Elementi preliminari

 

Tutte e tre le cantiche si chiudono con il termine stelle. L'Inferno con e quindi uscimmo a riveder le stelle, il Purgatorio con puro e disposto a salire alle stelle. Il Paradiso con l'amor che move 'l sole e l'altre stelle. Questa parola è una di quelle che ritornano più di frequente nel poema e quindi è anche una di quelle più citate quando si riferisce specificamente ad oggetti celesti e non viene usata in senso generico, mentre di tutte le volte in cui ricorre genericamente la parola cielo si segnalano essenzialmente quelle in cui Dante si riferisce nei diversi "cieli" ad oggetti precisi. Benché infine la grafia oggi in uso riporti Sole e Luna con l'iniziale minuscola, credo che sarebbe meglio almeno in certi casi, quando ci si riferisce al corpo celeste e non si indica solo l'effetto di luce, calore ecc. (per es. stare al sole e non all'ombra) usare la maiuscola come si fa per i nomi delle stelle e dei pianeti in genere in quanto nomi propri. La Letteratura Italiana Zanichelli per computer usa questa grafia solo in Purg XXIX, 78, forse per puro caso. Ma la grafia in uso ha quasi certamente le sue ragioni che a me sfuggono. Lascio dunque la grafia in uso quando la trovo nelle edizioni del poema, mentre uso le maiuscole nelle mie note. Sono però confortato dal Dizionario Enciclopedico della Treccani che, quando si parla di Sole e Luna come astri, ne ammette l'uso quali nomi propri e quindi consente l'iniziale maiuscola. Ovviamente in tedesco non vi sarebbero problemi e la maiuscola sarebbe necessaria come per tutti i sostantivi. Il Sole è dunque considerato stella, data la luce propria e la somiglianza che si intuisce con le altre, mentre è pianeta, come vedremo subito, per il suo apparire in posizioni diverse in cielo nei diversi momenti dell'anno.

E qui siamo finalmente agli elementi di analisi, ovvero all'inizio.