ad Auretta

 figlia di Veris Giovannini

il primo Sindaco di Urbino libera

  

 

                    "........... e ben fu dritto

   se Cortez e Pizzarro umano sangue

non istimâr quel ch'oltre l'oceàno

scorrea le umane membra (........)

 poichè nuove così venner delizie,

   o gemma  degli eroi, al tuo palato."

(Parini, Il giorno, vv 149...157).

 

  

          Si è dato ai popoli di ogni Paese

        l'Annuncio:

        Sono finite le ideologie.

        Ma diteci:

        Come vanno le gonne  e i calzoni oggidì?

        E le scarpe, di nuovo a punta?

        E la stampa vi piace indipendente

        dai suoi padroni (strano controsenso!)

        o un tantino francamente ruffiana?

        Il Buddhismo tira sempre,           

        ma i cristiani rimangono arzilli?

        La giornata lavorativa, dioneguardi,

        le T Shirt, il Pornoshop, i sensitivi?

        Perbacco: i sensitivi, i guaritori,

        come dimostrano che i loro intrugli

        sono efficaci e non nocivi o inutili?

        O quanto è obbligatorio,

        per farmaci, alimenti, stoffe et cetera

        diventa in questo caso trascurabile?

        E gli astrufotruffisti

        che spazio ottengono nelle tivù,

        in confronto - intendiamo - agli scienziati?

        E gli sballi delle discotekno,

        quale spazio in confronto alla cultura?

        e la tortura, la pena di morte?

        (ah, la brava vecchia forca!...)

        o un sano e schietto morir di fame

        o dicasi di omincidenticidio?

        Divaghiamo? Si puo dire?

        Ci si ammazza anche senza ideologia

        seguendo con mente leggera

        la vera ideologia

        santa, feconda, benefica,

        unica, semplice, mai messa in dubbio:

        Mors tua, pezzo d'idiota, vita mea.

        Quindi si andrà, Signori, a dar la prova

        di questa verità che non è nuova.

 

          Che c'entra?

 

          Un momento, genti.

        Ma i versi come diavolo si fanno?

        Vogliamo i versi liberi,

        o di nuovo la rima e il verseggiare

        con un poco di ritmo regolare?

        Vogliamo le eccezioni?

        O siamo ligi alle regole?

        Le eccezioni di ieri

        sono spesso le regole di oggi.

        Ma (ricordatevi, prego, di Schumann)

        non si parli, di grazia, di eccezioni

        di cui non si conoscono le regole.

 

          Forse Dante o Burchiello

        - dimmi un po', garzoncello -

        erano schiavizzati dalla metrica?

        l'apprendevano forse dall'ostetrica?

        E chi si sente un'anima smarrita

        se non sillaba e conta con le dita?

         

          E infine, fatta l'opera,

        in che modo si adopera?

 

          Vogliamo esecuzioni rigorose,

        di musiche, di drammi, versi e prose,

        diverse,  ma al servizio tuttavia,

        delle idee di chi un giorno le  compose?

        o seguiamo la vecchia brutta via

        di chi tutto concede,

        per cortigiana fede

        nel paleopseudomodernastro credo,

        a qualche rozzo e sgangherato aedo?

        Faust in motocicletta, Amleto in auto, 

        Bach rockizzato e il buon  Omero incauto

        che insegue la graziosa ninfa Eco,

        si becca l'Aidiesse e  resta cieco,

        o Rossini che fa gli spogliarelli

        per deboli cervelli?

        Vi ricordate Dante e il Calzolaio?

        Nel fabbricare scarpe l'Alighieri,

        come in altri mestieri,

        non fu mai tanto abile.

        Ma lui scriveva versi sulle carte

        e certo è incontestabile

        che guastarli poteva essere un guaio,

        sebbene in stato di pura innocenza,

        da non sperar clemenza.

        Ma il plagio, vecchio quanto è antica l'arte,

        non è innocente, non è sbaglio o svista,

        ma misero mezzuccio opportunista.

 

          Le eccezioni di ieri

        sono spesso le regole di oggi

        e non solo nell'arte di far versi.

