Pipistrelli in estinzione

Racconto: opus 24

a Marianna e Simone

Interstellare "CHIMAERA".

Scambi culturali con RAMIR.

Conferenza della Doct. ramiteth KÓlin SÓmith et ceteri.

Lidia Svoboda, Johannes Weber, Arthur Burnes et ceteri.


Alexander Äenisek, ispettore generale.

L'incontro all'Istituto di Paleobiologia dei Mammiferi di Ramir, al Centro di ricerche di Lasata, ci offrý prospettive decisamente nuove, anche se in parte confermava alcune idee che giÓ ci ronzavano in testa sull'evoluzione di certe specie di mammiferi volanti simili ai pipistrelli della vecchia Terra, almeno fino ad un certo punto, per quanto avevamo potuto capire dallo studio delle "note illustrative" giunteci sulla Chimaera nella fase di avvicinamento balistico, mentre ci preparavamo ad entrare nell'orbita di parcheggio e mettevamo a punto le navicelle Ulixes e Diomedes per la discesa dall'orbita al suolo, e poi durante le due settimane giÓ trascorse su Ramýr. Uno fra migliaia di argomenti, naturalmente, ma Lidia ed altri si erano incuriositi. Ed anche io.

La dottoressa KÓlin Samith ed i suoi collaboratori ci fecero il punto sullo stato delle loro ricerche a proposito dei curiosi animali volanti un tempo ampiamente diffusi anche a latitudini elevate ed ora estinti. Resti recenti erano stati ritrovati da poco pi¨ di due anni (terrestri) in stato di buona conservazione nelle Lande degli Sciacalli (traduzione e adattamento rigorosi per analogia,come al solito in simili frangenti linguistici). Il clima estremamente arido li aveva "mummificati": una vera manna per gli istituti scientifici che da decenni cercavano di conoscerne un po' meglio gli organi interni e certi delicati meccanismi fisiologici.

Oltre a Lidia Svoboda erano con me il biologo Arthur Burnes, Johannes Weber, astrofisico ed altri compagni di diverse avventure singolari cui mi sono riferito o mi riferir˛ in altre occasioni. C'erano poi altri due biologi, l'ambasciatore rappresentante del comandante della Chimaera e altri dieci o dodici terrestri scesi insieme a noi con l'Ulixes, interessati in diversi modi al problema e liberi per il momento da altre incombenze. Agli altri avremmo mostrato le oloregistrazioni semintegrate durante le successive fasi del lavoro su Ramýr, mentre naturalmente tutta la documentazione era destinata ad essere trasportata con l'Ulixes nelle teche della Chimaera, la nostra grande interstellare sempre in orbita stazionaria quasi sulla verticale di un punto a 27 gradi nord (circa 20 gradi a sud di Lasata) sul meridiano del centro della cittÓ.

Nella sala c'erano anche una ventina di Ramirie, forse venticinque tra studenti del corso di KÓlin Samith e specialisti di altri settori paleontologici, oltre ad un gruppo di autoritÓ politiche e cinque o sei cronisti specializzati. In tutto circa sessanta persone, tra terrestri e Ramire ... cioŔ ... Ramirie. Almeno le desinenze corrette dei nomi dei "padroni di casa"! Dunque: Il Ramire, la RamirŔth, i Ramirie, le RamiriŔth. Bene.

Dopo una breve introduzione sui caratteri essenziali del gruppo di animali che veniva definito come un "ordine" per analogia con gli schemi terrestri di classificazione, KÓlin tocc˛ subito il tema dell'estinzione.

"E' notevole - disse - che un'enorme diminuzione della popolazione complessiva di uno dei due gruppi ... un sot- tordine, possiamo dire ... si sia verificata in meno di tremila anni, circa quattromila anni terrestri... Dico bene, Alexander? In pratica in un periodo cosý breve, tra dieci e settemila anni fa - per quanto possiamo dedurre dallo studio demografico su moltissime serie di reperti in parecchie centinaia di siti - il numero complessivo dei Brockebaim tridattili si ridusse a meno di un quinto rispetto el periodo immediatanente precedente. Sapete giÓ che il sottordine dei "tridattili" comprende generalmente i nostri "chirotteri" di maggiori dimensioni. Il termine "tridattili" Ŕ in po'improprio, in quanto come tutti i nostri Brockebaim, questi mammiferi volanti hanno quattro dita. Nei grandi tridattili il dito pi¨ interno Ŕ per˛ ripiegato verso la clavicola e non Ŕ disteso sulla membrana alare come nei pi¨ piccoli "tetradattili"

Stranamente i tridattili sono generalmante pi¨ grandi e massicci dei loro parenti che spiegano le quattro dita delle zampe anteriori a sostegno delle "ali".

