e-mail inviata il 4 ottobre 2007 ad alcuni urbinati e per conoscenza a Roberto Satanassi e Alberto Barbadoro

 

 NOMI PIÙ O MENO CONSIDERATI

NELLA TOPONOMASTICA URBINATE

  

Dedicare un toponimo a Dante (e non solo) in Urbino. Una proposta di trattare i  temi che saranno qui esposti è stata inviata  anche a Tele 2000 di  Urbino che,  dopo qualche risposta mancata, in seguito ad ulteriori sollecitazioni, ha finalmente dato una risposta negativa, nonostante l’invio da parte mia di una pubblicazione,  sulla rivista ufficiale dell’UAI (Unione Astròfili Italiani): un esame dei circa 130 punti della Commedia nei quali Dante si occupa di Astronomia. Dico circa perché non sempre si può distinguere in assoluto tra  riferimenti a miti e divinità da un lato e, dall’altro, indicazioni di astri che sono comunque almeno 130. Sul tema ho spedito tempo fa una lettera  al Sindaco della passata amministrazione, sempre di sinistra, ricevendo segni di cortese attenzione, mentre  recentemente il Presidente del Consiglio comunale, dottor Giuseppe Franzè, interpellato per telefono, mi diceva che si pensa molto seriamente alla cosa per risolverla in tempi brevi.

         Sulla toponomastica qualche anno fa avevo anche  presentato in modo del tutto informale in diverse sedi  alcune proposte delle quali  avuto  poi modo di toccare anche certi dettagli con l'Ingegner Carlo Giovannini, Direttore dell’Ufficio urbanistica.  Si trattava e si tratta  di ricordare non solo ma anche alcune importanti figure e realtà culturali che hanno relazioni con la  storia anche non molto recente,  della Città, con tutto il rispetto per i contemporanei.

         Io non suggerivo di eliminare,  per fare  esempi-limite, via Togliatti o via De Gasperi né tanto meno Via Mazzini o Via Cesare Battisti, che  tra l'altro hanno già i loro annetti, anche se nomi tradizionali e significativi quali Valbona e Lavagine è bene che continuino a rimanere sulle lapidi accanto a questi. Ma ho suggerito comunque alcuni topònimi che sarebbe assurdo a mio avviso non avere proprio in Urbino. In primis Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini. Per questi  senza cambiare  altri nomi, dicevo, perché, ad esempio, non fare così?

  

     Diamo a Laurana il Tratto di Statale/che va da Farinella al Mercatale

ed a Francesco di Giorgio Martini/dal Mercatale al Bivio Galassini.

 

    In pratica dalla base del Colle dei Cappuccini (presso il bar già di “Farinella”) fino a Porta Nuova dove si trovava il  mulino dei Galassini  con un bel tratto proprio sotto il Palazzo Ducale di cui mostro qui sopra una foto della facciata occidentale, arcinota in tutte le salse. Di questa indicazione  si è  tenuto conto quasi alla lettera e ciò va a  tutto merito dell’Amministrazione.

         Suggerivo anche alcuni altri topònimi (vie o piazze o quel che potesse essere) per Piero della Francesca, Paolo Uccello, Gioachino Rossini, Giovanni Battista Pergolesi, Giacomo Leopardi, Baldassarre Castiglione, Laura Battiferri.

         Altri - ricordavo - si potrebbero aggiungere a questi personaggi che sono vissuti nella Città o molto vicino e che  hanno lasciato importanti testimonianze che la riguardano. Laura Battiferri, poi, c'è anche nata. A Paolo Volponi si sarà certo già pensato, anche se occorreranno i tempi  previsti dalla prassi vigente.