        Ma (ricordatevi di Robert Schumann)

        non si parli, di grazia, di eccezioni

        di cui non si conoscono le regole.

        Ciò spaventa qualcuno?

        Ci si ammazza anche senza alcuna regola

        seguendo con mente leggera

        la vera regola

        santa, feconda, benefica,

        sperimentata già dal Paleolitico,

        unica, semplice, mai messa in dubbio:

        Mors tua, pezzo d'idiota, vita mea.

 

          Ora si andrà, Signori, a dar la prova

        di questa verità che non è nuova.

                                  

        A: Nostro fratello sta per morire;

        B: Possediamo i mezzi per salvarlo;

        C: Lo lasciamo perdere.

        Domanda: Siamo forse un po' assassini?

 

          Ahinoi, ma quali drastici dilemmi,

        come "essere o non essere".

        Esagerati - si dirà - perbacco!

        noi non faremmo male ad una mosca.

        Nostro fratello, dunque, conta meno?

 

          Capita di trovare un poveraccio

        che ci chiede soccorso?

        Non ci tiriamo indietro di sicuro!

 

          Ma, Signori cortesi,

        Vi occorrono richieste personali?

        non leggete i giornali?

        e per radio e TV quanti canali,

        Signori, ricevete?

        Non sono sulla Luna quei Paesi

        in cui non è uno scherzo del linguaggio

        morir di fame e sete.

        E come può raggiungervi il messaggio

        di chi non ha più voce?

        Vi occorrono richieste personali?

        Certo c'è qualche situazione atroce

        genti - dite - che vivono da cani...

        Certo, quando va bene.

        Queste genti, a milioni, anche domani,

        senza far tante scene,

        potrebbero firmare un bel contratto

        per dimore e pietanze raffinate

        quali quelle, Signori, che voi date

        al cagnolino, al  gatto,

        oppure a certe esotiche e curiose

        bestie tolte all' ambiente naturale,

        rinchiuse, quando è il caso ben castrate,

        delle vostre esigenze rispettose,

        protette e vaccinate da ogni male.

        In un modo cotale cresce in media

        la vita dei simpatici animali:

        in qualità più bella,

        e per durata ormai vicina a quella

        di genti e popoli intertropicali

        che muoiono d'inedia 

        per le guerre volute dai signori.

        Mentre, invero, nel mondo sviluppato

        la mancanza di mezzi è pur reato

        che può condurre ad  esito letale,

        id est può farci fuori

        sul lavoro, per strada, all'ospedale,

        in spiaggia, a scuola, all'asilo, all'ospizio. 

        La mancanza di mezzi è sempre un vizio.

 

          Secondo dati abbastanza recenti

        certi paesi hanno un reddito medio

        valutato pro capite

        centocinquanta dollari o un po'meno:

        tre giorni in un albergo non di lusso

        di certi altri paesi,

        paesi - beninteso - democratici

        Diciamo - è ovvio - il reddito di un anno:

        il prezzo di una mezza mountain bike,

        ed in un mese quanto due o tre pizze

        o come mezza scarpa o un libro o un disco.

        Diciamo -  ma si sa - reddito medio.

        Per farsi dunque una casa discreta

        questa gente dovebbe

        lavorare per mille anni all'incirca,

        senza mangiare o leggere un giornale,

        ammesso che non sia sotto la media.

        Molti altri con sei o sette secoli

        potrebbero cavarsela

        o in cent'anni comprare un'automobile,

        vivendo, dunque, d'aria.

        Per un fucile basta molto meno,

        anche perché si trovano

        anime buone che offrono l'articolo,

        a prezzo di favore.

        Si devono pur vendere i prodotti

        della tecnologia più sviluppata.

 

          Ma che noia, per voi quest'abbondanza!

        tanto che, per vivacizzare il gioco,

        vi diletta alcun poco

        il suicidio in qualche circostanza

        con le armi più varie, o con motori

        da un alto ponte saltando al di fuori;

        o il brivido dell'assassinio casual

        contro il fastidio e la malinconia

        exempli gratia, da un cavalcavia

        scaricando a man bassa, un poco manual 

        macigni su chi passa.