Dopo il grande declino, la diminuzione del numero comples- sivo dei grandi tridattili fu a tratti meno rapida. Vi furono anche momenti di moderata ripresa in territori isolati ed inospitali dove li aveva ridotti a vivere la competizione con altra specie. Fra le quali - lo sapevamo da tempo - quella dei Ramirie nostri diretti antenati doveva aver avuto un ruolo non secondario, anche se due anni fa non sapevamo ancora molto bene come questo ruolo si presentasse nei particolari e quali meccanismi evolutivi potessero spiegarlo.

Comunque la tendenza di fondo non venne modificata nei duemila anni successivi. Circa cinquemila anni fa (anni ramirie) l'intero sottordine dei Brockebaim tridattili, con tre famiglie e ventiquattro specie (o ventisette secondo un'altra classificazione non priva di fondamento) era estinto.

Tra i molti problemi il pi¨ strano - potete ben immaginarlo - era questo: come mai l'altro grande sottordine di "chirotteri, quello dei "tetradattili" non solo non Ŕ estinto, ma ha continuato a prosperare? E' vero che anche in questo sottordine si sono estinte varie specie e quasi un'intera famiglia rappresentata oggi da un solo genere settentrionale. Ma ci˛ non semplifica le cose, non credete?

Alcuni osservarono che questa, anzi, poteva essere una complicazione in pi¨.

Lidia voleva sapere se c'arano possibilitÓ di spostare certi gruppi da un sottordine all'altro e di stabilire altre suddivisioni su basi strutturali, per quanto si poteva sapere sulle funzioni di certi organi.

" Infatti - intervenne uno dei collaboratori di KÓlin. - Ma fino a due anni fa non c'era un motivo valido per modificare la classificazione. Poteva sembrare un artificio per giustificare fatti poco chiari".

"Proprio cosý, RŔmon - riprese KÓlin -. Ora potrete vedere, qui sul video centrale ... tutto il quadro della classificazione ... l'apparato circolatorio ... andiamo avanti ... il sistema nervoso ... ecco: gli organi che producono i suoni, schematizzati per diverse specie ancora oggi ben rappresentate da popolazioni numerose ed ampiamente distribuite ... tutti tetradattili, quindi... relativamente simili anche ad uno sguardo rapido ... *

Questi "pipistrelli" ancora oggi viventi, come quelli terrestri e come animali pi¨ o meno simili di altri pianeti, producono suoni cui, come i nostri ospiti della Chimaera, siamo insensibili. Noi Ramirie sentiamo qualche cosa in pi¨ verso l'acuto e un po' meno nel grave, ma lasciamo perdere i dettagli.

I chirotteri ramirie sopravvissuti fino ad oggi usano ultrasuoni pi¨ o meno come quelli terrestri per esplorare l'ambiente, cacciare, sfuggire ai nemici ed in genere per orientarsi anche al buio.

Tutto lasciava pensare che anche le specie oggi estinte, tra le quali tutte quelle del sottogenere dei tridattili, si fossero comportate allo stesso modo per varţ milioni di anni... "

"Infatti fin qui - intervenne Arthur Burnes - tutto sembrava rientrare in schemi evolutivi noti e simili a quelli di altre regioni di diversi pianeti. Ma sapevate giÓ che certe specie, tra i vostri "pipistrelli" cacciavano molto anche di giorno, dall'esame delle prede fossilizzate dentro i loro corpi, ad esempio prede costituite da animali che conducevano una vita assolutamente diurna.

"Certamente, Burnes". E KÓlin chiese ad un altro dei suoi collaboratori di mandare una nuova serie di immagini.

" Comunque - continu˛ - sapevamo anche che i pi¨ temibili predatori diurni e notturni, soprattutto certi ... (parliamo un po' sempre per analogie a grandi linee con gruppi terrestri e di altri pianeti) ... certi grandi uccelli rapaci erano in grado di ridurre drasticamente la popolazione di piccoli e medi mammiferi terrestri, di altri uccelli, di insetti e di altri animali.

Probabilmente il volo agile ed irregolare, le abitudini notturne, l'uso degli ultrasuoni erano tutti meccanismi evolutivi che rendevano e rendono ancora efficace la caccia per i nostri pipistrelli e permettono loro di difendersi. Il silenzio audio in certe fasi (mentre in altri momenti gli animali emettono anche suoni udibili da noi) non Ŕ certo un fatto secondario. All'alba o all'imbrunire, tra l'altro, si trovano potenziali prede e potenziali predatori di abitudini sia diurne che notturne. Meno chiasso si fa, meglio Ŕ".

KÓlin sollev˛ il capo e ci guard˛ per un istante inarcando leggermente le sopracciglia per sottolineare l'idea, poi invi˛ un accenno di sorriso verso alcuni suoi colleghi e si volse ad osservare le immagini che sul grande video centrale mostravano diversi esempi dalla varia ed articolata fauna cui si riferiva.