         Certo non mi dispiacerebbe che Urbino ricordassse Boccaccio,  Pasolini, Masaccio, J. S. Bach Beethoven, Schubert , Brecht, ma comprendo che la Città non ha centinaia di nuove vie da intitolare. Però, ancora in argomento musicale, Girolamo Cavazzoni, considerato da molti il maggior compositore italiano di musica per organo  della prima metà del '500, sarà pur stato detto da Urbino per qualche motivo. Ho visto un po’ nei dettagli questo tema  con l'aiuto di esperti del Conservatorio Rossini di Pesaro vicini all'ambiente urbinate, come Marta Mancini e Alberto Barbadoro che hanno dato utilissimi suggerimenti anche sulle motivazioni di certe scelte e mi hanno consegnato una documentazione molto precisa, A proposito, dicevo, occorrerebbe ricordare  due importantissime figure di marchigiani:  Gaspare Spontini, il famoso compositore, e Ottaviano Petrucci di Fossombrone. Questi  fu  il primo stampatore di opere musicali con un sistema da lui stesso inventato. Un record  assoluto del quale in Urbino non sembrava rimanere alcuna particolare recordatio.  Per maggiori dettagli, in questo e in altri ambiti, non c'è che l'imbarazzo della scelta tra i varî studiosi che della storia di  Urbino  si interessano. Certo molte figure o realtà storiche importantissime non rientrano in queste righe. Non si sta facendo un trattato. Ma intanto a Petrucci, Cavazzoni, insieme a Machiavelli, Giuseppe Verdi,  Leonardo da Vinci sono  stati assegnati topònimi  in zone periferiche, a Rossini era stata data una sistemazione in un posto che purtroppo non ha  un solo numero civico mentre anche i personaggi danteschi legati alla storia urbinate, Guido e Bonconte hanno avuto  da poco un topònimo vicino al centro.

    Ma   Dante, ancora, no. E rendere onore  (sì, anche nella la toponomastica!) a Dante è un dovere che ad Urbino assolutamente  compete come città di cultura. Inoltre, a parte diversi passi che potrebbero indirettamente interessarla, ricordiamo come nel Convivio Dante elogi Galasso da Montefeltro e consideriamo  che Assisi,  Gradara, (che fece parte sotto Federico del Ducato di Urbino) e Rimini sono a meno di un anno-luce di distanza. Il V dell’Inferno è in gran parte dedicato a due personaggi legati al   Ducato, ovviamente  molto prima  del tempo di Federico, Paolo e Francesca in un famosissimo episodio che commuove davvero anche i sassi.  E teniamo presenti almeno altri due fatti essenziali: Il XXVII dell'Inferno è quasi interamente dedicato a Guido da Montefeltro che cita anche la sua Patria "... ch'io fui dei monti là intra Urbino e 'l giogo di che Tever si disserra". Alcuni tralasciando la pur non del tutto improbabile derivazione da Urvum  (=solco) e ricordando il possibile collegamento della Città con l’antica dea Orobia leggono, forse meglio, Orbino, nome  presente di passaggio anche  nel capitolo XI del famoso Trattatello in Laude di Dante opera del Boccaccio, ammiratore entusiasta del sommo poeta. Nel canto di cui sopra  vediamo Guido tra i dannati come consigliere fraudolento per aver offerto il suo consiglio  al  Gaetani salito al soglio pontificio  con il nome di Bonifacio VIII, uomo talmente santo che se ne annuncia l'arrivo all'Inferno (Inf canto XIX)  già prima che muoia. … il gran prete  a cui mal prenda!, dice  Guido che non a torto lo ritiene responsabile della sua dannazione per averlo assolto dal peccato del malvagio consiglio prima  che il consiglio stesso venisse dato, tanto che neppure l'intervento di San Francesco varrà a a salvarlo, prevalendo invece le ragioni del diavolo loico  che mostra l’empietà del Montefeltro e di Bonifacio.

         Nel V del Purgatorio troviamo invece Bonconte da Montefeltro, con lo stupendo  episodio di una diversa lotta tra "l'angel di Dio" e "quel d'inferno" il quale, poiché Bonconte è tra coloro che si salvano per essersi pentiti all'ultimo momento, grida rabbiosamente all'angelo di Dio: " Tu te ne porti di costui l'etterno/ per una lagrimetta che 'l mi toglie;/ ma io farò de l'altro altro governo”. Ed infatti scatenerà la sua rabbia contro il corpo facendolo travolgere dall' Archian rubesto che lo trascinerà nell'Arno in cui si completerà lo scempio.

         Un fatto importante da considerare, per gli urbinati, mi pare questo: la Città potrebbe avere qualche ritegno nell'onorare  tardivamente, attraverso i nomi dei luoghi, certi grandi uomini. Ma ciò non dovrebbe turbarli troppo, sia perché meglio tardi che mai, sia perché essi sono stati comunque onorati in altri modi significativi dall’Università e dalla Città tutta. Inoltre le attenuanti non mancano, dato l'esiguo numero di vie che Urbino aveva fino ad un passato molto recente, e del resto anche adesso non è New York, che però, con tutto il rispetto, non ha certi collegamenti  con Dante, con Ottaviano Petrucci, con Laurana & C.

