A Praga

(Canzone libera1)

opus 41

                        

 

   Sulla città che  sola innanzi tutto

mi ha rapito e stregato,

per caso inesorabile del Fato,

ho   detto  tante e tante cose al vento

e il vento le ha raccolte  come frutto

di un visionario pensiero smarrito

sempre per nostalgia, ed ora  quasi

penso di  scrivere una poesia.

 

Ma no: la Morte  è mille volte meglio

e Morte ho preferito, estremo evento,

che  con semplici fasi calmo arrivi

e rapido mi privi

di ogni  dubbio, rimpianto e  sentimento.

Ma presso la Čertovka, o verso Tyn

sarebbe  dolce  Morte e sarei sveglio,

ascoltando Die schöne Müllerin

per rimanere in tema,2 ed anche presto

sarebbe sempre benvenuta a Praga,

anzi leggera e vaga,

senza trovarmi mesto e  insofferente

come oggi, lontano,

quanto ancora non so, da tutto questo 

e  ricordare  è vano

la città che fra tutte ha la mia mente.

 

   Ma proprio  in poesia  che, non costretto

da gravi e insuperabili motivi

io  componga tra i vivi

è  certamente una laica eresia.

Posso comporre in versi per l’ invito,

dalla Čertovka, di quel Diavoletto

di casa lì, ché non si arrabbi troppo

temendo che un dispetto

- che certo lui si legherebbe al dito -

io possa fargli e che per negligenza

sia  già  anch’io nel malloppo

di quelli che vanno a capo ogni tanto

facendo  righe un po’ lunghe  e un po’ corte,

tacite, goffe, smorte, ottuse e grette

pregando sempre invano il loro santo

che senza un ritmo dia la differenza

tra i versi ed i sermoni,

le rubriche, i programmi, le  ricette

o le accademiche disquisizioni. 

Poi, coi  tempi che corrono ...

E chi  mai non accusa i tempi avversi?

Ma così  oggi tanti

buttano giù le loro litanie

chiamando poesie,  miseri infanti,

cose che litanisti serî e arguti

gettano tra i rifiuti.

Meglio comunque i versi che ben scorrono

e se qualcuno dice:  È poesia,

Grazie, diremo. Amen. Così sia.

 

 

   Praga è  bella  nel Sole a Primavera,

con la pioggia e la nebbia, nella neve,

quando  viene la sera

e con un soffio ci sfiora  la fronte,

nelle notti d’Estate,

come sono le fate ogni momento

quando una brezza lieve

si solleva sul Ponte e dalle sponde

della Vltava  poi si sveglia il vento 

a muovere  le fronde,    

quando viene la notte,

quando chiudiamo gli occhi e la sentiamo

e in sogno la vediamo  ad occhi aperti

con tutti i suoi colori,

o in una stanza al buio a volte a frotte

giungono immagini che siamo certi

di ritrovare a pochi passi fuori,

 

 

   E qui l’Elba  ricava

l’ inizio del bel fiume che, dal cuore

di questa vecchia Europa, quindi passa

deciso a nord, e sfocia e si rilassa,

dove Johannes3der Romantisch  nacque.

Da cielo e mare  poi prende il colore

mentre  qui è Vltava, Moldau,  Moldava,

il suo ramo più lungo e ricco d’ acque.

 

   Non descrivere i tanti monumenti,

le torri ai limiti  del Ponte Carlo

con guglie articolate ben presenti,

sullo slancio  vitale delle cime

che con i tetti lunghi e acuti vale,

e proprio è norma darlo

a quanto di sublime sa far l’uomo,

sia  una casetta, una taverna o un duomo.

La Torre Polveriera

Prasna Brana e le altre vette acute

furono, come a Tyn, certo volute 

per coerenza precisa e severa.

Sul fiume  anche il più spoglio monumento,

forse la Torre della gran centrale

di Novotného Lávka ben palesi,

presso il famoso  museo nazionale             

ebbe nel corso del milleottocento

sull’alto vertice  guglie praghesi.

   Loreto, di altri tempi e d’altra scuola

con le due  San Nicola ben  risuona.

Anche il loro barocco a Praga vola.

Molto c’è che contrasta e nulla stona

per misteriose analogie  nascoste.

È così  con i  temi di  sonata,

spesso idee  contrapposte,   

unite  nel profondo in forma data4

in un concerto o in una sinfonia.

   ma Franz Kafka  ci mostra sempre  orribile

ciò che si pone contro ogni armonia,

e l’armonia come un sogno impossibile

dal quale l’uomo non vuol esser desto.

L’orologio con gli astri a Staré Mesto

fu costruito  in tempi in cui la via

della moderna visione  del cielo

restava sotto un velo per la scienza,

ma su rapide ali

correva il mito nella fantasia

Così i poemi antichi  e la Commedia

restano sempre attuali e non dispersi,

come in modi diversi

la fisica del millenovecento.

Per dare una diversa conoscenza

come un diverso evento,

l’arte in  scena s’insedia.  