"Per˛, forse, nel sottogenere dei Brockebaim tridattili ormai estinti, diverse specie si sono difese anche perchŔ inappetibili o addirittura immangiabili e certamente perchÚ molto grandi e robuste, con un'apertura "alare" di cinque o sei piedi, paragonabile a quella di uccelli rapaci di taglia mediomassima, come potete vedere dal raffronto sul video alla vostra destra. L'apertura raggiunge quasi l'altezza del mio atletico marito, il collega Valia Sami ..."

" Caspita! - non riuscii a trattenere la battuta banale - dei figlioli ben cresciuti della famigliola di Dracula!... Vi dir˛ dopo... Vecchie leggende della vecchia Europa ... Scusatemi ... Va' avanti, KÓlin".

"Ma poi me la racconti, o guai a te! Dunque non c'Ŕ da meravigliarsi se per lunghi periodi diverse famigliole di chirotteri Brockebaim tridattili si sono sviluppate divenendo estremamente prospere da circa quattro milioni di anni fino a ... ieri, in termini paleontologici, fino a poche migliaia di anni fa, anche se alcune declinavano giÓ in tempi abbastanza remoti, tra l'altro anche per la competizione, ben documentata dai fossili, tra specie affini. Si mangiavano anche volentieri fra loro. Ma, come ho detto, molte specie prosperavano anche perchÚ in pratica avevano ben poco da temere dai predatori sia di notte che di giorno".

"Quindi - intervenne allora Johannes Weber - poichÚ diffi- cilmente potevano essere predati, i pi¨ robusti Brockebaim non erano costretti a limitarsi all'attivitÓ notturma nÚ ad osservare il silenzio audio..."

"Certamente - conferm˛ KÓlin -. Anzi Ŕ proprio da credere che fossero tutt'altro che silenziosi, Ecco: Valia, vuoi mostrare ai nostri amici la serie integrata dei Brockebaim tridattili e dei tetradattili estinti?

"Sý. Queste sono le migliori. Resti ben conservati in grotte nel deserto delle "Lande degli sciacalli". Vecchie di appena sette-ottomila anni. Ce ne sono alcune anche un po' pi¨ recenti, di cinquemila anni fa. Ma queste sono le pi¨ chiare. Sono comunque tra gli ultimi superstiti dell'intero ordine dei Brockebaim tridattili e qui ... vedete anche alcune specie di quei tetradattili estinti, come i loro pi¨ grossi cugini, nell'arco di poche migliaia di anni. E secondo noi per gli stessi motivi. Qui siamo al punto prima indicato da Lidia Svoboda. Dopo le pi¨ recenti scoperte ci siamo infatti chiesti se c'era qualche relazione ben determinata tra la rapida scomparsa di tutti i grandi tridattili e queste specie di tetradattili estinti, mentre tanti appartenenti allo stesso sottordine continuano a vivere senza particolari difficoltÓ. Crediamo di aver individuato la relazione che comporterÓ una revisione sistematica dell'ordine dei nostri chirotteri. A te, KÓlin".

"Grazie. Gli organi vocali dei Brockebaim tridattili, ma anche quelli di alcune specie estinte di tetradattili, appaiono abbastanza simili a quelli di altri mammiferi. Siamo ragionevolmente sicuri che non siano affatto organi adatti a produrre ultrasuoni. Inoltre la grande borsa che si trova anteriormente, sotto il collo, doveva essere sostenuta, nei tridattili, dal dito ripiegato verso la clavicola. Una simile sacca, anche se di dimensioni ridotte, era presente anche in alcuni tetradattili estinti, come potete vedere sugli ologrammi che si riferiscono ai resti recentemente individuati. Questa sacca era robusta ed elastica e poteva espandersi enormemente, fino a raggiungere, in alcune specie, un volume di circa mezzo piede cubo.

Potevamo pensare che questo organo avesse una funzione di equilibrio aereodinamico, o che servisse da dispensa di cibo da portare ai piccoli. Ma le riserve di cibo si trovano in realtÓ, ben evidenti, nella bocca e forse nello stomaco. L'eventuale funzione aereodinamica non Ŕ sostenuta, nÚ lo sono altre funzioni ipotizzate, da dati effettivamente controllabili.

In realtÓ la grande sacca funzionava come cassa di risonanza e come organo pneumatico adatto a produrre forti suoni. Praticamente questi pipistrelli giganti e alcuni di quelli di media taglia, anch'essi estinti, nel sottordine dei tetradattili di cui tante diverse specie sopravvivono, erano in grado di produrre strilli laceranti con le corde vocali ed un rimbombo pari a quello di un grosso tamburo attraverso l'urto dell'aria che colpiva le pareti della grande sacca rigonfia e tesa, passando attraverso la bocca che veniva a tratti spalancata e serrata. In alcune specie il forte rimbombo - che doveva sovrapporsi agli urli acuti originati dalle corde vocali - risultava da una rapida aspirazione dell'aria e da un'altrettanto rapida espulsione tramite espansioni e contrazioni della grande sacca . PoichÚ quest'organo risulta presente anche nel sottordine dei tetradattili, sia pure solo in alcuni casi, stiamo ora esaminando la necessitÓ di istituire una suddivisione che comprenda tutti i chirotteri che lo possedevano. Per ora li chiamiamo tutti Grangola, tridattili o tetradattili che siano, e ci proponiamo di di riorganizzare la sistematica tenendo conto di questo carattere in un nuovo quadro generale che stiamo cercando di definire. L'osservazione di Lidia Svoboda sulla possibilitÓ di riconsiderare le funzioni di certi organi trova ora una risposta ben precisa.

