Genny Alberici

L’AUTORE = Ho deciso di cominciare a mostrarvi finalmente i dialoghi degli dei moderni. È ora che una visione diretta dell’Olimpo dei vostri tempi, o uomini di Atene e dintorni, Samosata compresa, vi sia offerta - come si dice - senza veli ed  infingimenti, anche attraverso qualche conversazione relativa a tempi, luoghi e personaggi diversi.

La pura verità, naturalmente. Sia pure in lievi spunti oltre i quali voi stessi potrete vedere il quadro generale, riflettendo e parlando. Sia chiaro che io non solo non ho neppure una pallida ombra di superstizione, ma neppure la più pallida ombre di fede, e parlo di dèi come e quando mi pare e piace. Così do seguito ad un’azione con la quale, varî anni fa, ho inteso portare sulla scena un uomo accusato dai Celesti e difeso dal Diavolo per le sue ben motivate opinioni. Un proemio a questi dialoghi. Ma ora vediamo chi arriva.

 

SAN GIORGIO = Oggi l’aria serena è troppo tenue e penetrante. Le mie membra stanche per mille  combattimenti non hanno mai sentito nel mondo questo torpore strano che ora mi invade. Non ero così estenuato nello spirito quando, con l’ultimo  colpo che le forze mi permettevano, conficcai la lancia nel cuore del mostro infernale.

 

SAN TOMMASO = Non vedo alcuno.

 

SAN GIORGIO = Tommaso!

 

SAN TOMMASO = Deserto e silenzio.

 

SAN GIORGIO = Ma non mi vedi? Non mi senti? Non sono vicino a te, Apostolo glorioso, come sempre, nel trionfo del Cielo?

 

SAN TOMMASO = Ancora quel fanatico Giorgio. Perfino lui dovrebbe aver compreso, ormai, che i draghi non esistono e, di conseguenza, neppure gli ammazzatori di draghi. No, caro Giorgio, non insistere. Personalmente può anche … anzi mi dispiace per te, ma mettiti il cuore in pace. Una volta per tutte.

È vero che dicono che io sia privo di immaginazione, da quando … be’ … da quando ho preteso di fare una rigorosa verifica sull’identità del mio Maestro. Da secoli quell’accusa mi pesa come una montagna sul cuore. Sei come San Tommaso, dicono. Ma io sono San Tommaso. E tu, magnifico Giorgio, sei nulla.

 

SAN GIORGIO = Nulla. Sento che la mia immagine un tempo così splendida, svanisce in quest’aria lieve. Il fragore degli zoccoli del mio destriero che strappa scintille alle rocce, il rombo del drago delle nere ali di notte. Le grida esultanti dei cittadini cui riconsegnai la pallida principessa, tutto va spegnendosi e si perde nel grigio indefinito dell’assenza. Che cosa accade, fratello Tommaso?

 

SAN TOMMASO = Il tuo caso, fratello, è stato studiato dalle menti più acute (a parte gli  angeli ed il loro Creatore) e l’inconsistenza di tutte le storie che ti riguardano è stata dimostrata. Quelli che in terra rappresentano il Cielo hanno infallibilmente decretato. Non è il tuo amico Tommaso a dirlo. Sono loro. Per il Ministro Supremo, come per i Regnanti suoi  avversarî, tu non esisti. A proposito: non sei il solo, benché illustre, a scomparire. Molti santi e sante di buona lega ti fanno compagnia.

 

SAN GIORGIO = Una schiera di ombre smarrite che cavalca verso l’oblio. Eppure tu mi chiami amico e fratello.

 

SAN TOMMASO = Sto parlando a me stesso.

 

SAN GIORGIO = La gloria delle mie imprese, il mio amore per gli oppressi, la  mia guerra contro l’ingiustizia, i vessilli sgargianti di mille eserciti con le croci sugli scudi, le tavole dei grandi maestri della pittura e le statue mirabili che mi mostrano in sella al nobile cavallo sospinto dal fuoco della mia carità contro le putride fiamme infernali …

 

SAN TOMMASO = Devo dirti che si è ben visto che le tue pretese imprese non erano poi una grande novità. Dovresti sapere - se potessi sapere, pensare o ricordare qualcosa – quanti altri ti hanno preceduto (e seguito, lo ammetto) nel liberare paesi e città da diversi mostri malefici, quanti sognanti cavalieri hanno ucciso il  drago (quanti draghi!) liberando la fanciulla che stava per essere divorata come sacrificio espiatorio  di superstiziosi concittadini, incatenata alla roccia sospesa sull’abisso o in qualche altra scomodissima seppur pittoresca situazione.

 

SAN GIORGIO = La fiducia incrollabile che miriadi di anime hanno avuto nelle forza della mia protezione, eleggendomi  loro paladino, cono- scendomi senza macchia e senza paura …

 

SAN TOMMASO = Deserto e silenzio.

 

SAN GIORGIO = Lo specchio del lago di cristallo riflette i fianchi e le cime dei monti e sopra essi il cielo. Ma non riflette la mia immagine. Svanite le armi e le insegne, perduta  la mia figura … Deserto e silenzio.

 

SAN TOMMASO = Deserto e silenzio. Eppure io, San  Tommaso, senza immaginazione come dicono, so quanto di te abbiamo desiderio, cavaliere celeste.