Farabutti Terrànian

Racconto: opus 17 n.1

a Lorenzo & C. 

- Così è bene, in fondo, che io sia venuto con te in questo viaggio - diceva l'anziano Nor Laiz al figlio Leen, primo nocchiero della Rantz Seconda -: non ci sono alcune delle affascinanti incognite della prima esplorazione a distanza. Ma comunque non credo che sulla Rantz Prima mi sarei trovato troppo male.

- Certo, buon padre - rispondeva Leen -, me l'hai ben spiegato.

- Anche troppo, Leen? ...

- No. Voglio dire che ho capito bene. Ma in fondo anche io sarei partito volentieri con la prima Rantz ... Ero altrove, a fare un buon lavoro per il nostro beneamato Consiglio Interplanetario. E di Earth, o Terra (o Heliugea, come dicono i raffinati) non c'era la più pallida idea neppure nell'anticamera dei nostri buoni cervelli.

- Intendiamoci, Leen, così è meglio, in fondo. Tutte le videofoniche che stiamo ripassando non ci toglieranno certamente le occasioni di sorpresa. Arrivare su Erde, conoscere direttamente i Terrànian sarà ben altra cosa.

- In un certo senso, babbo, lo spettacolo è preannunciato, ma esserci sarà indubbiamente ben altra cosa. La Rantz Prima è passata a quattordicimila Irseitan... (Seit più, Seit meno) dalla Terra, l'unico pianeta del Sole Helios che le abbia mandato segnali di risposta intelligente. Ha preso accordi per l'installazione sulla Terra, a cura dei Terrànian stessi, di un trasmettitore compatto a lunghissima penetrazione per una nostra successiva visita diretta che finalmente sta diventando realtà. Noi ... saremo comunque i primi Theinian a toccare il suolo di Erde, la Terra!

L'Avvisatore della Rantz comunicava intanto i tempi del viaggio ormai alle soglie della decelerazione.

Leen Laitz vide con tutti i suoi compagni di viaggio che la Stella era ormai al centro del video nella Sala di navigazione. Il Sole. Helios.

I quattrocento passeggeri di Thein (diplomatici, scienziati, navigatori, operai, esperti di telecomunicazioni, militari della scorta) si preparavano al primo incontro con gli amici Terrànian, dopo che la prima Rantz, attraverso contatti sulle elettromagnetiche aveva stabilito, sia pure in linea di massima, una solida base di rapporti tra i due pianeti, distanti oltre 400 anni-luce, circa 340 corrispodenti Unità Elettromagnetiche theinian. Una distanza rispettabile, ma alla portata di un "gioiello" come la Rantz Seconda, senza alcun particolare rischio, e non enorme in termini di tempo, tenendo conto della contrazione del tempo stesso a velocità quasi sempre prossime a quella delle elettromagnetiche. La Compensazione Equivalente dei campi gravitazionali permetteva poi di evitare che, stabiliti i primi contatti a distanza sulle elettromagnetiche, l'incontro diretto avvenisse 128 o 256 generazioni dopo.

Pur senza raggiungerla, la Rantz Prima aveva dunque inviato alla Terra l'attestazione sicura dell'amicizia di tutti i popoli di Thein, ed aveva tra l'altro ricevuto l'assicurazione che i Terrànian stessi avrebbero provveduto all'installazione di un trasmettitore iperpenetrante per guidare le fasi finali di un prossimo incontro diretto.

Ciò si sra reso possibile attarverso le comunicazioni stabilite in un momento successivo ad una decelerazione, a quattordici mila Irseitan di distanza, quando tuttavia la Rantz Prima stava ritornando verso Thein nel corso di un programma che non poteva ammettere lunghe dilazioni.

L'entusiasmo per la scoperta era stato superiore al disappunto per la necessità di interrompere le comunicazioni, quando la Rantz Prima si preparava ad accelerare fino a raggiungere rapidamente una velocità vicinissima a quella della luce che avrebbe mantenuto per la maggior parte del viaggio, esclusi i periodi di decelerazione e le soste per alcuni viaggi esplorativi su diversi pianeti confederati.

Ora, dopo circa sette anni (poco più di otto anni terrànian) se a Terra era stato veramente realizzato il trasmettitore, i cittadini theinian della Rantz Seconda potevano considerare imminente l'arrivo delle prime immagini sugli schermi fonovisori, subito dopo la necessaria decelerazione della nave.