Ecco, VÓlia, proprio queste. Vedete: le immagini di questo Brockebam ... e di questi altri due Brockebaim ... e il particolare sull'olosfera a sinistra ... mostrano il meccanismo essenziale sulla base della ricostruzione che RŔmon, Valia ed io abbiamo condotto con i nostri assistenti. E'stato particolarmente difficile - mi sembra giusto sottolinearlo - il lavoro dei chimici e dei gruppi di studenti che, risolvendo delicatissimi problemi di calcolo e di manipolazione nell'ambito del trattamento dei reperti recenti, sono riusciti a ridare ai tessuti una funzionalitÓ verosimilmente assai prossima a quella naturale, ricostruendo in pratica organi non pi¨ attivi da migliaia di anni".

"Quasi come far cantare - non potei evutare neppure questa - la mummia di Ramesse Secondo!... un famoso antico sovrano della vechia Terra ... scusatemi ... "

"Scusatemi - mi rifece il verso KÓlin - e va' avanti, Kalin. Ma sul vostro Egitto sappiamo qualcosa anche noi. E comunque ci racconterai anche questa, o guai a te, Alexander!

╚ ora di mostrarvi alcune registrazioni ottenute dagli organi ricostituiti con l'immissione delle sostanze necessarie e rimessi in funzione artificialmente con stimoli elettrici e supporti meccanici semplici per la trasmissione dei movimenti e la produzione degli effetti sonori simili, per quanto possibile, agli originali".

KÓlin si mand˛ indietro sulla spalle i lunghi capelli nerissimi, si aggiust˛ con un rapido gesto il colletto alto sotto il mento, alzando lo sguardo fino a quelli che erano seduti sulle file pi¨ alte dell'aula. Poi accenn˛ con la destra verso RŔmon.

"Musica, Maestro!" disse mentre RŔmon giÓ faceva partire la registrazione ed uno studente ci indicava le immagini sull'olosfera un po' alla nostra sinistra.

Un rombo ritmato in tempo quaternario, sempre con un ac- cento fortissimo sul primo battere, mentre la sacca sotto la gola del Brockebam si gonfiava smisuratamente e rapidamente si sgonfiava come un mostruoso mantice azionato dai meccanismi collegati - come doveva essere un tempo con i tendini e i muscoli dell'animale - allo sterno ed all'attaccatura delle grandi membrane pelose presso la spalla, La sacca rigonfia faceva anche assomigliare la bestia ad un enorme rospo mentre la grossa bocca, richiudendosi, mostrava l'aspetto frontale di un orrendo grugno suino. Al rombo si sovrapponevano strilli laceranti o lamenti lunghi appena articolati con brevissime "frasi" ripetute ossessivamente per decine e decine di secondi; talvolta solo il battito in evidenza, come un gigantesco metronomo amplificato che sarebbe andato oltre i limiti della soglia del dolore per le fortissime sollecitazioni sui nostri poveri timpani, se i tecnici non avessero prudentemente fatto abbassare il volume mentre KÓlin stessa si era messa per un momento, senza nascondere il disagio, le mani alle orecchie.

"Per quanto possiamo essere tutti peccatori, non meritiamo - afferm˛ con tono deciso - una punizione cosý dura. Ma devo precisare che il volume reale poteva raggiungere e superare quello che avete appena sperimentato. E, per quanto chiunque possa avere i suoi gusti, non credo che qualunque essere capace di udire e non del tutto "suonato" potrebbe sopportare questo genere di manifestazioni a qualunque ora del giorno e della notte! E non solo per il volume del baccano".

Un altro brockebam "ricostruito" ci mandava intanto altri urli e lamenti su un ritmo di terzine, sempre con un pesantissimo accento sul primo tempo in battere.

"Oltre al volume sonoro, infatti, appare insostenibile l'ossessiva insistenza sulle stesse sequenze che vengono ripetute praticamente senza varianti - aggiunse KÓlin per centinaia e centinaia di volte".

Inoltre -osserv˛ Lidia - vi risulta che questi Brockebaim si muovessero anche in grandi gruppi ..."

