LIMERICKS

(citato da "AstroLetteratura": clicca qui)

 

Il Limerick è un breve componimento in cinque versi usato  da Edward Lear, pittore e scrittore inglese (Londra 1812 – Sanremo 1888) che spesso parte da nomi di luogo, di provenienza, di nazionalità e  ripete nell'ultimo verso la località o comunque la parola in rima del primo. Le sue composizioni brevi sono raccolte nella magnifica serie di assurdità del Book of nonsense, da lui stesso illustrato.

Lucius nei suoi limericks  ha introdotto anche località non riscontrabili in una carta geografica ed ha  talvolta optato per una diversa rima, per evitare che  le troppe ripetizioni rischiassero di essere alla lunga monotone, in un’epoca in cui il limerick non si coltiva molto, mentre al tempo stesso voleva ricordarne lo spirito ai lettori di oggi. Comunque  il verso, che può talvolta essere sostituito (non aggiunto, per evitare di averne sei) al quinto, è stato messo in corsivo e tra parentesi.

Alcuni limericks di Lucius sono usciti tempo fa su Avvenimenti  (in gioco) di Ennio Peres e Susanna Serafini e alcuni altri sono stati già inviati a Gradara Ludens.

Alcuni temi sono evidentemente demenziali, altri, forse, un po' meno. Quanto ai metri,  sempre endecasillabi e settenarî, ma non sempre i due versi centrali  a rima baciata sono ambedue settenarî. A volte  nel quinto verso ho fatto una diversa rima con il primo, anziché ripeterne semplicemente l’ultima parola.

 

Dissero ad un ragazzo di Palermo

che non riusciva mai a stare fermo:

 "Ma non ti stanchi mai?

Calmati o morirai.

e non potrai girar più per Palermo".

 

  Una graziosa bimba di Bohemia

fino a sei anni era rimasta astemia,

ma quando giunse ai sette o poco più

bevve vino e Sliwowitza: glu-glu,

simpatica fanciulla di Bohemia.

 

  Una gentile ragazza di Praga

di suonare il violino era assai vaga

e mai sbagliava una nota o un crescendo.

"Di musica un pochino io m'intendo"

diceva, ma in realtà era una maga.

(diceva la bellissima di Praga).

 

  Una dama elegante di Madrid

era perfetta, salvo per un quid:

non le andava a pennello la mantiglia:

la regalò alla figlia

con una bella edizione del Cid.

(la saggia dama che stava a Madrid).

 

  Un monellaccio che stava in Italia

scappava spesso di mano alla balia.

Se lei lo riacciuffava

lui le diceva: "Brutta anima prava,

baldracca, zòccola: fuori d'Italia!"

 

  Un gentiluomo che stava in Sicilia

stimava assai la Gens Cornelia-Aemilia.

Chiamò i figli Cornelio,

Lucio, Tiberio, Lelia,

Publio, Sempronio, Cornelia et similia.

 

  Quando Annibale venne da Cartagine

dopo tanti trionfi una voragine

si aprì sul suo destino:

senza il suo fratellino

fu sconfitto, ma grande è la sua immagine.

 

  Un curioso signore in Scandinavia

si distingueva per cotanta ignavia

che, se qualcuno gli pestava un callo,

non  gli faceva mai notare il fallo,

restando mogio mogio in Scandinavia.

 

  Francesca, gran signora, qui a Gradara,

era davvero una bellezza rara.

s'innamorò di Paolo Malatesta,

ma il marito crudel fece la festa

a lui ed alla bella di Gradara.

 

   Un Uomo che abitava lo Zaìre

di brutti ceffi provocò le ire.

anziché bla bla bla

voleva libertà,

ma i gaglioffi lo fecero morire.

 

  C'era una volta un tale di Salò

che un giorno ad un gran pranzo se ne andò

pensando di essere a un ricevimento

per il Governo giusto in quel momento.

Ma venne cucinato in fricandò.

(Ma venne cotto il Signor di Salò).

 

    Un Signore di verso Castelvecchio

diceva: "Tutti voi, datemi orecchio:

nel mondo hanno da star padroni e servi

anche se ciò potrebbe non piacervi"

Ma fu cacciato e buonanotte al secchio!

 

  C'è un Serpente nei pressi di Milano

Truffa  è a lui Bibbia, Vangelo e Corano

 "Hai già i tuoi soci  al fresco".

"Se ci andrò anch'io, poi esco".

Ci andrà, ma di scappar tenterà invano.

 

   Un tànghero, dei pressi di Legnano

vuol dividere il Popolo italiano,

si affanna a dimostrare

che questo è il buon affare:

far come in Bosnia, tangheraccio insano.

 

   Un tipaccio che stava a Busto Arsizio

era dedito al vizio

di non  pagar le tasse,

benché di mezzi e denari abbondasse. 

ma in galera gli misero giudizio.

 

  C'era un tiranno che stava a L'Avana,

circondato da gente assai ruffiana.

Quando gli dissero "Qui arriva Castro"

lui mormorò: "Che impiastro!"

E scappò zitto come una puttana.

(quel retrogrado che stava a L'Avana).

 

  Tanta gente curiosa andò ad Atlanta.

La police era lì davvero tanta,

perquisiva i turisti

e non i terroristi,

quell'olimpica polizia di Atlanta.

 

  Un pellegrino di Vattelappesca

crede agli oroscopi e par che non esca

di casa se di segni ed ascendenti

non ha annotato tutti gli accidenti,

il sapientone che ha in testa aria fresca.