 

Il comandante Rainitz aveva chiesto a Leen di riunire nella Sala di Navigazione tutti coloro che non avessero funzioni indispensabili al governo della nave in quel momento, in attesa delle comunicazioni dalla Terra. In seguito i trasmettitori di bordo della Rantz, quando la minore distanza dal pianeta lo avrebbe permesso, si sarebbero rivolti agli interlocutori terrànian. Anche se in teoria era possibile tentare di trasmettere molto prima, c'era il rischio di un eccessivo dispendio di energia ed era senza dubbio preferibile attendere di captare prima le comunicazioni terrànian che, per quanto se ne sapeva, potevano addirittura essere già in corso in attesa di essere captate dopo il secondo livello di decelerazione.

Uno dei terminali del fonovisore era nella Sala comando in cui si trovavano, con il comandante Rainitz, Leen Laitz, suo padre Nor, la responsabile dei Gruppi di Telecomunicazione, Alhine Freitz e Mire Seltzin, esperta dei propulsori. Accanto a terminali fonovisori simili si trovavano alcuni addetti ai servizi essenziali di controllo che non si lasciavano mai, per scrupolo, affidati ai sistemi puramente automatici.

 

Intanto per l'ennesima volta ritornavano alla mente dei passeggeri e divenivano oggetto di chiacchierate le note caratteristiche della Terra e dei suoi abitanti, come risultavano dai comunicati passati dalla Rantz Prima alla sua più giovane sorella.

Si ricordava tra l'altro la notevole evoluzione tecnologica, sociale e politica della Terra nelle ultime dodici-sedici generazioni, la grande attenzione dei governanti terrànian alla libertà individuale. Ma ogni terrian si sentiva tanto più libero quanto più la libertà dei suoi simili era garantita.

Il formidabile ritmo di progresso scientifico e culturale aveva condotto in poche generazioni la Terra a raggiungere, almeno in alcuni importanti settori, un livello quasi paragonabile - con un po' di buona volontà - a quello caratteristico di Thein al tempo dei bisnonni. Ciò grazie anche alla grande cooperazione che le razze, le nazioni ed i Länder erano riusciti a stabilire dopo aver tuttavia rischiato più volte di distruggersi in una guerra generale.

Non tutto nel passato terrian era ammirevole. Il giovane Lierth, viceambasciatore, ricordava ad esempio il detto "vecchio" ormai di sette anni: "Il Terrian ha cinque dita anziché quattro per ogni mano perché con dieci dita si arraffa meglio che con otto". Quanto al naso stretto l'operaia Leine Krietz sussurrava: "Si tratta con sicura evidenza di un tentativo che i Terrànian hanno operato - con un successo soltanto parziale - per abolirlo completamente, onde evitare il tremendo puzzo dei rifiuti e dei gas velenosi che ammorbavano l'atmosfera della Terra fino a poco fa".

 

Il comandante Miblor Rainitz comunicò finalmente che iniziava la decelerazione. La Rantz Seconda scendeva ora, dalla velocità quasi pari alle elettromagnetiche, alla "media interstellare" di 4 Irseitan-Wetz dalla quale sarebbe passata ai 275 Seitan-Wetz ancora in traiettoria iperbolica helian per modificare subito anche quest'orbita con un'ulteriore rapida decelerazione e porsi in grado di raggiungere senza problemi la Terra.

 

Il grande fonovisore della Sala di Navigazione e tutti gli altri schermi terminali si illuminarono di un grigio sempre più vivo e chiaro fino ad assumere una trasparenza bianco-perlacea che appariva di immensa profondità, anche se nessun particolare dava il senso della misura.

Davanti al fonovisore della Sala Comando ci fu il tempo per un breve commento di Nor Laitz: " Per ora i Terrànian sanno essere più delicati e noiosi dei nostri artisti del fonovideo!"

Ma intanto lo schermo si era fatto nero come lo spazio interstellare. E improvvisamente vi apparve un muso enorme, rugoso e ricoperto di di scure scaglie cornee. Due occhi gialli senza espressione si rivelavano quando le pesanti palpebre si sollevavano di scatto. La bocca, un'oscura voragine segnata da una doppia fila di bianche zanne acuminate, mostrava a tratti la lingua acuta e mobile presso l'oscuro tunnel della gola.