"La collega terrestre - replic˛ subito KÓlin ľ mi ha anticipato molto bene. Infatti dovete moltiplicare il chiasso assordante di un singolo Brockebam per le diverse decine o per le varie centinaia di Brockebaim grangola che agivano insieme per la caccia o per altri motivi e possiamo immaginare che le emissioni sonore fossero anche, in certi momenti, ritmate simultaneamente, sovrapponendosi in un assillante tambureggiare su cui emergevano sibili, grida e lamenti quali quelli che avete ascoltato ed altri di cui vi faccio grazia. E' quasi inimmaginabile - forse anche perchÚ l'immaginazione vuole fermarsi per l'orrore e il disgusto - il frastuono smisurato che certamente invadeva senza scampo ogni luogo in cui queste bestie si riunivano, si scontravano nei vasti territori di caccia, si assalivano, fuggivano inseguendo le prede o i rivali, o cercando di sottrarsi agli attacchi mortali dei loro simili".

" Interessantissimo, ma vuol dire - osservai - che questi potenti mezzi naturali hanno qualcosa a che fare con le difficoltÓ che i Grangola incontrarono dopo un lungo periodo di prosperitÓ e che non riuscirono infine a superare? In fondo, con la forza, le capacitÓ di volo, con il tremendo fragore che stordiva le prede e cosý via ... non erano, come si suol dire da noi, "in una botte di ferro"? Dobbiamo pensare, dunque, che il loro rapido declino sia da attribuire ad altri fatti. E forse u'idea ce l'hai giÓ data implicitamente. Ma forse Ŕ meglio che tu vada avanti, KÓlin.

"Avanti, KÓlin - rifece puntuale KÓlin -. Ma credo che anche gli altri amici terrestri abbiano ormai intuito qual Ŕ la nostra tesi fondamentale su questo punto. E il sorriso malizioso (e contagioso) di Alexander Äenisek mostra che Ŕ anche una tesi divertente, per i Terrestri come per noi Ramirie.

Le evidenze sperimentali e la ricognizione generale dei risultati della ricerca condotta sulle scoperte pi¨ recenti ci danno in pratica la pi¨ ragionevole certezza su questo punto.

Sý, Alexander, Ŕ evidente che dobbiamo riferirci ad altri fatti. FinchŔ i Brockebaim tridattili e gli altri Grangola loro simili vissero in ambienti dominati da rettili, uccelli, mammiferi quadrupedi, altri chirotteri, poterono prosperare nel complesso, anche se alcune specie si estinsero. Ma quando emersero i "primati" pi¨ evoluti, bipedi, capaci di utilizzare strumenti, inizi˛ una competizione che alla lunga doveva rivelarsi rovinosa per quei chirotteri che, praticamente del tutto incapaci di produrre ultrasuoni, utilizzavano suoni udibili (eccome!) dai loro pi¨ pericolosi avversari, i "primati" pi¨ evoluti, appunto.

Allora proprio quei caratteri (forme vistose, robustezza, voci assordanti ... ) che prima avevano offerto loro ampie possibilitÓ di sviluppo, divennero elementi di fastidio per i primati Pre-ramirie ed in seguito per i Ramirie arcaici che lottarono duramente contro di essi.

I segnali della catastrofe giunsero con l'apparizione e la rapida affermazione dei primi veri Ramirie moderni, nostri diretti antenati. Abbiamo evidenze paleontologiche notevoli di lunghe campagne senza quartiere giÓ ventimila anni fa, ma dobbiamo anche constatare che queste forme di lotta violenta servirono a contenere il numero dei Brockebaim e a ridurre moderatamente la popolazione di diverse specie per far posto alla complessa ed attiva presenza ramire, senza incidere drasticamente sul complesso delle popolazioni dei Grangola.

Il crollo si verific˛ pi¨ tardi ed in tempi rapidi, come abbiamo ricordato, a partire da diecimila anni fa. E il cerchio si chiuse definitivamente per tutti i tridattili (ma anche per i tetradattili pi¨ chiassosi) circa cinquemila anni fa, in un'epoca che normalmente, per grandissime aree del nostro pianeta, si pu˛ definire protostorica.

E fino ad oggi sopravvive il ricordo dell'acerrima avversione di tutti i Ramirie nei confronti dei Grangola, attraverso i racconti tradizionali, le leggende, i proverbi, i modi di dire (invadente come un brockebam, ad esempio), un'avversione che molto male si potrebbe riferire ai chirotteri oggi viventi, spesso assai discreti e pacifici, pericolosi solo per le loro prede naturali, di solito insetti, di alcuni dei quali non ci dispiace affatto che venga ben controllata la diffusione. Ma anche alcuni documenti protostorici si riferiscono con evidente ostilitÓ a quelli che oggi chiamiamo Grangola, animali che comunque nessuno, giÓ cinquemila anni fa, poteva pi¨ vedere vivi.

Un momento di pausa? Se volete servirvi..."