 

          Intanto questi popoli prolìfici

        (già sui tre quarti del genere "umano"

        senza contare i meno provveduti

        viventi nei paesi più dotati)

        ricrescono alla svelta.

        E il vecchio mondo è fatto a scale, dicono.

        Chi è già salito calpestando gli altri

        sale ancora di più,

        chi ha cominciato a scendere

        arriva al piano terra o un po' più in basso.

        Forse perché non sa fare il suo offizio?

        La mancanza di mezzi è sempre un vizio.

                       

          Ma che noia, per voi  quest'abbondanza!

        tanto che, per vivacizzare il gioco,

        vi diletta alcun poco

        per vincere del vivere il fastidio

        in qualche circostanza il suicidio.

        Prego, dunque, Signori,

        con gli auguri migliori.

 

          Molti di noi amano la cultura

        e l'arte, la natura,

        gli sports, i giochi estivi ed invernali,

        le musiche, i colori. 

        Chissà per quali motivi banali

        vedono raramente tra gli allori

        con quelli di USA, Russia, Francia, Italia,

        i fratelli di Rwanda e di Somalia?

        Loro, forse, non hanno questo sfizio?   

        La mancanza di mezzi è sempre un vizio.

 

       Credevamo di non vedere più

     le stragi in massa, i corpi accumulati,

     in immense discariche,

     rifiuti

       da smaltire, per completare l'opera,

       oggi tra  calce e roghi di benzina,

       tra Asia e Africa, tra Europa e America,

       (in Oceania ancora c'è più spazio),

       come ieri nei forni crematorî,

       nella nuova guerra mondiale

       iniziata da mezzo secolo,

       rifiuti,

       quali che siano state

       le meraviglie del loro spirito

       che essi non poterono descrivere,

       perdute per sempre.

         Credevamo, illusi.

 

          Ma nessuno si rallegri

     del genocidio alzando le spalle.

     Di questi roghi, Signori, voi, colpevoli,

      senza eccezione alcuna,

        siete già parte

        con le vostre anime-cadaveri.

        Voi, tra i più provveduti,

        abitanti i paesi più dotati,

        assassini capaci di risparmio

      e allevamento di qualche essere umano

      che al momento opportuno

        macellerete per sottrargli gli organi,

        voi che avete già scelto

        il prezzo di milioni di omicidî

        per una vita di vampiri,

        voi siete tutti condannati a morte

        dalla vostra pazzia

        e dell'esecuzione inevitabile

        altri faranno la cronaca

        o, come anche si dice, canteranno.

        E, come di altri morti, forse

        avrà qualcuno anche pietà di voi.

 

       Prego, dunque, Signori,

      con gli auguri migliori.

 


 

                                                II     

 

          Pare non dubitabile

        che certa gente stia piuttosto male:

        c'è chi nasce già in modo molto labile

        e c'è perfino chi proprio non sta,

      id est arriva passa e se ne va

      anche in modo banale.

        Ma per fortuna siamo tutti ormai

        contrari a certi guai:

        gli antirazzisti sono in maggioranza

        sorride a tutti una stessa speranza,

        una strada fiorita di promesse.

        Tutti ormai sono uguali,

        anche (sarà follia?) le donne stesse,

        almeno nei paesi occidentali,

        a parte certi casi eccezionali

        di autorevoli stati illuminati

        che per motivi altamente morali

        cacciano via i clandestini immigrati

        si capisce, poiché privi di censo,

        e non danno, in compenso,

        permessi regolari;

        a parte i casi rari o non frequenti

        (tutt'al più centinaia di milioni,

        o giusto qualche piccolo miliardo)

        nei quali certe genti, per riguardo

        alla santa governabilità,

        id est alle pretese degli abbienti

        godono di un suffragio alle elezioni

        che mantiene la sacra potestà

        in mano ai già potenti  

        dal momento che un voto

        può valere, uno, tre, dieci, duecento

        con la maggioritaria, come è noto,

        e forse a volte è vero   

        che il signore è contento

        se un voto un po' sgradito vale zero.

