, dal v 52 Come le nostre piante, quando casca / giù la gran luce mischiata con quella / che raggia dietro alla celeste lasca /turgide fansi, e poi si rinnovella /del suo color ciascuna, pria che 'l sole / giunga li suoi corsier sotto altra stella. Come cioè - spiegano vari commentatori - le gemme delle piante si rigonfiano in primavera con la gran luce del Sole unito alla costellazione dell'Ariete, quella che segue i Pesci (la celeste lasca) prima che il Sole stesso conduca i suoi cavalli sotto la successiva costellazione del Toro ...

In Purg XXXIII, infine, nel corso di una predizione augurale sul trono imperiale che non rimarrà a lungo vacante, il poeta dice ...eh 'io veggio certamente, e però il narro / a darne il tempo già stelle propinque, ... che cioè sorgeranno costellazioni libere da ogni impedimento le quali (seguiamo quasi pari pari il Sapegno) con il loro influsso porterano un tempo favorevole alla venuta di un messo celeste che risolverà situazioni che qui sarebbe lungo descrivere. Poi l'ultimo verso ...puro e disposto a salire alle stelle.