Sui piani davanti ai nostri sedili vennero illuminate le teche di cristallo; freschissime bevande delle quali avavamo conosciuto molte varietÓ a Lasata e altrove, tartine da leccarsi i baffi, semi diversi, freschi o tostati da poco ... Nessuno resistette alla tentazione di premere qualche pulsante per servirsi di diverse specialitÓ derivate da foglie o frutti di piante selvatiche o coltivate, alcune delle quali presenti in grande quantitÓ nei boschi, nei parchi e negli orti vicini, e nei giardini stessi dell'Istituto che ci ospitava.

Le nostre congratulazioni furono proprio sincere.

Si dice anche - riprese KÓlin dopo la breve pausa - che questi Brockebaim succhiassero il sangue. Attributo generalizzato facilmente nelle credenze popolari, sicuramente accertato per cinque delle ventisette (o ventiquattro) specie, era sicuramente un altro motivo di fastidio, soprattutto quando l'azione si esercitava ai danni di animali domestici o di Ramirie addormentati, debilitati o comunque non in grado di reagire efficacemente ... E' probabile che anche questo abbia qualche corrispondenza con le vecchie leggente terrestri di Dracula e soci ... se ben ricordo... Sý? Grazie, amici. Per questo ed altri motivi i Brockebaim erano considerati molto invadenti, anche se raramente potevano produrre danni gravi ad un Ramire in piena efficienza fisica e mentale. Erano comunque molto invadenti, dal punto di vista dei nostri antenati. Si installavano volentieri presso gli accampamenti, nei villaggi, nei boschi adiacenti, un po' dovunque. E benchÚ sicuramente non fossero erbivori, nel corso delle cacce e delle lotte devastavano insediamenti e culture in diversi modi, soprattutto con l'enorme quantitÓ di escrementi che spargevano dappertutto.

Ma questi ed altri motivi di fastidio, benchÚ non trascurabili, non furono certamente determinanti nel suscitare la reazione ramire che li condusse all'estinzione. Determinante fu invece quella che ormai dobbiamo considerare come la caratteristica discriminante rispetto agli altri chirotteri: il frastuono che i Grangola producevano, come possiamo dedurre da diversi documenti preistorici antichi e recenti: sculture, graffiti, pitture e protoscritture giÓ in parte decifrabili o almeno interpretabili a grandi linee.

In questa pittura parietale, ad esempio ... sý ... sulla sinistra, si vedono quattro giovani che cacciano via con fruste e bastoni appuntiti ... con lance ... un brockebam. Sulla destra una ragazza si mette le mani fra i capelli - potrebbe sembrare - per la paura ... per la disperazione. Anche in quest'altra immagine ... qui sono tre le persone, un adulto e due ragazzi che, circondati da un gruppo di grandi "pipistrelli" si portano le mani alla testa ... Ci sono altri esempi del genere ...

Conoscevamo alcune di queste immagini da centinaia di anni. Ma si era sempre pensato a gesti di disperazione o di raccapriccio per l'aspetto sgradevole dei grangola o per il timore di attacchi improvvisi e "silenziosi". Le pi¨ recenti scoperte suggeriscono invece una ben diversa interpretazione. Gli anonimi artisti antichi vollero rappresentare il tremendo fastidio per le manifestazioni sonore di queste bestie: i nostri antenati si portano le mani alla testa per tapparsi le orecchie!

Ma c'Ŕ ancora un aspetto che vogliamo mostrarvi ... Sý, VÓlia, le "maschere" ... Molto bene. In queste due pitture su una parete di roccia si vedono bene teste di Ramirie dietro le quali spuntano la membrane alari dei brockebaim. Alcuni Ramirie fuggono con le mani alla testa, altri cercano di scacciare i pipistrelli mascherati da Ramirie, o ... in quest'altra pittura, da animali domestici come il Gebal che era allevato per la lana...o il Katýla, amico dei bambini ...

Non possiamo pronunciarci su diversi dettagli, ma ci sono alcune forme pittografiche che sono in sostanza protoscritture in cui si allude in termini simbolici anche pi¨ diretti ai brockebaim che "fanno la nostra voce" o forse sottraggono o copiano la voce "a noi ed ai nostri animali". C'Ŕ da pensare che i Grangola, soprattutto i succhiatori di sangue, imitassero in certi casi la voce delle loro possibili vittime per piombare loro addosso senza insospetirle prematuramente, o quelle dei loro nemici tra cui gli ultimi, i pi¨ temibili, i Ramirie, stabilendo una specie di mimetismo sonoro che non li salv˛ comunque dal crollo definitivo. Anche questa strategia non doveva essere molto gradita ai nostri antenati che cercarono, a quanto pare, di "smascherarla" in tali rappresentazioni. Questo Ŕ comunque uno dei punti meno definiti della nostra ricostruzione: i documenti sono scarsi e talvolta oscuri o ambigui, anche se le linee generali non ci sfuggono.