 

            Come si spiega?

       

          Ancora prima della vecchia  Atene

        si tuonava già contro le fazioni

        portatrici di lacci e di catene,

        di disordini, arbìtrî, prepotenza

        per la cieca obbedienza

        che richiedono ai cittadini buoni.

        Ecco il nemico: Partitocrazia!

        causa di sprechi, errori, corruzione,

        sismi, eruzioni, inondazioni e peste

        infarti, raffreddori... e così via

        Finanzieri e industriali

        avvolti nelle loro aure sacrali

        sono invece persone sempre oneste

        (lo dicono anche per televisione!...)

        Contro lo strapotere dei partiti

        furono sempre tutti i benpensanti,

        per i diritti santi già acquisiti

        dai maschi, dai Quiriti, dagli Elleni,

        dai bianchi, esclusi i cattivi Semiti

        gli schiavi ladri, le genti pitocche,

        le femmine così deboli e sciocche,

        il popolaccio prepotente e ozioso

        ignorante, vizioso, empio, vorace

        nemico della pace, sedizioso

        servo idiota, seguace       

        di vecchie idee di uguaglianza sociale

        già causa di ogni male,

        oggi morte e sepolte

        da dottrine assai più moderne e colte:

        proprietà sacra, libertà d'impresa,

        di accumulo, dominio dei più abili.

        Basta con i buffoni e  i miserabili,

        emendiamo per sempre la politica,

        viva la società neopaleolitica!

           

          E si dia a tutti la consolazione

        della superstizione,

        cento coprosoapoperas al giorno,

        per più di millant'anni,

        vip in cronachevere, e per contorno

        vecchi ludi circensi che agli affanni

        danno rimedio o  soluzione degna

        o conforto a chi ad essi si rassegna.        

        Secondo i piani dei più giusti e saggi        

        protegga ogni signore  ed incoraggi

        il fanatismo che in certi momenti

        dà vigore al mercato,

        permette di smaltire gli armamenti;

        promuova ed incrementi

        tra i più poveri lotte senza tregua

        tra i più stupidi guerre in ogni stadio;

        mantenga sotto controllo privato

        scuole, poste, tivù, giornali, radio.

        Da tutto ciò consegua

        un tranquillo dominio al ceto eletto.

        Basta dunque con i politicanti,

        con i partiti, covi di furfanti!

       

            Come può essere?                  

       

            E' ancora un tempo vecchio

        il nostro che diffida dei partiti

        preferendo affidare le sue sorti

        ai personaggi che  scendono in campo

        cercando in un cassetto

        la corona per mettersela in tasca.

          Ma siamo tutti uguali

        a parte qualche piccolo miliardo

        di falliti bifolchi, 

        facchini, sfaccendati o mezzemaniche

        ignoranti selvaggi ed altri ancora.

        Non c'è una legge che valga per tutti

        se, giusto per avere in certe cause,

        possibilità uguali al suo avversario

        qualcuno oggi dovrebbe

        impiegare risorse

        superiori al salario di tre secoli

        ed in certi paesi,

        strapotenti modelli

        di libera sfrenata iniziativa,

        solo per veder gli atti di un processo

        dovrebbe rinunciare al nutrimento

        per qualche  mese almeno o qualche annetto.

 

          Ma diamo a tutti la consolazione

        della superstizione che incoraggi

        l'obbedienza ai signori giusti e saggi.

    

          Sarà uguale per tutti,

        dunque solo la Morte?

 

        ononononononono    No: la Signora giunge in certi luoghi

        in media dopo trenta o quarant'anni

        di stenti mentre in altri luoghi indugia

        finché i signori, dioliguardi, arrivino

        sempre in media, s'intende,

        a ottanta ed oltre, a parte qualche caso,

        in cui tra gravi affanni spirituali,

        benché "tra gli agi e le  ricchezze vane" 

        giungono a un secoletto  o giù di lì.

 

          Come si spiega?