Il quadro si allargò su una bestia orrenda: eretta sulle massicce zampe posteriori e sulla coda possente, protendendo gli arti anteriori ed il grosso collo sormontato dalla testa gigantesca, la bestia raggiunse - come si poté vedere mentre il campo sullo schermo si allargava ancora - un animale a lei vagamente simile, anche se di dimensioni minori e con un tremendo morso al collo lo abbatté e cominciò a sbranarlo aiutandosi con le zampe anteriori meno massicce di quelle su cui si reggeva, ma tuttavia armate di poderosi artigli.

Lampi violacei illuminavano a tratti il corpo dilaniato della vittima e quello del predatore mentre sangue e brandelli di tessuti passavano davanti agli spettatori muti di fronte agli schermi.

- Fermi! - squillò la voce del comandante Rainitz - I commissari di navigazione controllino ogni movimento sulla nave e nessuno degli addetti ai controlli abbandoni il suo posto! Sono il comandante Miblor Rainitz: L'ordine non ammette assolutamente eccezioni. C'è un disguido nei ricevitori. Ripareremo il guasto qui dalla Sala Comando e vi terremo informati.

Immediatamente, dopo un cenno d'intesa con il comandante, che aveva preso a parlare con il vice in una fonolinea, Alhine Freitz interrompeva la diffusione delle immagini su tutti gli schermi, lasciando attivo solo quello della Sala Comando.

Il quadro si spostava gradualmente in una oscena carrellata. Altri rettili disgustosi si muovevano in ogni direzione. Alcuni si calpestavano fuggendo, altri si fermavano improvvisamente, qualcuno rivolgendo casualmente sguardi vuoti e ciecamente feroci nella direzione degli spettatori. Immondi volatili con larghe ali membranose passarono ad un tratto sulla scena planando pesantemente sopra alcune sporgenze rocciose presso la riva di un acquitrino. All'orizzonte, da una remota catena di monti, livide masse di polveri si sollevavano invadendo progressivamente il cielo.

 

- Il vicecomandante Gartin - disse Rainitz - mi assicura che tutta la nave è sotto il controllo dei commissarî.

Ma aggiunse che l'agitazione era notevole, anche se i passeggeri davano prova di grande autocontrollo. Intanto sui loro schermi passavano le immagini della Sala Comando che mostravano tutto tranne lo schermo in essa sempre attivo che continuava a ricevere le pazzesche comunicazioni provenienti dal grande trasmettitore della Terra.

Cosa era successo? Perché questa orgia di orrore sullo schermo?

Onde smisurate si scagliavano ora contro una costa rocciosa e la travolgevano superando poi le colline più all'interno e lasciavano, ritirandosi, un ammasso di rilievi devastati e distese fangose dove prima crescevano maestose foreste.

Era questo, dunque, il bel pianeta Terra, unito nella Confederazione delle sue nazioni, pronto ad associarsi alla Grande Comunità Planetaria di cui Thein era uno dei membri più autorevoli?

E perché dal fonovisore nessuno parlava?

- Alhine, - chiese Miblor Rainitz - è certo che la trasmissione proviene proprio da Terra?

- Senza neppure un'ombra di dubbio, comandante.

Ma allora chi aveva costruito il trasmettitore? Certamente non quelle bestie! Forse c'era stata un'invasione di mostri che aveva spazzato via i buoni Terrànian dopo che essi avevano costruito il grande mezzo di comunicazione ... Ridicolo! ... Neppure nelle storie più cretine! ... a questo punto si poteva ricorrere anche alla trasmissione telepatica ... tanto per dire ... ed a simili penose idiozie.

Per quanto le panoramiche si allargassero talvolta su vastissimi spazi, non c'era traccia, neppure la più tenue e indiretta, della splendida Civiltà terrian. E secondo i "suggestivi e rigorosissimi" documenti teletrasmessi dalla sorella Rantz Prima, non c'era quasi angolo della Terra che non dovesse presentarne tracce assolutamente evidenti.

Ma non c'era un campo coltivato, una barca, un ponte, un argine, due pietre squadrate e messe l'una sull'altra. Non un mezzo aereo, sia pur primitivo (altro che navi interplanetarie!), non una macchina a pedali, un attrezzo di metallo, un legno intagliato: nulla, nulla di nulla!