Sono pi¨ sicuramente interpretabili, in base alle scoperte recenti, queste altre immagini a proposito dell'uso, da parte dei nostri antenati, di certi ... strumenti ... diciamo ... di lotta contro i Grangola. Questa, ad esempio, tratta da graffiti su una pietra durissima, simile alla diorite, mostra alcuni Ramirie che scacciano i Grangola con rami di piante fiorite ... della stessa specie... grazie, RŔmon,... che qui rivedete nella pittura a colori: rami sottili ... piccole foglie verdi allungate ... fiori bianchissimi, bacche nere, semi commestibili che giÓ conoscete: La Laphidai faltasin ... e qui vedete un gran fuoco di rami di questa pianta e di altre simili sotto un numeroso gruppo di giganteschi brockebaim appesi alle sporgenze di una parete rocciosa ... evidentemente in letargo. Ma con questo siamo ad una nuova fase della nostra esposizione sulla fine dei Grangola: l'ultima. Finora vi abbiamo detto quando e perchÚ. Ora vediamo come.

"Anche sul come - osserv˛ a questo punto Burnes - abbiamo appena avuto informazioni piuttosto convincenti..."

"Sý, Arthur, - intervenne Weber - ma sai bene che con tutto ci˛ non si spiega ancora una piazza pulita totale".

"Naturalmente - riprese subito KÓlin -. Quelle immagini di lotta violenta non possono trarci in inganno".

" E il fuoco?" chiese Lidia.

" Credo che RŔmon e VÓlia abbiano qualcosa da dirvi, su questo punto. RŔmon? ..."

"Sý. Pu˛ darsi che talvolta, oltre a prenderli a frustate, i nostri antenati abbiano anche cercato di arrostire i Grangola. Ma non avrebbero risolto molto anche con questo. Chi poteva trovare tutti i loro nascondigli? No. Dopo lunghe fasi di tentativi di reazione violenta all'ingombrante presenza di questi coinquilini del pianeta, i Ramirie cominciarono a comprendere che affumicarli o, come vedremo, profumarli era molto pi¨ efficace. Non vi rifaccio la storia di un lungo processo di scoperte favorite dal caso, di tentativi ed errori. La chiave di tutto stava nell'uso di bruciare - in prossimitÓ dei brockebaim - certe piante o anche di moltiplicarne la presenza o la coltivazione (del resto interessante anche a scopi alimentari ed ornamentali) affinchÚ gli animali fossero investiti da certe esalazioni: alcune sostanze liberate da fiori, foglie, frutti, rami, lentamente assorbite per lunghi periodi, si rivelarono fatali per i meccanismi di riproduzione dei Grangola.

Probabilmente si era osservato che alcuni di questi animali, in cattivitÓ, non si riproducevano se tenuti a lungo a stretto contatto con una famiglia di piante soprattutto nel periodo della fioritura e nella stagione calda, quando gli aromi venivano emessi in grande quantitÓ.

E i pi¨ piccoli tetradattili ad "ultrasuoni" non sceglievano luoghi vicini alle sedi dei Grangola per andare in letargo: il risveglio poteva essere molto pericoloso. Ma del resto questi piccoli chirotteri che sono sopravvissuti hanno mostrato di essere assai poco sensibili all'azione delle piante in questione, come hanno mostrato gli esperimenti che abbiamo condotto non appena ci siamo resi conto di quanto doveva essere accaduto ai grossi brockebaim. Su questo tornerÓ pi¨ precisamente la stessa KÓlin. Intanto Valia ci mostrerÓ le piante".

" Bene: Sono tutte della famiglia delle Selitaineth, come la Laphidai faltasin giÓ ricordata. Qui c'Ŕ la grande Samirai eraseth,... con le foglie quasi rotonde... e accanto una Libanai perin, con fiori arancio, in questa varietÓ ... e infine la pi¨ terribile: la piccola e delicata Laphidai clamiseth, alta in media poco pi¨ di due piedi e mezzo, con fiori azzurrini ed un profumo freschissimo ... pi¨ intenso ma estremamente simile a quello delle violette che ci avete portato con l'Ulixes. Eccola qui sull'olosfera e ... in questo vasetto. Si usano molto i rametti fioriti, come avrete notato ... ad esempio... cosý" concluse Valia ponendo appunto un rametto fiorito della Clamiseth sui capelli di KÓlin che sussurr˛ un "grazie" mentre stava per riprendere la sua esposizione.