       

          Forse la libertà d'impresa,

        - così, diciamo, senza misura -

        per comperare calciatori,

        barche di lusso, gruppi di palazzi,

        reti di comunicazioni,

        bestie,

        o tutto ciò che sia comprabile

        permette di bruciare in un istante

        tutti gli anni di vita che mancano a qualcuno.

 

            A tale prezzo, avete,

        signori,

        fango del vostro a non finire.

        Mors nostra, vita vestra.

        Per quanto tempo ancora?

        Achtung!

 

        Con garbo e con misura,

        ora torniamo a un tema di cultura

        - cui accennammo già -

        tanto di moda in questa società.


 

                                               III

       

            A - Prospettive dei Sacri Misteri

            (canzone libera)

       

            E' giunta un'era di grandi promesse.

        Qualcuno vi dirà: "Sempre le stesse".

        Ma non curatevi di questi scettici

        che in certi modi asettici

        di amuleti, santoni, chirofanti,

        astruffòlogi, spiritisti, incanti

        negano contro la Santa Evidenza

        efficacia e potenza!

        I moti delle stelle e dei pianeti

        di mille firmamenti

        e centomila altri strani segreti

        sono stati scoperti dai veggenti;

       c'è rimedio a qualunque  malattia

        per chi segue la pranoterapia

        o si fa visitare ogni trimestre

        da un uomo-medicina extraterrestre.

       Chi vuole ormai questo esame scientifico

        del prodotto specifico

        prima che venga immesso sul mercato?

        Tutto tempo sprecato!

        Non vi sembra un po' troppo

        che si trattino i filtri e  le fatture,

        miracolose cure,

        alla stregua di un misero sciroppo?

        Qualcuno, dite, ci lascia la pelle?

        Certe ragazze più o meno belle

        subiscono attenzioni non gradite

        dai signori santoni? Ma che dite?

        Queste sono rarissime eccezioni:

        nel complesso pochissimi milioni.

 

 

 

             B - Empietà sui Sacri Misteri 

           (ritmi varî)

       

Urano fu scoperto nel secolo dei lumi,

Nettuno nel romantico, Plutone nel ventesimo.

Prima non influivano?

e gli altri noti da pochi millenni,

nati cinque miliardi di anni or sono,

prima non influivano? E Plutone, a proposito:

si sa adesso che è  piccolo. Influisce di meno?

forse meno di Europa, Ganimede e Callisto?

e le  costellazioni lanciano i loro  influssi

    a seconda dei nomi che qua e là ricevono?

o, date le distanze diversissime

tra le stelle, per "energia prospettica"?

Chi poteva pensare possibili altre vite

in altri mondi senza gli astronomi maniaci

di osservazioni esatte  di masse e traiettorie?

 Sappiamo chi scoprì cause e rimedî

di migliaia di mali, mentre ancora qualcuno

parlava della peste figlia degli astri infausti.

 E chi dice che  neghino gli astronomi

 per principio i verdognoli extraomìnidi,

(se sono i primi a dire: "Li cerchiamo, ben vengano!")

che gli scienziati neghino quei mirabili farmaci

e sensi ultrasensibili, e prodigi a miriadi?

Quali interessi avrebbero, testardi impenitenti?

Ma chi darà le prove, controllabili

 come per l'aspirina?

Folletti e maghi, invece, e streghe e draghi alati

e castelli di fate già da millenni esistono

in un'infinità di racconti fantastici.

E' questa la magia in cui possiamo credere.

 

 

            C - Il Fine dei Sacri Misteri

                            (canzone libera)

           

 

            Ancora un poco di misura, prego:

        Secondo il nostro avviso

        un fine c'è, preciso,

        per tanto chiasso sui Sacri Misteri.

        Oltre al vecchio commercio di illusioni,

        oggi anche più di ieri si permette

        a chi regge le comunicazioni

        l'uso di molte variopinte sette

        per far perdere tempo ed energie,

        agli avversarî dello stato attuale

        politico e sociale,

        per tagliare le vie di riflessione

        a chi non sia d'accordo

        in ogni situazione con l'assetto

        e il rigido rispetto dei diritti

        dei più forti, dei dritti, dei più furbi,

        perché ognuno sia sordo

        a qualunque progetto che disturbi

        i buoni sentimenti

        tra tante genti tanti enti tangenti.