Con  Leos, Bedrich, Antonin la gente  

di ogni  tempo, paese e condizione

resta sempre  presente,

nelle maniere più diverse e rare

e scrittori, architetti, musicisti

tra i più grandi nel tempo uditi e  visti

che nacquero  o che vollero restare

in questa  città unica fra tante,

dall’autore di  Swejk, il buon soldato ... 

Achtung! un solo dato

per ogni personaggio interessante

ci condurrebbe a scrivere un trattato5 ...

Non voglio questo ma ora vorrei

ritornare mentre  schermo  e tastiera

ritrovano  ogni sera

sue immagini  e parole mie per lei.

 

   Ancora,  lassù in vetta,

presso San Giorgio è sede dell’Impero

 il Castello di Hradchany e San Vito

vertiginoso Gotico romantico,

un fantastico cantico,

duomo in sei secoli quasi finito.

Sul lato a mezzogiorno,

andando senza fretta,  è proprio vero  

che si potrebbe  fare  un bel ritorno.

Si  potrà completare7. Non  è tale

da prender proprio come  oro colato

il  vecchio pregiudizio

mal nato in casa rinascimentale   

che fu esteso nei tempi e alle nazioni

superbo  e privo di significato,

che disse barbari gli artisti gotici 

 (rozzi, ignoranti, zotici?)

e  ancora qualche tizio

vede i suoi languidi come romantici.

Questi asfittici mantici

con con trombe, con tamburi e con tromboni

in tanti casi orrendamente teneri,

al realismo ben  sano e robusto,

al classico equilibrio superiore,

sentenziando sui generi,

considerando scienza il loro gusto

portano grande amore.

Fuori di casa esportino quel credo!

in Europa e di là dai suoi confini.

Ridere  sento e vedo

già i critici, gli artisti ed i bambini.

 

   Equilibrio romantico  è tra opposti

dagli abissi alle stelle:

arte e scienza  diverse, ma sorelle,

miti6, azioni, pensieri contrapposti,

diavoli e dei  in fiabe  ed in leggende

che  il Popolo  riprende in ogni aspetto

e dissonanza  è un accordo perfetto.

 

   Prima dell’  uso di ferro e cemento

l’architettura gotica  è la sola

che in tanti secoli ci abbia donato,

col suo fine sapere,  

cosi audaci, leggére,

ma salde costruzioni su cui vola

sempre ammirando attento

col nostro sguardo  il pensiero incantato.

Più possente fu certo qualche un sito,

ma nulla mai  così lieve ed ardito.

 

   A Praga l’quilibrio è tra gli opposti

dagli abissi alle stelle,

arte e scienza  diverse, ma sorelle

anche se ognuna avanza

per la sua propria via,

miti, azioni, pensieri contrapposti,

con il fascino della dissonanza

che fa completa e viva l’armonia.

   Molto c’è che contrasta e nulla stona:

diavoli e santi tra fiabe e leggende

che  sempre il Popolo varia  e  riprende

e al Popolo le dona.

   E’ così  con i  temi di  sonata,

 contrarie idee che la forma incorona, 

chiara, determinata,

in un concerto o in una sinfonia.

 

   E l’elenco non serve, per fortuna:

Magica  è tutta  Praga.

come ogni fiaba, ogni leggenda o saga.

 Già lo si afferma in tanti libri dotti,

nei più celebri motti

come tra noi  genti non troppo colte.

Ed è vero che in prosa e in poesia

 un miliardo di volte è stato detto.

Con questi   versi  ora un miliardo e  una!

E Praga mostra in armonioso assetto

il Classico con  il  Rinascimento,

barocca è in più di un grande monumento,

modernissima  in qualche galleria,

vicina al  genio  superfuturista.

Ma l’aria singolare

che ci prende e  conquista  

non deriva da alcun particolare.

 Per quest’aria vorrei

      ritornare mentre  schermo  e tastiera

 ritrovano  ogni sera

sue immagini  e parole mie per lei.

 

 

   Se si afferma e dichiara

anche  una realtà semplice e chiara

non misurata, dosata, garbata,

né, come si usa dire, moderata,

In medio stat mediocritas,  esempio,

che a molti sembra empio,

dovremmo forse cercar di sapere

se l’autentica veritas

sia stata detta da diversa gente?

Non questo ma ben altro abbiamo  in mente.

 

 

   E bella Praga al Sole in Primavera

con la pioggia e la nebbia, nella neve,

quando  viene la sera

e con un soffio ci sfiora  la fronte,

nelle notti d’Estate,

 come sono le fate ogni momento,

quando una brezza lieve

si solleva sul Ponte e dalle sponde

della Vltava  poi si sveglia il vento 

 a muovere  le fronde,

se la tempesta in un altro momento

sferza gli argini e l’onda è sulle rive

o quando ad occhi chiusi la guardiamo

in gara con le stelle tra cui vive.

Ma qui Madonna Luna

si contenti di esser solo una,

non brilli in in modo tanto prepotente

da toglierci la vista anche  di quelle

luci lontane di mille colori,  

che negli inverni  lunghi  ritroviamo

con la città  che anche in questo presente

prende alla Terra e alla Terra  dà luce

e se una sera diversa conduce

ad una bella fresca e breve notte

d’Estate, allora  a frotte

ci manda  immagini che siamo certi

di ritrovare a pochi passi fuori.