          Della questione mi sono interessato da tempo, almeno dal 1980 quando ho firmato con varî pseudonimi certi versi stampati lussuosamente con il ciclostile e diffusi con l'efficientissimo cavallo di San Francesco, del quale, dicevo più tardi ai redattori del quotidiano Il Resto del Carlino,  voi dovrete avere la pazienza  per leggere tutta la mia nota, sperando che essa non sia tale da far scappare la pazienza anche ai santi. Ma invece  il quotidiano si è mostrato sensibile al tema, dedicando alle mie proposte nel Gennaio del 1999 un articolo: “Vie da intitolare a Laurana e Leopardi”  che le riportava con la riproduzione di un  celebre ritratto del grandissimo poeta  e filosofo di Recanati. Ora si potrebbe dire qualcosa in più ed insistere, naturalmente, perché qualcosa di più  effettivamente si faccia. Il Piazzale Roma in cima  a Via Raffaello, per gli urbinati il  Monte, potrebbe  certo essere ribattezzato, come suggeriva l’amico dottor Giuliano Gheller,  in onore di uno da scegliere dei grandi uomini di cui si è parlato. Ed ora che varî topònimi sono stati ben  assegnati, che sta a fare un Piazzale Roma lassù e che significa?  Non ho potuto sapere a  quale periodo risalga la denominazione. Comunque fa un po’ pensare al brutto ventennio. Ma proprio in quel luogo, quasi il più alto della città, proprio di fronte al monumento a Raffaello, sarebbe perfettamente collocabile una Piazza Dante Alighieri. E, per quanto riguarda non solo me ma altri cittadini sensibili alla questione, anche subito. Carlo Giovannini, già ricordato,  che non fa parte della giunta ma dirige l’Ufficio Urbanistica,   ha  mostrato grande sensibilità,  mettendomi tra l’altro in contatto con il Signor Satanassi, esperto di toponomastica, prospettando agli Amministratori la situazione, in sostanza indicando autorevolmente l’uso di certi topònimi, tanto da contribuire a indirizzarli, per quanto posso immaginare, a certe dediche .

        C’è poi un libro  interessante  di Pietro Rufa,  Per le vie di Urbino, che ci dà molte informazioni. In esso, come anche in una mappa  abbastanza aggiornata rivediamo che Urbino celebra  tra gli altri Martin Luther King, Don Bramante Ligi, Giacomo Brodolini, Giuseppe Di Vittorio, Giovanni XXIII,  Patrice Lumumba, Bruno Buozzi,  Achille Grandi, Antonio Gramsci, Oreste Lizzadri, Don Giovanni Minzoni. Yuri Gagarin, Pablo Neruda, Salvador Allende,  Arturo Toscanini, Errigo Bernini, Piero Calamandrei, Egisto Cappellini, Erivo Ferri, Lazzaro Fontanoni, Don Luigi Sturzo, Giacomo Puccini, Luigi Longo, Gaetano Salvemini, Enzo Zeppi  und so weiter….  Queste  ed altre figure  storiche sono state importanti anche per la storia di Urbino  ma (se sbaglio mi si horregga) Dante  sicuramente non è da meno.

            Rufa ricorda anche l’episodio di Guido e Bonifacio con  una bella citazione del canto XXVII ma non gli viene in mente di proporre un toponimo per Dante. Certo una distrazione  come quella degli amministratori, spiegabile  con il meccanismo psicologico di chi non vede la foresta perché ci sono gli alberi, o anche, come si dice,  non vede proprio quello che ha sotto il naso.  

 

Sie waren einmal zwei. Und nun?

Una volta erano due. E adesso? … La facciata occidentale qui sembra avere un solo torricino per un semplicissimo accorgimento nella mia foto non troppo seria. Ma la toponomastica di Urbino era altrettanto incompleta e ancora   non è certo perfetta.

 

             Spero dunque che, la Città continuui a mostrarsi sensibile così che che  quando l’articolo uscirà su  Punto d’incontro anche  per Dante e Leopardi “morti” ormai da secoli, si sia  consolidata la prospettiva dell’assegnazione di un luogo, Per Dante  cambiando il il nome di Piazzale Roma e del contiguo Pian del Monte, quasi ad angolo retto,  con pochissimi numeri civici ma in posizione onorevole vicino a Raffaello. Per Leopardi un luogo non troppo lontano dal centro andrebbe benissimo.

  

    Fior sul cappello,

in quella piazza non pesterà il callo

Dante il divino al  sommo Raffaello.

    Fior delle piante,

facciamogli una piazza in cima  al Monte:

qui da noi non ha un buco il Padre Dante.

 

        Fiorin de’ cardi,

Urbino come mai non ti ricordi

di ricordare il genio di Leopardi?

 

lfs