        Sia concesso  spezzare ogni spettacolo,

        dramma o quel che si sia,

        versi o prosa, sonata o sinfonia,

        inchiesta, telefilm, documentario,

        con un interminabile rosario

        sui prodotti-miracolo

        dei quali chi vuol vivere sereno

        non potrà fare a meno.

        Lo volle il popoluccio sovraffiano.

            O no?

 

          Ai cittadini bravi, al tempo stesso,

        si accorderà il permesso

        di entrare in diskotekno con l'aereo,

        e cantar questo canto 

     da qualche teleradiostercostereo:

        " Lavorando così (talmente) tanto

        per il Padrone Santo, ogni momento

        mi sento un attimino più contento!",

        bruciando, perché sia l'effetto certo,

        libri, teatri, sale da concerto

        musei, laboratorî, monumenti,

        vegliando, sempre attenti, in tutti i sensi

        perché comunque mai nessuno pensi.

       

       


 

                                           IV

 

          Si diceva dei meno provveduti

        viventi nei paesi più dotati.

        Su questi sventurati

        perché non si riflette quasi mai?

        Si pensa agli operai, si danno aiuti

        a piccoli artigiani da due soldi

        ai maestrucoli, ai nullafacenti,

        ad altri manigoldi impenitenti.

        Ma chi ricorda i tanti imprenditori

        i commercianti ed i professionisti

        che fanno orari da stakanovisti

        producendo tesori,

        ricavando profitti miserabili,

        un decimo dei loro dipendenti

        o delle dattilografe più inabili

        o addirittura hanno profitto zero

        o più basso e con animo sincero

        essi invidiano il buon agricoltore

        che non porta nel cuore alcuna cura

        libero sempre in mezzo alla natura?

        Non  scherza la statistica ufficiale:

        dichiarazioni di guadagni e spese

        mostrano che i padroni delle imprese,

      per reddito reale,

      tanto spesso risultano indigenti.

           

            In questa situazione

        Nulla da fare: sono troppo forti,                                                                          i bravi democratici,

        difensori dei liberi mercati.

        Certe ideologie, agli atti pratici,

        sono un gran fallimento.

        La vera soluzione,

        a parte i sogni di liberazione,

        sta dunque nella presa di coscienza

        che in qualunque momento

        stabilire i diritti come i torti

        è  competenza degli onesti agiati,

        non di colpevoli diseredati.

       

        La verità non è ipotesi o indizio:

        La mancanza di mezzi è sempre un vizio!

 

        Ma la cosa è sicura­?

 

       Diciamo un po' così,senza misura:

        In realtà non esiste altra scelta

        se non diventare nei fatti

        proprio noi i più forti.

        Noi tutti, piaccia o non piaccia

        ai signori più uguali degli altri.

 

            Dell'albero dai molti rami,

        Wahltann, dalle molte radici,

        dal passato al futuro

        a noi occorre  scegliere,

        prevedere  e seguire i percorsi,

        non con ridicoli riti esoterici

        ma con riflessioni ed azioni di uomini.

 

          Ora è chiaro da un tempo assai lontano

        qui sulla vecchia Terra e forse ancora prima,

        in qualche luogo intorno a qualche stella

        di prima generazione,

        che nell'ambiente esistono conflitti

        mortali se non vengono risolti.

        E, che si sappia, esseri "intelligenti"

        hanno sempre lottato,

        si sono sempre uccisi

        per il controllo delle risorse

        ovvero del potere.

 

            Non c'è, diciamo, nel mondo reale,

        altra via da seguire con costanza

        per arrestare la corsa mortale:

        eliminare la disuguaglianza

           

Non è vero che noi vogliamo la guerra,

non ci diverte affatto.

Se Roma e Cartagine, già vecchie alleate,

si fossero accordate per vivere in pace

si sarebbero evitate stragi immense,

   ma a parte questo dettaglio

la situazione infine

per i popoli

sarebbe rimasta la stessa.