E la trasmissione giungeva ora, nel tempo stabilito e direttamente dalla Terra. Anche questo "senza neppure un'ombra di dubbio, comandante."

- Traditori ... Ma come è possibile? - diceva Rainitz graffiandosi senza avvedersene la fronte con le quattro unghie della sinistra - Quelli della Rantz Prima ci hanno ingannato?

- E' possibile, Miblor - intervenne Nor Laitz. - Chi ci assicura che quelli della Rantz Prima non abbiano installato essi stessi il trasmettitore?

Infatti era possibile. Anche se non direttamente. Ma l'incarico poteva essere stato affidato a complici molto vicini, in quella zona ancora solo parzialmente ed indirettamente conosciuta. Così la Rantz Seconda, invece dei civili Terrànian desiderosi di apprendere dai loro nuovi amici di più antica cultura, avrebbe trovato la voragine di un mondo ottusamente violento, ciecamente distruttore. E su Thein gli avversari dell'estensione delle conoscenze attraverso la navigazione senza frontiere avrebbero potuto disporre di un ulteriore formidabile strumento di propaganda: il disastro della seconda Rantz, la più splendida gemma dell'astronautica interstellare theinian. L'equipaggio della prima Rantz aveva dovuto evidentemente realizzare i piani dei traditori nemici del progresso e dell'amicizia tra i popoli che non avevano esitato, per portare a compimento il loro disegno, neppure di fronte all'assassinio di quattrocento fratelli theinian! La civiltà di Erde era una menzogna!

Lo schermo si oscurò di nuovo come una rarissima notte senza neppure una luna.

Poi altri mostri, altre lotte selvagge. Poi un mare di fuoco, una montagna che esplodeva in un globo di fiamme riversando su animali e piante valanghe incandescenti tra nuvole rigonfie di ceneri e fumo, mentre i Theinian cercavano ancora una via d'uscita, una soluzione che in quelle condizioni non poteva esistere.

- Ci hanno teso una trappola mortale! - mormorava tra la rabbia ed il terrore Mire Seitzin - Entro sedici nitzèn saremo sulla superficie del pianeta, tra quelle bestie pazze. Quanto potremo resistere sulla nave al loro assedio? O saremo distrutti prima da fuoco, acqua, uragani di polvere? E' lì il porto magnificamente attrezzato su cui la Rantz Seconda dovrebbe posarsi in un "normalissimo" arrivo automatico, per sostare "solo per quattro-otto alnitzèn" e proseguire sicura la gloriosa missione?

Il comandante Rainitz cercava ora di controllarsi mentre rigirava nella mente l'idea di allontanare in qualche modo dai suoi compagni di viaggio gli artigli della disperazione. Salì deciso sul podio di comando.

-Leen!... I correttori - disse pur sapendo di parlare in termini assurdi -... i correttori automatici di orbita? il procedimento manuale?

- Automatici, Rainitz - rispose Leen -. E il procedimento manuale è escluso. Era possibile fino a pochi istanti fa, appena un momento prima ... dell'arrivo delle prime immagini da Terra. Ora no. Lo sappiamo. Datheinian im ... o, più propriamente, daterrian im ... atterreremo, andremo sulla Terra.

Una follia! Il prezzo di questa corsa cieca! - protestò Nor Laitz - e' un'eternità che diciamo che almeno dai 12 alseitan-wetz (non parlo di irseitàn, non pretendo tanto) fino a velocità nulla anche le interstellari, come le interplanetarie più piccole, devono essere dotate - costi quel che deve costare! - di un sistema di emergenza per l'allargamento rapido della traiettoria programmata: Io sono invecchiato predicando su questo punto. E non sono bastati i disastri di otto o dodici viaggi perché i nostri alti governanti arrivassero a capire!

- Prima o poi saranno costretti a provvedere,- commentò Mire con la voce velata da un profondo sospiro - ma noi, intanto, siamo qui.

Sullo schermo, intanto, una distesa di ghiaccio abbagliante, tempeste di neve e goffi animali dalle folte pellicce, dal muso sporgente, crudele nell'atto ripetuto di digrignare i denti e nello sguardo che a tratti si fissava sulla preda che sembrava essere "al di qua" dello schermo.

E ancora buio assoluto per lunghissimi istanti.