(il sapientone di Vattelappesca)

 

  Un sedicente mago di Barbialla

sapeva l'arte di restare a galla.

Fu denunciato un dì dalle sue prede

ed esclamò "Ma qui nessuno ha fede!"

e la sua barca mostrò una gran falla.

 

  Un vecchio  ufologo del Citrullese

disse: “Son più di millanta in un mese,

i messaggi degli UFO,

ma io non me ne stufo”.

E li diffonde in tutto il Citrullese.

 

  Civile e saggio abita in quel d' Urbino

un personaggio che ha questo pallino:

spegnere il Sole e mettere ben tosto

un lume regolabile al suo posto 

per le esigenze di ogni cittadino.

 

 Francesca, gran signora, qui a Gradara,

era davvero una bellezza rara.

S'innamorò di Paolo Malatesta,

ma il marito crudel fece la festa

a lui e alla sua bella, qui a Gradara.

 

 

  Una soave fanciulla di Linz

era invaghita di Fritz, il bel Prinz.

Quando la vide Fritz

per lui fu come un Blitz

e chiese in sposa la bella di Linz.

 

  Un grosso intenditùr andò all'Arena

per sentir nel Nabucco sulla scena

il coro dei Lombardi.

Gli dissero: "Piu tardi,

ma per stasera gli Ebrei sono in vena".

 

  Andando ad una prima del Nabucco,  

un senatùr rimase un po' di stucco

perchè O Signore, dal tetto natio

con i Lombardi non c'era, perdio!

E sbottò: "Ma, belin, che strano trucco!"

 

  Novanta gradi sud di latitudine:

ci andrà un balordo che, per consuetudine,

sprezza  i meridionali

con insulti bestiali.

Ma sarà surgelato in solitudine.

 

  Un sapientone di San Geremia

ha scoperto la pranoterapia.

Si fa imporre le mani

da vecchi ciarlatani.

Ma creperà se non va in farmacia.

 

 Nel settembre 1966 inviai acrostici di Gradara Ludens

Prima in volgare italiano: 

Giocando Riflette Animando Discute Accendendo Rivelazioni  Arcane;

 Poi in latino( e questo fu segnalato):

 Gentibus Rationem Adducit Dum Amabilem Risum Animat.

  Ludis Utitur Dum Explicat Novam Scientiam.

 

 

Inviai inoltre alcuni Limerickcs  di cui ancora uno ispirato a Gradara. 

e nuovi testi per il Giro d’Europa in limerick.

 

Francesca  di Ravenna Da Polenta,

senza amore (la storia qui non menta!)

fu sposata a Gianciotto in quel d'Arimino

e quel mostro le disse: "Ora ti elimino

col tuo caro cognato. Sei contenta?"

 

  Quando i Vichinghi giunsero in Islanda

dissero loro: "Chi è che vi manda

qui tra ghiacci e vulcani?

Chi tocca con le mani

o siede gela o brucia ogni mutanda".

 

  Un magro vecchiettino dell'Irlanda

per sbaglio un dì mise in bocca una ghianda.

"La vista ho un poco guercia:

Noci o frutti di quercia?

Farò una cura oculistica blanda".

 

  Un tale spiritoso di Lisbona

prende ogni giorno in giro ogni persona.

Chiedi: "Perché lo fa?"

E lui: "Perché mi va". 

E continua a scocciar tutta Lisbona.

 

Una  bizzarra Lady in Gran Bretagna

pensava "La mia vita è una cuccagna:

ogni dì feste,  e balli,

ma mi pestano i calli

e Sua Altezza mi pare un po' taccagna".

 

  Quando i Francesi arrivarono in Corsica

dissero i Corsi: "Attenti, qui si morsica.

I piedi sulla pancia

codesta vostra Francia

non ci metta e rispetti ognor la Corsica!"

 

 

   Un tale che abitava in Benelux

a chi parlava di Führer e Dux

rispose: "Che suini quei due tali!

(e mi scusino i porci ed i maiali)",

quel democratico del Benelux.

 

   Un bravo cittadino di Stoccolma

un giorno disse: "La misura è colma!"

Come si fa col Sole così basso?

Se non si alza, se ne vada a spasso

e non rompa le scatole a Stoccolma!"

 

  C'era un gentile Hans in Danimarca

che anzichè sottomettersi alla Parca

scrisse fiabe e novelle,

belle, sì, con due elle!

e la sua fama i secoli ormai varca.

 

Un famoso cantante di Lubecca

su un si bemolle un dì prese una stecca

Dicono: "Non è un dramma"

Lui strilla: "Oddio, mamma!",

poi si consola con un lecca-lecca.

 

  Un Parigino sbronzatosi a Vienna

si voleva affogare nella Senna.

Un Wiener disse: "Sine ullo dubio,

se proprio vuole, ma quello è il Danubio".

E il Parigino disse "merci" a Vienna.

 

  I cittadini allegri a San Marino

non disdegnano birra, grappa e vino

ma bevono da saggi

all'ombra d'elci e faggi

senza romper le scatole al vicino.

 

  Un cittadino eminente di Berna

si chiese un giorno: "Se la vita è eterna

con che cronometri nell'aldilà

noi la misureremo: chi lo sa?"

ed andò a chiedere lumi a Lucerna.

 

  C'era una brava signora di Roma

per cui la vita era una grave soma.

Le dissero: "Prendila alla leggera!"

Rispose: "Lo farò da questa sera:

volerò come lucciola su Roma".