Se Roma avesse dato presto a tutti

il tanto sospirato diritto

di cittadinanza,

se i giochi dei gladiatori

fossero stati aboliti per tempo,

se la schiavitù...

Come? La storia non si fa coi se?

Signori, rallegramenti vivissimi:

questo sì che è realismo!

 Allora?

Allora noi diciamo che la storia

non insegna mai nulla.

Infatti voi continuate ad applicare

la vera vostra regola,

sperimentata già dal Paleolitico,

unica, semplice, mai messa in dubbio:

Mors tua, pezzo d'idiota, vita mea.

Siete voi, dunque, a volere la guerra.

Siete voi che fate la guerra.

 

Ed ammettiamo che la fate bene.

Quando avete qualcosa o qualcuno

(in pratica c'est la même chose )

da sacrificare,

 boschi, ruscelli, piani, monti, mare,

specie animali o reverendi pugili

o piloti di bolidi,

o ragazze e ragazzi drogabili,

e/o prostituibili

& massacrabili

per svariati diletti

di un adeguato numero di eletti

& loro scalcagnati complici

voi, Signori, celebrate

 questi riti di lusso.

 

 

        Più spesso inoltre voi sacrificanti

    non vi preoccupate delle forme

        e per il volgo non usate i guanti.

        Per il numero enorme

    si fa come ai bei tempi degli Aztechi,

    un sistema magnifico, perfetto:

        sacrifici di massa,

       la vita vista un po' come una tassa.

        Il prossimo, quando è troppo prolìfico,

        invadente, in balìa d'istinti ciechi,

        paga con fame, come già si è detto,

        con guerra e peste i suoi peccati empî,

        come ai bei tempi.

        Ieri ed  oggi e domani, anche, in sostanza,

        se non troviamo il metodo reale

        per arrestare la corsa mortale:

        eliminare la disuguaglianza.

 

            Dell'albero dai molti rami,

        Wahltann, dalle molte radici,

        dal passato al futuro,

        a noi occorre  scegliere i percorsi.

 

       Ricordatevi di Karl e Friedrich,

        voi che ci rimproverate

       di volere la fine dell'ordine

       dal quale dipendono le nostre miserie.

       La fine, certo, del vostro ordine.

        E' vero: è questo che vogliamo.

                                  

            Un appunto formale: questi versi

        col ritornare di certi motivi,

        seppur variati e dunque un po' diversi,

        rischiano forse di essere ossessivi?

        Ma se poi sopportate

        quasi come rivelazioni rare

        i prodigi di certi detersivi

        cosmetici, pellicce, marmellate

        e credete davvero

        perfino a certe rate a "tasso zero",

        che avete da obiettare?

       

          Sappiamo bene che i dominatori

        piuttosto che rinunciare  al dominio,

        sceglierebbero allegri lo sterminio,

        sognando di riuscire "vincitori".

 

          Per essi non  è  mai chiara abbastanza

        la condizione sola ed essenziale

        per arrestare la corsa mortale:

        eliminare la disuguaglianza.

 

          E così sia. Se proprio necessario,

        dovremo ancora batterci, signori,

        e, spiacenti, dovremo farvi fuori

    se vi ostinate sul vecchio binario.

           

             Democrazia sarà, senza mistero,

     - se questa vostra cieca ostinazione

        non porterà tutti alla distruzione -

        proprio potere del popolo intero.

       

            E così sia. Certo, se indispensabile,

        dovremo ancora batterci, fratelli,

        ma perché sempre questi ritornelli?

        E' possibile dare una variabile.

                       

          Una diversa e nuova circostanza

       sperimentiamo nel mondo reale

     per arrestare la corsa mortale:  

     eliminare la disuguaglianza.

 

 

           

 

                        L. F. S.  ~1990

 

 

 

 Alcuni schemi metrici usati nei "Canti di Wahltann":

- Canzoni libere;

- Versi liberi con endecasillabi e settenari in rima;

- Strofe di endecasillabi e settenari sciolti o in rima;

- Strofe di versi liberi varî.

 

 

 

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