 

"Prima o poi! Sempre la stessa musica! - riprese ancora Nor interrompendo il silenzio di fronte allo schermo nero. - Quanti disastri saranno ancora necessari?

Alhine Freitz, che era rimasta seduta per un po' senza parlare, scattò in piedi.

- Hai detto musica? Sentite! La musica che ora comincia a venire dal fonovisore corrisponde alle registrazioni della Rantz Prima: le ho studiate bene!

- E' vero - disse Leen -, almeno su questo punto i "colleghi" che ci hanno preceduto non mentivano.

- Che siamo destinati ad andare a farci sbranare da quei mostri sull'onda di questa musica pregevole - osservò cupo Nor - non migliora la nostra situazione.

Il comandante Rainitz intanto aveva attivato il contatto con tutti gli impianti delle armi e le sue disposizioni sulle fonolinee riservate avevano subito raggiunto tutti i settori interessati. A quel punto era estremamente difficile che i tecnici che controllavano le armi credessero ancora (se mai ci avevano creduto) al banale incidente di trasmissione, ad una vecchia registrazione, ad un fonovideo d'archivio passato per caso sugli schermi che ora mostravano le immagini della Sala Comando dalla quale si voleva far apparire tutto normale e sotto controllo.

- Le difese sono attivate - annunciò Rainitz ai compagni nella sala. - Siamo pronti a rispondere ad eventuali attacchi con tutte le armi.

 

Armi! Non era con le armi che si era sperato di condurre nuovi e diretti rapporti con i civili e raffinati Terrànian. Ma, al di là di questo, come aveva potuto l'equipaggio della Rantz Prima inviare una sterminata massa di informazioni tanto coerenti, suggestive, affascinanti e al tempo stesso completamente false? Come aveva potuto dipingere con tanta ricchezza di dettagli, senza contraddizioni apparenti, il quadro di una cultura che aveva faticosamente superato i contrasti nazionali, razziali, economici in vista del bene generale di tutti i popoli del "pianeta azzurro", Erde, Heliugea, Earth?... E tanti altri erano i nomi ricordati tra i quali Terra, il nome trasmesso da un'antica lingua ora usata in certi casi nalla terminologia scientifica terrian internazionale. Una bella veste filologica, anche nella storia del nome, quella usata dai traditori della Rantz Prima, insieme ad altre frottole! Miblor Rainitz ed i suoi compagni avevano avuto tempo di imparare a masticare discretamente due o tre lingue terrànian e si erano esercitati fino a poco prima, nei momenti liberi, anche se sapevano che i loro amici di Terra avevano già buoni interpreti che avrebbero parlato agevolmente in theinian standard. Ma si trattava di mostrare la dovuta cortesia, presentando ai nuovi amici qualche bella battuta in un linguaggio ad essi familiare. Tutte frottole inventate e trasmesse da chi controllava la prima Rantz, per nascondere l'orrore del caos selvaggio cui la seconda andava ormai incontro senza scampo!

E quelli che controllavano la Rantz Prima erano ormai forse a breve distanza da Thein, nel loro viaggio quasi alla velocità della luce, dopo un ampio giro di "ispezione" (ispettori affidabili, davvero!) e dopo aver probabilmente procurato un “fatale incidente” ai membri dell'equipaggio che non avevano appoggiato i loro piani criminali. E prima che su Thein si potesse sapere almeno una parte della verità, la Rantz Seconda non poteva che essere considerata "misteriosamente dispersa" e le più infami menzogne, sotto forma di "ipotesi sensate" si potevano raccontare per tentare una spiegazione dell'oscura tragedia. Intanto i nemici delle folli avventure spaziali avrebbero conseguito un vantaggio importante, forse decisivo, ed i programmi di ulteriore espansione dei contatti tra i popoli lontani sarebbero stati duramente segnati dal disastro che coinvolgeva la più perfetta delle interstellari di Thein e faceva impallidire i precedenti insuccessi.

In seguito il crimine sarebbe stato forse rivelato in modo inequivocabile. Ma i responsabili si sarebbero trovati ormai al sicuro e certo non "in povertà" su qualche pianeta abbastanza lontano, all'ombra di un qualche governo tradizionalista non disposto a consegnare i suoi ospiti ai magistrati theinian.

