Opus 5  racconto n. 2

(23-25 settembre 1970)

 

Francesco M.

 

 

« Decideremo entro la fine della settimana » disse Francesco al collega mentre chiudendo lo sportello della macchina si avviava da solo verso l'autostrada. Poi si allontanò velocemente.

« Entro la fine della settimana avrai già avuto il funerale » disse, dal sedile posteriore, la Morte.

Francesco sobbalzò sul sedile mentre la macchina faceva uno scarto secco sulla destra. Prima di rispondere volle recuperare un minimo di calma, e la vista della Morte riflessa nello specchietto servì almeno a mostrargli la cosiddetta realtà, cioè a fargli capire che non si trattava di una qualsiasi matta fantasia dovuta magari a qualche bicchiere in più.

« Credevo » disse « di essere rimasto solo, in macchina ».

« Credevi, invece hai compagnia, no? Del resto, se la compagnia ti dispiace, sei fortunato, poiché non dura. Sta per finire tutto proprio ora, infatti ».

« Di' un po' » disse Francesco che stava riprendendo il controllo dei propri nervi « vai spesso in giro nelle carrozze altrui? Ho avuto una riunione molto faticosa, con il consiglio di fabbrica e con i sindacati, e non ci tenevo per niente, ti piaccia o no, a vedere scene da film del terrore ».

« Beh, quando siamo al raccordo dirò alla polizia, che di solito c'è sempre, lì, che sei un passeggero abusivo, e rompiscatole, per giunta ».

« Devo dirti che nessuno ti ha garantito che ci arriverai, al raccordo, e se pensi di rubare qualche minuto ti sbagli ».

« Ha tutta l'aria di essere una profezia, se non sbaglio. Fa' un po' come ti pare, tanto non credo di poter discutere con te. Se pensi di farmi paura hai tutte le ragioni, ma quando non c'è nulla da fare anche la paura passa, qualche volta » disse Francesco quasi sorpreso della calma con la quale buttava fuori la voce mentre l'auto correva

a centoquaranta sull'autostrada e passavano le lunghe file di luci della raffineria vicina e brillavano contro il nero dei monti le luci di paesi verso le colline.

Aveva paura, ma sapeva bene di non essersi mai garantito la vita a tutti i costi: avrebbe potuto darla per qualche motivo: contro il piombo dei poliziotti mandati dal padrone, ad esempio. E non sarebbe stato di sicuro come andare a nozze, anche in un caso del genere, perché lui sarebbe sparito per sempre nel nulla comunque, perciò, se era ora, al Diavolo, arrivasse pure senza tante cerimonie, finché i nervi reggevano. La rabbia era che c'erano ancora tante cose da fare, o almeno qualche  "faccenda"  in  fretta,  se  l'avesse  saputo  prima.

« Potevo sistemare qualche affare » disse « non per me, personalmente: sapendo come andava, invece di litigare con quelle quattro merde che stanno intorno al padrone potevo strozzarle, non credi, barbagianni? oppure stai anche tu dalla loro parte? »

« Via, cerca di controllarti: un membro del consiglio di fabbrica, che diamine! un po' di autodisciplina. E devo dirti che è già molto che io non ti sia saltato (o saltata, come vuoi) addosso all'improvviso senza darti il tempo di dire amen, come spesso succede. Mi piace salvare la forma e fare due chiacchiere, con i tipi in gamba ».

« Che puttana! fai la corte a tutti allo stesso modo? Ma va' da qualcun altro a fare questi salamelecchi. La tiri in lungo per vedermi terrorizzato, alla fine, no? E va bene: ma anche se ci riesci non sei meno baldracca (o “ baldracco “) neppure un po'. Cerca di non rompere, se non vuoi che provi a romperti quelle quattro ossa sul muso ».

« Ma si » rispose allora la Morte « continua a fare lo stupido, spera pure di rovinarmi la divisa. Figurati: questa o un'altra ... credi che cambieresti qualcosa, per te o per i miei prossimi clienti? Non mi fai nessun effetto, Francesco Marzi, detto Franz: provare per credere. Dopo di te o di chiunque sarà lo stesso, punto per punto, secondo il programma.