"Non fu molto difficile per i nostri antenati, nel corso di varie migliaia di anni - continu˛ dunque KÓlin - imparare ad individuare i luoghi di letargo di questi animali per affumicarli o "profumarli" sistematicamente. Certo non tutti gli insediamenti potevano essere raggiunti, ma grandi schiere di Grangola sterilizzati venivano cosý ad introdursi nalla competizione per l'accoppiamento ed avevano successo, ma non potevano generalmente produrre prole. Una complessa molecola di cui vedete una struttura tipica (si presenta in diversi aspetti) sulla grande rappresentazione olosferica Ŕ presente sia negli ovuli sia negli spermatozoi dei Brockebaim tridattili e dei tetradattili dotati della sacca sonora. In pratica un'alterazione - la perdita di due atomi di ossigeno che vengono assorbiti facilmente dalle sostanze incorporate attraverso i delicati effluvii delle nostre Selitaineth - determina una catena di reazioni che impediscono la maturazione degli ovuli almeno in sette casi su otto. Sugli spermatozoi l'effetto normale Ŕ una debilitazione delle membrane cellulari che ne riduce l'efficienza nel tempo a ... meno di un centesimo rispetto a quelli "non trattati". In pratica una sterilizzazione di estrema efficacia. E dobbiamo aggiungere che gli studţ condotti sui reperti recenti non ci permettono di essere ancora certi di vari altri possibili effetti collaterali ed anche che Ŕ stato molto difficile ritrovare le tracce degli agenti sterilizzanti che tuttavia sono sempre meglio identificabili nei fossili man mano che i raffronti tra i tessuti meglio conservati ed i pi¨ antichi reperti si svolgono su un terreno di studio sempre pi¨ definito e dettagliato. Le scoperte pi¨ recenti, ricollegate ad altri progressi degli ultimi otto-dieci anni, hanno acutizzato l'attenzione su tutto il campo di ricerca. Ci˛ spiega, almeno in parte, il ritardo con cui certe ipotesi che potevano condurci su una buona strada sono state formulate, solo da pochissimo tempo. Certamentre molti punti oscuri potranno almeno in parte essere chiariti con lo studio di quei Brockebaim tetradattili "ad ultrasuoni", ancora viventi, che mostrano abbozzi pi¨ o meno pronunciati della sacca sonora. Abbiamo chiesto ad una decina di istituti di ogni parte di Ramir di studiare gli effetti di esposizioni intense e prolungate alle esalazioni delle Selitaineth. C'Ŕ la possibilitÓ di controllare se vi sono incidenze anche minime sulla capacitÓ di riproduzione. Noi, intanto, stiamo lavorando anche ad un'altra ipotesi: E' possibile, forse, osservare un'azione selettiva nell'intervento ramire sullo sviluppo della sacca, sia pure nelle poche migliaia di anni di contatto tra i nostri antenati ed i Brockebaim. Pu˛ darsi che siano stati favoriti quei processi che tendevano a ridurre il volume della sacca ed a favorire la riproduzione dei chirotteri "ad ultrasuoni" capaci di usare solo limitatamente suoni udibili. Appare ormai quasi certo che l'alterabilitÓ dei meccanismi riproduttivi sia connessa anche direttamente al funzionamento della sacca stessa.

I piccoli tetradattili sopravvissuti potrebbero essere collocati, a questo punto, in un sottordine distinto con una nuova denominazione, mentre il termine Brockebaim rimarrebbe ad indicare i rumorosi Grangola "tridattili", (cioŔ con il quarto dito ripiegato verso la clavicola) o tetradattili che siano.

La nostra esposizione termina qui. Ricordando qualche commento dei nostri amici terrestri, quando si cominci˛ a parlare in varie occasioni della fine di certi chirotteri ramirie, crediamo di aver dato a grandi linee una documentazione completa e non ambigua. Naturalmente non possiamo giudicare il comportamento dei nostri antenati secondo regole che essi non potevano conoscere, nÚ riportare in vita animali estinti da cinquemila dei nostri anni, per studiarli direttamente e conservarli per i nostri discendenti.on mi res Non mi resta che ringraziare gli ospiti terrestri e ramirie e tutti coloro che hanno collaborato con noi all'organizzazione di questo incontro".

Lidia giÓ si dirigeva a stringere le mani a KÓlin ed ai suoi collaboratori, seguita da tutti noi. Pallide o brune mani terrestri e mani ramireth azzurrine o bianche come la neve, con cinque dita lunghe e sottili. E intanto commentava:"Insomma ai vostri arcinonni davano proprio fastidio le lagne chiassose. Diciamo pure che il Ramire, quando ci si mette, non Ŕ per nulla da meno dell'uomo terrestre nel condurre certe operazioni. Prima fa piazza pulita, poi parla della grande perdita ..."

"Certo - dichiar˛ saggiamente VÓlia mentre offriva in giro le elettrizzanti bevande di Selitaineth - siamo tutti d'accordo sulla necessitÓ di conservare le specie, ma ..."

"... Pensate che cinque o sei di questi piccoli fiori - sussurr˛ KÓlin indicando il rametto fiorito che aveva ancora tra i capelli - erano sufficienti per mettere fuori uso un'intera genealogia di Brockebaim rompiscatole!..."

"Ma certamente molti - continu˛ Valia - qui a Lasata come in tutto Ramir, ringraziano in cuor loro gli arcinonni che da certe specie ci hanno liberato!"

"Viva la sinceritÓ!" concluse Lidia per tutti.

LFS