 

   Magica  è tutta Praga,

come ogni fiaba, ogni leggenda o saga.

  

   Senza saperne dare descrizione

 termina qui la povera canzone.

 

 

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Note

 

1) Primavera -  Autunno 2009.  Libera solo  per la disposizione delle strofe e delle rime dato che qui  si sceglie spesso anche l’ulteriore legame della rima interna dopo il primo settenario degli endecasillabi e sempre la rima finale che può anche  legarsi ad una interna, mentre a volte  le rime analoghe possono essere più di due per evitare un’eccessiva distanza. Le riprese di versi con passi non identici sono necessarie per l’ unità della composizione come i temi  in musica. Spero anche di aver mostrato come il rigore, pur unito ad aspetti liberi, nella forma non significhi rigidità e linguaggio accademico.

2) Sulla Čertovka (Teufelsbach, ruscello del Diavolo) funzionava un mulino del quale il fiume fa ancora girare la ruota. Di qui l’allusione al celeberrimo ciclo di Lieder (La bella Molinara) di Franz Schubert.

3) L’Elba sfocia con un grande estuario che  inizia ad allargarsi un po’ a NW di Amburgo (Hamburg) patria di  Johannes Brahms.

4) Ci si riferiferisce alla forma-sonata classica e romantica che ha disposizione formale analoga nel concerto e nella sinfonia.

5) Sarebbe estremamente difficile citare anche solo i grandissimi che passarono per Praga o che nella città soggiornarono più o meno a lungo. Si dovrebbero ricordare, magari  un po’ alla rinfusa - oltre a quelli  che a Praga o non   molto lontano nacquero, come Franz Kafka, Anton(in)Dvorak, Bedrich Smetana, Leos Janacek, R.M.Rilke e tanti altri- Keplero, Ticho, Haydn Mozart, Beethoven, Weber, Goethe, Schiller, Brecht, Einstein, Kokoschka, Apollinaire, quasi certamente Franz Schubert e Forse J.S. Bach ... ma adesso non vorrei  maldestramente iniziare da perfetto ignorante quel trattato che ho detto di voler evitare nel testo.

6) Tutti i miti, le fiabe,  le leggende sono a mio avviso da ricercare e studiare con grande attenzione come  affascinanti aspetti della ricchezza culturale dei popoli, mentre tutte le superstizioni, comprese quelle che si  vorrebbe goffamente imparentare con la scienza, un tempo  per certi aspetti interessanti e molto diffuse  anche a Praga, meritano da secoli  solo disprezzo, poiché non hanno più alcuna giustificazione storica e vengono  utilizzate dai ciarlatani reclamizzati da tanta stampa ufficiale  come da tanti canali radio e tv per criminali e lucrosissimi affari.

7) San Vito, dopo un periodo di lavori importanti  che, continuando  quelli del Medio Evo,  si svolsero proprio in età romantica e tardoromantica, fu completato nel 1929, ma non del tutto, visto che la parte sud con la torre più elevata che doveva raggiungere  un’altezza superiore, presumibilmente nello stesso stile delle altre, si può considerare ancora incompiuta.   O forse la mia idea della perfezione gotica mi sta giocando un brutto scherzo. Alcuni pensano di lasciare incompiute le incompiute. Ma questo, dato che alcune di esse sono tali solo perché ad un certo punto sono finiti i soldi, mentre  c’erano tutte le indicazioni necessarie per terminarle, non è un atteggiamento interessante e a suo modo romantico, ma è secondo me  assurdo.  Anche il duomo di Köln (Colonia)  che fu completato nel secolo XIX è un’altra magnifica testimonianza del legame tra Gotico e Romanticismo. Un esempio perfetto ed estremo di architettura gotica (nata e compiuta veramente in periodo gotico) è la Sainte Chapelle nell’Île de la Cité della Senna, benché si tratti appunto di una cappella, una sola navata che  non può presentare  ovviamente alcuni caratteristici elementi di fondo delle grandi chiese ad essa contemporanee, quali i  sistemi di archi rampanti e tutte  le strutture,  essenze  della straordinaria bellezza di queste costruzioni che  proprio in Francia ebbero inizio con alcuni magnifici  monumenti.  Quanto al termine gotico in senso spregiativo esso risale ad alcuni storici tra i quali il Vasari e non fa  di sicuro parte dei loro meriti. La storia ne ha fatto giustizia, visto il sommo entusiasmo che tanti monumenti gotici  hanno suscitato dalla loro origine  e suscitano ancora oggi negli uomini di cultura privi di pregiudizî.

 

 

L’opus 41 "A Praga" continuerà con:

 

Sonetti leggeri an die schönste Stadt der ganzen Welt. parlando di altre città con valore artistico e numero di monumenti senz’altro  non minore, per gli dei,  o anche per qualche aspetto superiore ma infine ...