E tanti saluti, chissà per quanto tempo, al superamento del vasto braccio della spirale, al viaggio ai limiti del Sistema Stellare stesso, al Grande Balzo successivo verso il Grande Fratello Vicino che si intravedeva pallido nelle notti serene e brillava rivelando innumerevoli stelle sugli schermi dei potenti strumenti degli astronomi e nel pensiero di ogni theinian libero da gretti timori e angusti pregiudizi.

E ora, per quattrocento viaggiatori di Thein, c'era una stazione di arrivo ben diversa da quella prevista e sognata. L'ultima.

 

- Ma la musica! Sentite? - riprese Alhine con una luce di incredibile speranza nello sguardo fissato sui compagni - E' proprio quella delle registrazioni della prima Rantz! La comunicazione viene da Terra. E' certo. Ma è certo che non sono quei mostri a trasmetterla!...

 

Non dovette aggiungere altro. Dal fonovisore una voce in theinian intercontinentale standard, a tratti un po' aulica e leggermente stentata, era emersa improvvisamente mentre la musica passava in sottofondo.

"Riprendiamo dunque il nostro discorso. Naturalmente è nelle speranze e nei desideri nostri che i graditi visitatori della novella Rantz possano già, nel tempo calcolato, ricevere i messaggi che ad essi noi destiniamo per mezzo del potente trasmettitore che abbiamo costruito con alacre lavoro e con i preziosi consigli contenuti nelle sapienti trasmissioni che la prima nave Rantz ci ha inviato da lungo tratto di spazio.

Poiché prima d'ogni cosa reputavamo doveroso il presentarci, le immagini hanno cominciato a mostrare qualche fase della storia della nostra diletta Terra, dalla formazione della solida crosta dopo la condensazione iniziale, fino alle forme più vetuste di vita ed ora proseguiamo mostrando per sommi capi la complessa evoluzione degli ambienti e le vicende più significative che in essi si svolsero e continuano ad aver luogo fino alla presente età. Le realistiche animazioni sono basate su scrupolose ricostruzioni paleontologiche... "


 

Il sospiro di sollievo nella Cabina di Comando venne, lunghissimo, dopo che tutti avevano trattenuto il fiato fino a soffrirne fisicanente. Alhine Freitz si precipitò ai comandi mentre Miblor Rainitz approvava sorridendo in silenzio.

In tutti gli ambienti della nave venne lo stesso immenso sollievo quando tutti i fonovisori ripresero a diffondere la comunicazione dalla Terra.

Il viso dell'annunciatore terrian, in tutto conforme alle immagini ben note trasmesse dai fratelli della prima Rantz, era apparso con espressione cordiale sui fonovisori.

- Anche qui - continuava - dopo i primi organismi unicellulari, già prodotti di una lunga ed in verità complessa evoluzione, la vita si manifestò in una pressoché sterminata varietà di forme. Alcune disparvero. altre, moltissime, attraverso incessanti transformazioni, transmisero la loro eredità fino ai giorni nostri. Ed in qualche modo, diletti amici di Thein, noi siamo collegati a tutti gli esseri viventi, anche a quelli dai quali non siamo direttamente derivati, come ad esempio i rettili di quel periodo che chiamiamo mesozoico i quali si estinsero circa 65 milioni di anni fa, circa 55 milioni dei vostri anni, cari amici ... Veramente parlare di milioni va bene per noi pentadàttili e non per il vostro sistema a quattro od otto unità, ma non vi sarà difficile fare il rapporto ed anche concedermi venia..."

Per un attimo riapparvero, in sintonia con l'accenno dell'annunciatore, alcune immagini dei mostri e qualcuno sulla Rantz sentì un brivido gelido nelle ossa.

" Crediamo che se per puro caso i vostri ricettori avessero cominciato a captare la nostra transmissione - iniziata in verità da tempo - con le immagini di quei megalucertoloni, non avremmo offerto un'idea gradevole e confortante del nostro mondo ..."

 

- Accidenti! Sembra quasi che sappia cosa è successo e ci prenda in giro! - esclamo Mire.

- Che l'abbiano fatto apposta? Uno scherzo premeditato­?- disse Leen guardando i colleghi.

-Puoi giurarlo! - sibilò Alhine mentre Miblor allargava le braccia. E tra i sorrisi degli altri arrivò, lapidario, il commento di Nor:

"Farabutti Terrànian!"