« Tu fai presto perché non capisci niente: tutto è uguale, eh? anche fra cent'anni come cento anni fa. Ma se anche il tuo mestiere è già un po' diverso! Nelle fabbriche nelle miniere nei campi si muore, ma un po' meno facilmente di un secolo fa, quando le ore di lavoro erano il doppio e lavoravano come bestie i ragazzini di sette-otto anni: non è certo il traguardo, questo, farebbe comodo al nemico di classe se ci si fermasse qui invece di preparare le forze che lo distruggeranno ».

« Vuoi convertirmi? Ma guarda che se cambiano i rapporti di lavoro e la società progredisce, o anche dopo la vostra rivoluzione più o meno armata, io avrò sempre molto da fare. Oggi si vive più a lungo, nasce più gente, ma più si nasce e si vive e più si muore, non è evidente? »

« Altro che! però non è con questa roba che facciamo politica: vogliamo distruggere il dominio dei borghesi, lo faremo perché esiste la classe capace di farlo. E, per inciso, cambieremo ancora il tuo mestiere ».

« Particolari. Io seguirò sempre scupolosamente e con assoluta imparzialità il mio programma ».

« La morte è uguale per tutti. Una "parola d'ordine" che ti dovrebbe piacere. »

 « Balle: fai come i giornali borghesi "d'informazione" che difendono "imparzialmente" gli interessi dei loro padroni. Che qualcuno paghi anche te? »

« Proprio non riesci ad essere un po' meno ridicolo? »

« Già. E perché tu vai, di preferenza . a parte i campi di battaglia, per quanto ... Perché nei paesi più poveri ti presenti tanto spesso ai ragazzini mentre da noi arrivi, in media, quando uno è verso i settanta? salvo casi come il presente ed altri, s'intende. Quando un manovale cade da un'impalcatura credi di essere tu a "decretare" la sua fine? Ma via! ti tocca obbedire a tutte le leggi dell'economia e della fìsica, al caso ed ai padroni che ci ammazzano nei modi più vari e raffinati. E non venirmi a dire che sei tu ad organizzare gli stermini in massa o le trombe marine, tanto per dire. Ma chi sei, poi, che diavolo vuoi? »

« Belle argomentazioni, bene. Non te la prendere con me, allora. Hai detto che non conto nulla, in fin dei conti ».

« Proprio questo ho detto » rispose Francesco pensando che la vita di questo o di quello non potevano certo dipendere dal primo spaventapasseri che gli salta in macchina in un momento di stanchezza o di depressione nervosa.

« Ma che diavolo! - si disse - Mi fanno ancora effetto queste storie? Sì, un presentimento… sciocchezze! ... forse in realtà un pizzico di allucinazione ... un buon pizzico - si corresse ripensando alla figura vista nello specchietto - Ma è assurdo! »

Il sedile posteriore ora sembrava vuoto, infatti, del resto era logico, via ... anche se forse a causa dell'oscurità dentro la vettura non si poteva proprio dire ... proprio con assoluta certezza.

« Ma non sono mica cieco! » pensò. Comunque non ci vedeva proprio bene, e che razza di confusione,  in testa.

« Sarà meglio rallentare ... via il gas ».

Ma il piede si era fatto pesante, schiacciato sull'acceleratore, mentre lui scivolava con la schiena sul sedile.

Doveva fermare ad ogni costo la macchina... il freno! niente: il piede destro era senza forza. Giunse improvvisamente, al galoppo, il terrore. Nero, buio senza scampo. Come l'aveva immaginato altre volte... ("se accadesse così un giorno o l'altro?"). Forse il rettilineo era finito. Il volante era inafferrabile.

I giornali avrebbero detto "Colto da improvviso malore perdeva il controllo della vettura ..."

Un banale svenimento, accidenti! La macchina urtò di striscio da qualche parte. "Avrebbe guidato il tuo compagno ora, vedendoti in questo stato, ma hai fatto tardi alla riunione e lui non ha potuto accompagnarti" sembrava dirgli qualcuno.

«Ma no - si rispose Francesco un attimo prima di schiantarsi contro un bulldozer in sosta sulla banchina.- Non era possibile che andasse diversamente. Tutto determinato».

 

               Perleviter emendata in situ internet imprimatur fabula anno MMVI

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